Parcheggio camper Piazzale Monte Baldo - Sirmione

Indirizzo:Via XXV Aprile angolo Via G. Marconi, Sirmione (BS)

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Area camper visitata (Gennaio 2014)


Sirmione (Sirmiù in dialetto gardesano) è un comune della provincia di Brescia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda. La principale industria della cittadina è il turismo sia per la presenza di vestigia romane e medioevali sia per le acque termali.
Sirmione è posta lungo la penisola omonima che si protende all'interno del lago di Garda per circa quattro chilometri e che divide in due parti la riva lacuale meridionale. Parte del territorio comunale si estende ad est rispetto alla penisola per includere quella di Punta Grò.
L'entroterra si estende in direzione delle colline moreniche che cingono la parte meridionale del lago stesso e comprende una parte della zona di produzione del Lugana.

Appena fuori dall'ingresso del borgo storico di Sirmione, 300 metri circa, è disponibile un ampio parcheggio pubblico per automobili, autobus e anche per le autocaravan, il Parcheggio camper Piazzale Monte Baldo / Camper Parking è comodissimo per visitare le bellezze architettoniche e storiche di Sirmione, oltre che per un rigenerante e salutare utilizzo delle Terme quì presenti.
L'accesso e l'uscita avvengono tramite un sistema a sbarre automatico con un ticket da pagare alla cassa distante 50 metri dall'uscita.

Il parcheggio è recintato e videosorvegliato, il fondo in piano è in asfalto ed è illuminato da lampioni pubblici, diviso per le tipologie di veicoli il parcheggio per le autocaravan è ubicato sulla destra una volta entrati, le 22 piazzole sono appena sufficenti per la sosta ma nel caso fosse tutto occupato si può sostare anche nelle piazzole adiacenti, sopratutto per i veicoli ricreativi di generose dimensioni.
Confina sul lungo lago dove una incantevole passeggiata porta direttamente nel centro storico di Sirmione, i primi negozi sono a poco meno di 450 metri circa, invece il primo distributore di benzine dista 2 km circa raggiungendo la cittadina.

Non ci sono le colonnine della corrente elettrica e l'ombreggiatura è parziale e solo sul lato lungo lago, in compenso il parcheggio è provvisto di un comodo e fruibilissimo camper service, lo stallo di fattura artigianale è ottima sia per l'accessibilità che per l'utilizzo, il pozzetto di scarico delle acque grigie è a tutta larghezza e carrabile, per lo scarico delle cassete-wc invece, ci sono ben due tramoggie nei muretti in cemento laterali, comode e all'altezza giusta, lo stallo è ovviamente fornito di ben due fontanelle dell'acqua potabile.

Apertura annuale, tempo massimo di permanenza 48 ore, i cani sono ammessi.
Tariffe giornaliere: da un minimo di € 6,60 ora ad un massimo di € 21,00 per le 24 ore


Parcheggio camper Piazzale Monte Baldo / Camper Parking

Via XXV Aprile angolo Via G. Marconi
Coordinate GPS: 45.486991,10.609925 / +45° 29' 13.17", +10° 36' 35.73"

Comune di Sirmione
Piazza Virgilio, 52 - 25019 Sirmione (BS)
Centralino +39 030.9909100 - Fax 030.9909101
www.sirmionebs.it


Azienda di Informazione e Accoglienza Turistica - I.A.T. Sirmione 

Viale Marconi, 8 - 25019 Sirmione (BS)
Tel. + 39 030.3748721 / +39 030.916114 - fax +39 030.916222 
iat.sirmione@provincia.brescia.it
www.provincia.brescia.it


Guide turistiche

IAT Sirmione tel. +39 030.3748721 / +39 030.916114 
IAT Brescia tel. +39 030 3749916
www.provincia.brescia.it/turismo


Terme di Sirmione S.p.A.

