Tutti gli strumenti adatti per saldare

Oggi parliamo di saldatura e di quali sono gli strumenti adatti per saldare. Vogliamo solo offrirvi qualche spunto chiaramente per valutare se fa al caso vostro.

Iniziamo con il dire che la saldatura permette di unire in modo permanente due metalli tra di loro. Viene fatto attraverso la fusione dei pezzi da giuntare. Può essere utilizzato del materiale di supporto oppure no. Il processo di saldatura avviene attraverso il materiale base, cioè le parti da saldare. Questi pezzi possono essere dello stesso materiale e in questo caso si parla di saldatura omogenea, oppure materiali diversi, si parla di saldatura eterogenea. Tra i materiali usati nell’ambito della saldatura troviamo di solito l’acciaio, le leghe di nichel, di titanio e di alluminio. C’è poi anche il materiale d’apporto, cioè quel materiale che assume varie forme (nastri, fili o bacchette) e viene depositato allo stato fuso tra i due lembi che devono essere uniti.

Per quanto riguarda gli strumenti ne esistono diversi. Dai vari dispositivi di sicurezza necessari per svolgere questo lavoro in sicurezza fino a oggetti particolari come per esempio il banco saldatura a scarico di condensatori.

Tra i dispositivi di sicurezza del saldatore invece abbiamo gli indumenti come i guanti, i berretti, le giacche e i grembiuli. C’è poi la maschera oscurata necessaria per proteggersi dalle radiazioni elettromagnetiche tipiche della saldatura ad arco. Occorre poi un sistema di ventilazione che vada a contrastare i rischi per la salute causati dall’inalazione delle polveri, dei vapori e dei fumi che nascono durante la saldatura.

Esistono vari tipi di saldatura. C’è la saldatura ad arco elettrico che sfrutta l’elettricità generata da due elettrodi. Potete ottenere l’arco da un elettrodo fusibile o un elettrodo refrettario. La saldatura può essere a resistenza, in pratica vi è una giunzione senza sfruttare un metallo d’apporto. C’è quella ossiacetilenica che sfrutta la sorgente di calore della fiamma che nasce dalla combustione di acetilene con ossigeno. Infine c’è quella a energia concentrata, dove vengono sfruttati fasci di energia fino a vari milioni di watt per ogni millimetro quadrato della superficie.