Area camper Sabiunet - Valbondione

Indirizzo:Via Tarcisio Pacati, Valbondione (BG)

Contatti: Info: +39 339.3767479 / +39 335.6619416 - www.areasostacampersabiunet.it

Hai letto la legenda? Leggila subito!

Come il buon vino invecchiando migliora..Bella, curata, ordinata, migliorata, è l'unica area di sosta camper attrezzata nella Alta Valle Seriana ad offrire molti servizi, ed anche qualche plus in più. Come alcuni servizi aggiunti, il wifi, nuove piazzole tutte fornite di elettricità nel parato verde e all'ombra. Un approdo consigliatissimo non solo per weekend all'insegna di relax e svago al fresco delle montagne anche d'estate, ma come punto di partenza per svariate passeggiate per sentieri alpini tutti segnalati, per malghe, rifugi e bivacchi, e soprattutto, per le Cascate del Serio. Uno spettacolo unico e ripetibile solamente quattro volte all'anno.

Valbondione (Albundiù in dialetto bergamasco) è un comune della provincia di Bergamo. Posto presso la testata della val Seriana, dista circa 52 chilometri dal capoluogo orobico. Il suo territorio è situato in Alta Valle Seriana con un'altitudine compresa tra i 750 m.s.l.m. del fondovalle ed i 3.050 del pizzo Coca, è di gran lunga il comune più esteso ed anche il più settentrionale della provincia di Bergamo.

La posizione dell'area sosta camper Sabiunet è nella verde Valle Bondione e con il fiume Serio che serpeggia limpido sul lato sinistro, sulla destra invece c'è il piccolo borgo alpino di Valbondione, quì è tutto a portata di mano e infatti ci sono i negozi commerciali e di alimentari, l'edicola e tabacchi, la farmacia, la ferramenta, ristoranti e bar, il campo e il palazzetto sportivo di confine, un ampio e attrezzato parco giochi per i bambini e una pista ciclabile di 40 km. il tutto a poco meno di 300/500 metri circa dall'area camper attrezzata.

L'area sosta camper Sabiunet è di medie dimensioni è recintata e custodita solo nelle ore diurne, illuminata la notte da lampioncini, le 11 piazzole molto ampie sono in piano e su ghiaia autodrenante, le altre 12 piazzole circa sono predisposte solo nei momenti di altissima affluenza e sono sempre in piano e su fondo in erba, adiacente e poco prima all'ingresso dell'area camper c'è la zona ecologica con cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

Ci sono le colonnine della corrente elettrica disposte in modo razionale e una casetta in legno con all'interno i servizi igenici per ambo i sessi, con due docce calde e regolate da gettoniera, due lavabi e bidè, lavabo esterno per la biancheria (il servizio delle docce non è garantito nel periodo invernale), inoltre nel retro della casetta c'è un ampio barbecue in pietra e una zona pic-nic, tutti questi servizi sono inclusi nella tariffa giornaliera.

Lo stallo del camper service è un opera della Wc Wash, esemplare e ottimamente realizzato, ottima l'accessibilità e l'utilizzo dei servizi, il pozzetto autopulente e la colonnina a tramoggia per lo scarico delle cassette-wc e dell'aqua potabile sono realizzate tutte in acciao inox.

La gestione privata dell'area camper Sabiunet offre per gli amanti dell'aria aperta e dell'ambiente montano vari intrattenimenti o attività ludico sportive; Escursioni con accompanatore di media montagna per i sentieri delle Orobie e/o per escursioni nei rifugi alpini, alle Miniere Falesie, si pratica anche l'alpinismo, il canyoning.. Nel comprensorio montano dell'Alta Valle Seriana inoltre sono attivi impianti di risalita e di sci da fondo, e su richiesta con la possibilità di lezioni teoriche e pratiche.

L'area sosta camper Sabiunet è convenzionata con attività artigianali e commerciali locali e si possono prenotare i prodotti tipici locali come gli Scarpinocc le formagelle d'Alpe, i Casonsei, vini ed altro ancora.

Apertura annuale, tempo massimo di permanenza 72 ore con la possibilità di pernottamento prolungato durante l'anno in cui ci sono festività locali, estive o sciistiche.
I cani sono ammessi ma sotto la responsabilità dei propri padroni e obbligati alla raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: comprensivo dei servizi; corrente elettrica, camper service, servici igienici, docce, uso barbecue ed altro: Vedi contatti - Sito web. Particolari agevolazioni per gruppi di camperisti e raduni camper. Sconti per soste superiori ai 7giorni.