Piazza Virgilio, 1 - 25019 Colombare di Sirmione (BS)
Tel. +39.030 91681 - Fax +39 030.916192
www.termedisirmione.com
Centro Prenotazioni Aquaria:
Tel. +39 030.916044
attivo 7 giorni su 7 dalle ore 8:30 alle ore 19:00
aquaria@termedisirmione.com
Centro Prenotazioni Terme:
Tel. +39 030.9904923
attivo 7 giorni su 7 dalle ore 8:30 alle ore 19:00
prenotazionetermale@termedisirmione.com


Castello Scaligero
Tel. +39 030.916468


Grotte di Catullo
Tel. +39 030.916157


Fondazione Il Vittoriale degli Italiani
Via Vittoriale 12 - 25083 Gardone Riviera (Bs)
Tel. +39 0365.296511 - Fax +39 0365.296512
www.vittoriale.it


www.sirmione.it

www.sirmione.com
www.sirmioneonline.net
www.sirmioneboats.it
www.navigazionelaghi.it

www.visitgarda.com
www.gardariviera.com
www.rivieradeilimoni.it

www.bresciamusei.com
www.bresciatourism.it
www.artebresciana.com
www.bresciaonline.it
www.brescialeonessa.it
www.bresciastory.it
www.provincia.brescia.it
www.bresciainvetrina.it

Sirmione (Sirmiù in dialetto gardesano) è un comune della provincia di Brescia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda. La principale industria della cittadina è il turismo sia per la presenza di vestigia romane e medioevali sia per le acque termali.
Sirmione è posta lungo la penisola omonima che si protende all'interno del lago di Garda per circa quattro chilometri e che divide in due parti la riva lacuale meridionale. Parte del territorio comunale si estende ad est rispetto alla penisola per includere quella di Punta Grò.
L'entroterra si estende in direzione delle colline moreniche che cingono la parte meridionale del lago stesso e comprende una parte della zona di produzione del Lugana.


Storia


Epoca preistorica e romana:

Sono state rinvenute tracce di antropizzazione risalenti al neolitico e fu centro urbano rilevante in epoca romana. La via Gallica seguiva la sponda meridionale del lago gardesano tagliando poi per l'istmo della penisola sirmionese. 
Vi sorse dunque la Sermione Mansio menzionata nell'Itinerarium Antonini.
Secondo un'ipotesi di Elisabetta Roffia, la mansio non solo corrisponderebbe a una trattoria del luogo, documentata come "Osteria" o "Bettola" fin dal XV secolo, ma anche alla Mansio ad Flexum riportata nell'Itinerarium Burdigalense.
Gaio Valerio Catullo menzionò Sirmio fra i luoghi in cui soggiornò. 
Tradizionalmente, a partire da Marin Sanudo il giovane, i resti della villa romana sirmionese sono a lui attribuiti, ma non c'è alcuna certezza in merito. Le parti più antiche della villa risalgono al I secolo a.C. con estensioni nel secolo seguente.
Nel III secolo, per l'Orti Manara, la Lugana di Sirmione fu teatro di diversi scontri. 
Nel 249, fra gli eserciti di Decio Traiano e Filippo l'Arabo, mentre nel 268 vi fu la Battaglia del lago Benaco fra l'imperatore Claudio il Gotico e la federazione degli Alamanni. 
Nel 312, il primo scontro tra le truppe di Costantino I e quelle di Massenzio, preludio della Battaglia di Verona, avvenne nei pressi di Sirmione. Sempre secondo l'Orti Manara, nel 463 Ritmiro, capitano dell'imperatore Libio Severo, sconfisse gli Alani nei terreni della Lugana.


Epoca longobarda e carolingia:
Nella prima metà dell'VIII secolo, Sirmione fu possedimento del longobardo Cunimondo. Nel 762 questi entrò in contrasto con un cortigiano della regina Ansa, moglie di Desiderio, uccidendolo in seguito ad una rissa. Fu di conseguenza privato dei suoi beni e imprigionato. Le proprietà del signore decaduto furono assegnate al Monastero di san Salvatore, fondato in quegli anni dai monarchi longobardi.
La regina Ansa costituì una succursale del monastero, restaurando la mansio romana e costruendo la basilica di san Salvatore in Cortine. Nella stessa epoca sorsero anche la prima chiesa di san Pietro in Mavino e la chiesa di san Martino in castro Sermioni ovvero situata all'interno del castrum romano.
Carlo Magno con un diploma del 16 luglio 774 cedette l'isola, il castrum e il monasteriolo di san Salvatore al monastero francese di san Martino di Tours a favore degli abiti dei monaci (in latino, causa vestimentorum). Tuttavia, dopo pochi anni, le proprietà tornarono al Monastero bresciano comprendenti anche tutte le pertinenze, come il porto, le chiese della penisola e le rendite fondiarie dei dintorni. L'Imperatore Carlo il Grosso diede al Monastero la pescheria.


