Storia del sassofono

Il sassofono conosciuto anche come sax ha origini alquanto recenti, fu ideato e realizzato nel 1840 dal costruttore belga di strumenti musicali in metallo: Antoine-Joseph Sax, dopo anni che si era concentrato sui vari aeriformi, decise di cimentarsi in un nuovo progetto, con lo scopo di migliorare il suono emesso dal clarinetto basso.

Ne venne fuori uno strumento del tutto nuovo, dalla forma conica, dotato di un sistema di chiavi ed un’imboccatura ad ancia semplice, molto simile al clarinetto, all’oboe ed al flauto.

Dai timbri acustici decisamente nuovi, il sassofono non fu accolto inizialmente con molto entusiasmo, perché ricreava suoni del tutto nuovi che in quell’epoca non furono capiti, ma ben presto il suono unico che emanava riscosse il consenso di molti.

Tanto che fu istituita addirittura la prima cattedra di sassofono presso il conservatorio di Parigi, ed a poco a poco si diffuse e fu apprezzato prima in Francia e poi nel mondo intero, in modo particolare negli Stati Uniti, per opera del sassofonista Eduard Lefébre, che lo fece conoscere durante alcuni dei suoi concerti.

Rappresentava il simbolo indiscusso delle melodie jazz, grazie a grandi musicisti come: Charlie Parker, Sonny Rollins, Coleman hawkins, Benny Carter e molti altri.

Il suo suono inimitabile ha fatto sognare intere generazioni in tutto il mondo, il sassofono può considerarsi un must della musica, insostituibile ed universale.

Perfetto come accompagno ad altri strumenti, diventa il vero protagonista negli assoli, nei brani di musica jazz, Sax pur avendo in un certo senso rivoluzionato il mondo della musica, non fu molto fortunato, in quando trascorse gli ultimi anni della sua vita nella più assoluta povertà.