Area sosta camper Sabiunet
Via Tarcisio Pacati - 24020 Valbondione (BG)
Info e contatti:
Modesto: +39 339.6594822 / 0346.44376
Matteo: +39 339.3767479 - Marica: +39 335.6619416
www.areasostacampersabiunet.it
info@areasostacampersabiunet.it
Coordinate GPS: 46.037700,10.010300 / +46° 2' 15.72", +10° 0' 37.08"

Come raggiungere l'area camper Sabiunet
Da Milano: Autostrada A4 uscita Bergamo, direzione Valle Seriana, proseguire per Clusone per circa 30 km, in località Ponte Selva proseguire dritti per Valbondione per 24 Km.Arrivati a Valbondione entrare in paese e appena dopo la piazza a sinistra, nei pressi del palazzetto dello sport, oltre il campo da calcio trovate la nostra area.

Comune di Valbondione
Via Beltrame 34 - 24020 Valbondione (BG)
Tel. +39 0346.44004 - Fax +39 0346.44038
www.comune.valbondione.bg.it

Consorzio Turistico Valbondione
Via Pacati - 24020 Valbondione (BG)
Tel e Fax +39 0346.44665
www.turismovalbondione.it - info@turismovalbondione.it

Sviluppo Turistico Lizzola S.p.A.
Via Tarcisio Pacati, 58 - 24020 Valbondione (BG)
Ufficio T/F +39 0346.44090 - Biglietteria Tel/Fax +39 0346.47575
www.lizzolasci.it - info@lizzolasci.it

Pro Loco Ardesio
P.le Monte Grappa, 3 - 24020 Ardesio (BG)
Tel. +39 0346.33289 - Fax +39 0346.33289
www.prolocoardesio.it - info@prolocoardesio.it

Ufficio Turistico Gromo
Piazza Dante, 5 - 24020 Gromo (BG)
Tel. +39 0346.41345 - Fax +39 0346.42749
www.gromo.eu - ufficioturistico@comune.gromo.bg.it

Scuola Sci Lizzola - Tel. +39 0346.44636
Pista di fondo - Ostello - Tel. +39 0346.44654

Rifugi
Rifugio Brunone - Tel. +39 0346.41235
Rifugio Curò - Tel. +39 0346.44076
Rifugio Coca - Tel. +39 0346.44035
Rifugio Barbellino - Tel. +39 008821650301456
Rifugio Campelli - Tel. +39 339.4948155
Rifugio Goi del Cà - Tel. +39 334.3192663

Giorni di mercato
Valbondione - Martedì
Lizzola - Sabato

www.osservatoriomaslana.com
www.sentierodelleorobie.it
www.sciclublizzola.it

www.comturserio.it
www.valseriana.eu
www.parcorobie.it
www.provincia.bergamo.it

Valbondione (Albundiù in dialetto bergamasco) è un comune della provincia di Bergamo. Posto presso la testata della val Seriana, dista circa 52 chilometri dal capoluogo orobico.

Territorio
Situato in Alta Valle Seriana con un'altitudine compresa tra i 750 m.s.l.m. del fondovalle ed i 3.050 del pizzo Coca, è di gran lunga il comune più esteso ed anche il più settentrionale della provincia di Bergamo.

È delimitato a Nord dallo spartiacque delle Prealpi Orobiche che parte dal Pizzo del Diavolo di Tenda, include la Punta Scais, il Pizzo Coca fino al monte Torena, e che suddivide la provincia bergamasca da quella di Sondrio (nella fattispecie con i comuni di Piateda, Ponte in Valtellina e Teglio). A Sud-Ovest confina con Gandellino tramite la linea che va dalla cresta del pizzo del Diavolo di Tenda al Pizzo Ceppo, scende sul fondovalle e risale sul monte Vigna Soliva; mentre a Sud include la parte sommitale della val Sedornia fino alla vetta del monte Vigna Vaga, limite amministrativo con il comune di Colere, posto in val di Scalve.

A Sud-Est il limite territoriale è ancora con la stessa valle, ma con il paese di Vilminore, ed è dato dal tratto che va dai monti Vigna Vaga al passo della Manina, continuando sul monte Sasna fino al Pizzo Tre Confini; linea che continua anche ad Est, con le vette dei monti Gleno, Trobio, Strinato e Torena.
Il comune è composto dalle tre frazioni Fiumenero (2850 ettari di estensione), la prima che si incontra provenendo da Bergamo, Bondione (4810 ettari) e Lizzola (1974 ettari), quest’ultima posta in posizione elevata rispetto al fondovalle, a Sud-Est del territorio comunale.

Numerose sono le piccole contrade, tra le quali Mola, Gavazzo e Dossi, poste sulla destra del Serio tra Fiumenero e Bondione, con Redorta in posizione più elevata, poi Beltrame, Pianlivere e Grumetti che compongono il nucleo di Bondione, ed infine Maslana, abbarbicata sulle pendici del monte Pinnacolo sulla destra orografica della valle.

La sede comunale è posta a Bondione, dove si trovano i principali servizi tra cui il municipio, la farmacia, l’ufficio turistico, le scuole e la biblioteca.