Epoca scaligera:

Nei secoli successivi il dominio del monastero di san Salvatore presso Sirmione andò attenuandosi. 
Nel 1158 è attestato un dominio, almeno nominale, da parte imperiale: Federico Barbarossa concesse ampia autonomia nell'ambito di una soggezione diretta al potere dell'Imperatore.
Nel 1197, il podestà sirmionese giurò fedeltà al comune di Verona, legando con quest'atto la cittadina gardesana alla città sull'Adige.
Nel XIII secolo sia Federico II, nel 1220, sia Corradino di Svevia, nel 1267, confermarono ed estesero i privilegi fiscali e le concessioni rilasciate al Comune. 
I medesimi atti furono compiuti dagli Scaligeri dopo che ebbero ottenuto il giuspatronato sul castrum.
La presenza di una comunità di patarini, eretici secondo la Chiesa Cattolica, spinse all'azione gli Scaligeri, che pochi anni prima avevano assunto la signoria veronese. 
Nel 1276, Mastino della Scala ottenne dal Consiglio di Verona la possibilità di istituire due compagnie di soldati per combattere i patarini sirmionesi. 
Il controllo delle stesse fu affidato ad un fratello di Mastino, Alberto, che assediò la cittadina gardesana e dopo poco tempo imprigionò diversi eretici. Due anni dopo, coloro che non si erano pentiti furono bruciati sul rogo a Verona.
Secondo Mazza (1986), il Castello Scaligero fu completato durante la signoria di Cangrande I e probabilmente fu costruito sui resti del castrum romano nel punto più stretto della penisola.
Nel 1378, Sirmione fu conquistata da Gian Galeazzo Visconti, che rinnovò i privilegi feudali del Comune sirmionese. Agli inizi del XV secolo fu occupata da Francesco Novello da Carrara, a quel tempo signore di Verona, per poi passare, nel 1405, sotto il controllo della repubblica di Venezia.


Epoca veneta:

Sotto la Serenissima, Sirmione rimase legata al distretto veronese. Durante la riorganizzazione delle fortificazioni del Basso Garda, il fortilizio perse di importanza a vantaggio della vicina Peschiera. Rimase comunque avamposto militare come dimostra la costruzione della chiesetta di Sant'Anna, all'interno del castello, per il servizio religioso della guarnigione.
Nel corso del XV secolo fu edificata la chiesa di santa Maria Maggiore, sopra i resti di quella di san Martino in Castro. Nel XVII secolo, il nobile Francesco Rovizzi edificò una dimora e la chiesetta dedicata a sant'Orsola presso la località in seguito nota come Rovizza.


Epoca asburgica:
Nel 1816, a seguito del Congresso di Vienna e l'istituzione del Regno Lombardo-Veneto sotto l'amministrazione degli Asburgo d'Austria, Sirmione fu assegnato al distretto V di Lonato della provincia di Brescia. Nel 1853, con una revisione dell'assetto amministrativo, la cittadina entrò a far parte del distretto VIII, sempre con capoluogo Lonato.
Il 25 giugno 1859, durante la seconda guerra di indipendenza italiana, Sirmione fu occupata dalle truppe franco-piemontesi, vittoriose sull'esercito austriaco dopo la battaglia di Solferino e San Martino. Nello stesso tempo, parte dei feriti fu accolta presso la cascina Todeschini, a Colombare.


Dopo l'Unità d'Italia:

L'esito della seconda guerra di indipendenza conseguì il passaggio del comune sirmionese, come buona parte del territorio della Lombardia e della riva destra del Mincio, al regno di Sardegna (dal 1861 Regno d'Italia). 
Con il Decreto Rattazzi fu assegnato al mandamento X di Lonato appartenente al circondario I di Brescia della nuova provincia di Brescia. 
Fino al 1866, in cui a seguito della terza guerra di indipendenza italiana il Veneto fu annesso all'Italia, il confine con il territorio sotto il dominio asburgico correva da Rovizza fino a Lugana, nei pressi del quale si trovava la dogana.
Sul finire del XIX secolo si svolsero i lavori di intubazione delle acque termali. 
La sorgente termale era nota già nel Cinquecento, ma la profondità dalla quale sgorgava, 19 metri sotto il livello del lago, ne aveva impedito un qualsiasi uso fino a quel momento. 
Grazie alla tubazione fu possibile attivare il primo stabilimento termale e procedere alle prime analisi sulle qualità dell'acqua.
Con regio decreto 20 gennaio 1930, n. 53, il comune assunse la denominazione di Sirmione, dato che in precedenza era noto come Sermione.

La fonte termale:
Le attrattive naturalistiche e storico-archeologiche non sono tuttavia le sole a caratterizzare Sirmione: sin dal Rinascimento era nota la presenza di una fonte termale calda e solfurosa, la Bojola, che zampilla dal fondale a 250 metri dalla riva orientale.
Il tentativo di canalizzare e sfruttare l'acqua, conservandone la temperatura originaria, ebbe però buon esito solo nel 1896. A partire da quaesta data, l'attività termale di Sirmione si ampliò successivamente e divenne nota in tutta Europa. Dopo la battuta d'arresto subita dall'economia a causa della Grande Guerra, la proprietà e la concessione passarono alla Società Terme e Grandi Alberghi Sirmione, nata nel 1921, che ancora le detiene. 
L'attività subì un'altra interruzione a causa della seconda guerra mondiale, nel corso della quale le truppe di occupazione danneggiarono sia le strutture alberghiere che le attrezzature termali. 
A partire dalla fine della guerra, tuttavia, le Terme conobbero un grande impulso, decisivo per l'occupazione e l'economia di Sirmione. La ripresa ebbe una tappa importante già nel 1948 con la costruzione del nuovo Stabilimento Termale e con la creazione di un Centro Cura della Sordità Rinogena. 
Attualmente gli stabilimenti sono due: il Catullo, nel centro storico, e, dal 1987, il Virgilio, a Colombare.
L'acqua termale trova applicazione nella cura e prevenzione di disturbi, otorinolaringoiatrici, broncopneumologici, reumatologici, ortopedici, dermatologici e ginecologici. 
Nel 2003 è stato inaugurato al Catullo il centro Aquaria che, riprendendo le antiche tradizioni romane, propone la piscina termale come fonte di benessere.
Si può dire dunque che Sirmione ha ripreso e ampliato nel ventesimo secolo quella vocazione turistica presente già nel I secolo a. C. : è stato ricordato come gli edifici romani di cui si sono rinvenuti i resti fossero "seconde case" di ricche famiglie della zona. 
Per secoli Sirmione fu visitata da turisti attratti dalla sua bellezza naturale e dalle sue memorie storiche, ma gli alberghi, le ville, le seconde case, le strutture turistiche nacquero solo dal secondo dopoguerra.
Attualmente la sfida che gli amministratori e gli operatori turistici devono affrontare è molto diversa da quella di cinquant'anni fa: allora si trattava di incrementare il turismo, ora bisogna cercare un equilibrio tra la necessità di salvaguardare la fisionomia del luogo e le forti sollecitazioni derivanti dall'afflusso continuo di visitatori cui si somma l'incremento di popolazione residente che sta interessando tutto il basso Garda.

Architetture religiose


Chiesa di sant'Anna:

È un piccolo edificio ecclesiale che sorge nei pressi del castello scaligero. Dedicata alla madre della Madonna, fu costruita nel Quattrocento al servizio della guarnigione veneta posta a difesa della rocca.
All'interno sono presenti affreschi votivi del Cinquecento e un dipinto su pietra raffigurante la Madonna e uno stemma degli Scaligeri.


Chiesa di santa Maria della Neve:

La chiesa di santa Maria della Neve, detta anche santa Maria Maggiore, è la parrocchiale di Sirmione. 
Fu edificata nel Quattrocento sopra i resti della chiesa di san Martino in castro dalla quale proviene parte del materiale utilizzato nella costruzione.
La facciata settentrionale poggia sull'antico muro che cingeva la cittadina. La facciata d'ingresso è decorata in terracotta ed è caratterizzata da un portico a cinque arcate, in origine facente parte del cimitero come dimostrano alcune tombe poste sul pavimento dello stesso. Per una colonna del porticato è stata riutilizzata una pietra miliare dedicata al terzo anno consolare dell'imperatore Giuliano l'Apostata.
L'interno è a un'unica navata e presenta cinque altari. Gli affreschi votivi sono del Quattrocento come dello stesso periodo è la statua lignea che rappresenta una "Madonna in trono". Il crocifisso è del Cinquecento ed è attribuito a Domenico Brusasorzi, mentre l'organo risale al Settecento.


Chiesa di san Pietro in Mavino:

Dedicata all'apostolo Pietro, secondo un documento dell'VIII secolo risulta già edificata. 
Si trova sul punto più alto della penisola e probabilmente prende il nome dal latino summa vinea, ovvero vigna collocata sulla sommità, da cui Mavino.
L'edificio originale, in stile romanico, fu ricostruito e sopraelevato attorno al 1320. Il campanile fu eretto nel 1070 mantenendo lo stesso stile della chiesa. All'interno gli affreschi delle tre absidi risalgono al XII secolo, mentre quelli alle pareti sono del Cinquecento.


Oratorio dei santi Vito e Modesto:

Dedicato ai patroni originari di Sirmione, i martiri Vito e Modesto, si trova a metà strada tra la località Colombare e il centro di Sirmione. La fabbrica è stata costruita nel 1744 in sostituzione di una precedente chiesa, dedicata agli stessi martiri, che risaliva all'VIII secolo. Quest'ultima si trovava all'interno della cinta muraria meridionale di epoca tardo-antica in quanto fu definita in castro Sermione fino all'epoca scaligera, quando, con la costruzione del nuovo fortilizio e della nuova cinta muraria, la chiesa venne indicata nei documenti come extra muros sermioni.


Altre architetture religiose:

Chiesa di san Francesco d'Assisi, parrocchiale di Colombare;
Chiesa di santa Maria Immacolata, parrocchiale di Lugana;
Oratorio di sant'Orsola, originariamente a servizio della dimora di Francesco Rovizzi, a Rovizza;
Chiesa di san Salvatore in Cortine, fu edificata per volere della regina longobarda Ansa, moglie di Desiderio, assieme al cosiddetto Monasteriolo, così definito perché annesso al più importante convento bresciano. Fu ricostruita nell'XI secolo. Sopravvivono i resti dell'abside..


Architetture civili:


Castello scaligero:
Il castello scaligero è una rocca a guardia dell'unico punto d'accesso meridionale al centro storico.
Fu costruita dagli Scaligeri, da cui prese il nome, durante il XIII e il XIV secolo e in tre fasi: la prima sotto Mastino I, l'ultima sotto Cangrande.
Circondato dalle acque del Lago di Garda, è difeso da tre torri e dal maschio, alto quarantasette metri. Ad oriente del castello è presente la darsena fortificata per il rifugio della flotta. Le merlature della rocca sono a coda di rondine, mentre quelle della darsena sono a punta di lancia.


Grotte di Catullo:

Con il termine "Grotte di Catullo" si identifica una villa romana edificata tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. sulla punta della penisola di Sirmione. Il complesso archeologico, studiato dall'inizio dell'Ottocento e riportato alla luce in più fasi, è la testimonianza più importante del periodo romano nel territorio comunale ed è considerato l'esempio più grandioso di villa romana presente nell'Italia settentrionale.
Il termine "Grotte" deriva da una tradizione quattrocentesca, quando le rovine, prima degli scavi, apparivano sotto forma di caverne. Sempre la tradizione, a partire da Marin Sanudo il Giovane, identifica la villa come appartenuta a Gaio Valerio Catullo che in un carme sostenne di possedere proprietà a Sirmione. 
Non vi è tuttavia alcuna certezza che la costruzione fosse la stessa dove visse il poeta latino, anche per l'accertata presenza di altre ville lungo la penisola.
Il sito copre un'area di circa due ettari. 
La struttura ha una pianta rettangolare lunga 167 metri e larga 105 m con due avancorpi sui due lati corti e un giardino, ora utilizzato come oliveto, al centro. Gli ambienti della villa visibili sono identificati da nomi convenzionali, derivati sia da una tradizione locale sia da interpretazioni fornite dagli studiosi durante i primi scavi.

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