Origine etimologica
Il nome deriva, come è logico pensare, dalla valle che include i borghi presenti sul territorio comunale. Questa, già in epoca medievale indicata come Bondelione, trae origine dal prefisso Bont, di chiara matrice celtica, riscontrabile anche in altri toponimi della bergamasca quali Bondo di Albino, Bondo di Colzate oppure Bondo di Adrara San Martino, che starebbe ad indicare una conca oppure un territorio con la presenza di un ammasso di pietre.

Di matrice celtica è anche l’etimo della località di Gavazzo, la cui origine è riconducibile alla radice Gav-, indicante la presenza di un corso d’acqua. Di derivazione latina è invece l’altra località di Maslana, che dovrebbe derivare dalla dicitura ”Selva Massilana”, ovvero un bosco appartenente a tale ”Massilus”. Stessa origine per Lizzola, dal gentilizio romano ”Alletius”, traslato prima in ”Litius”, poi in ”Liccius”, a cui venne applicato il suffisso diminutivo ”-olus”, da cui ”Licciolus”.
Più particolare invece è la storia etimologica di Fiumenero, non riconducibile al colore delle acque del torrente che lo attraversa, ma alla presenza nelle vicinanze nei secoli scorsi, di un forno di fusione che procurava intensi fumi di colore nero che avvolgevano spesso l’abitato della frazione (vedasi la dicitura dialettale "Föm negher").

Storia
Poche sono le informazioni storiche riguardanti questo comune montano. Recenti studi farebbero risalire l'origine dei primi insediamenti all'epoca romana. Pare difatti che le miniere di ferro, scoperte nella zona di Lizzola proprio in quel periodo, avessero portato un ingente numero di schiavi (i cosiddetti Damnata ad Metallam), le cui abitazioni avrebbero appunto creato il primo agglomerato urbano.

Nei secoli successivi alla caduta dell’impero romano, la zona venne abitata da gruppi di persone che si spinsero fin qui per trovare scampo alle scorrerie ed alle incursioni delle tribù guerriere che imperversavano nei fondovalle.
Difatti i primi nuclei sparsi vennero costituiti in posizioni elevate, come testimoniano i primitivi borghi di Lizzola, Redorta e Maslana, abbarbicati sulle pendici dei monti della zona, lasciando solo sparuti insediamenti nel fondovalle.
Tuttavia in seguito a forti dissesti geologici occorsi in epoche antiche, non si sa se provocati da frane o addirittura da un terremoto, le borgate di Maslana e Redorta furono distrutte. In quest’ultima sono tutt’ora visibili i resti dei vecchi insediamenti crollati, tra cui alcune antiche baite e la piccola chiesetta.

Di conseguenza, a partire dall’epoca medievale, la popolazione si trasferì progressivamente sul fondovalle, in zone diventate sicure. Sorsero quindi numerosi agglomerati che crebbero fino a diventare contrade, che ben presto si raggrupparono in tre entità distinte tra loro: Bondione, Lizzola e Fiumenero.

Da sempre posti in una posizione defilata, i borghi che compongono il comune non hanno mai vissuto sul proprio territorio episodi storici di rilievo, "subendo" le trasformazioni politiche che avvenivano nel resto della provincia o della regione.
Il primo documento che riguarda questa zona è datato 957, nel quale l’imperatore Ottone II di Sassonia concedeva la val Seriana e la valle Bondione in feudo al vescovo di Bergamo. Il feudalesimo si radicò ulteriormente dall’XI secolo, quando Valbondione venne assegnata ad un console, che aveva notevoli poteri sugli abitanti.

Per gran parte del periodo medievale tutti i piccoli centri della Valle Bondione, gravitarono costantemente sia in campo amministrativo che in quello religioso nell’ambito della Val di Scalve. Nonostante questa fosse posta sull'opposto versante orografico e raggiungibile soltanto tramite il passo della Manina ed il passo di Bondione, entrambi posti lungo angusti sentieri, legò a sé questi territori nell’istituzione denominata Comunità Grande di Scalve, facendoli inoltre dipendere dalla chiesa prepositurale di Vilminore.

I primi privilegi concessi risalgono al 1202, come testimoniato dal documento in cui Bondelione ottenne dalla Comunità di Scalve la possibilità di amministrare in modo autonomo la decima parte dei beni complessivi dell’istituzione. Ed è per questo motivo che in documenti successivi il borgo di Bondione venne chiamato con il nome di Dieci Denari.

Il XIV secolo fu un periodo molto denso di avvenimenti, dal momento che anche qui si verificarono scontri tra le opposte fazioni di guelfi e ghibellini, che portarono lutti e devastazioni tra la popolazione. Altro evento infausto fu la pestilenza verificatasi nel 1361, che ridusse notevolmente il numero degli abitanti.
Uno spaccato della vita quotidiana di quel periodo è garantito da numerosi documenti, custoditi nell’archivio Pietro Pensa, nei quali sono documentati atti volti a regolamentare compravendite o redimere questioni tra gli abitanti.

Nel 1427 Valbondione, con un atto di sottomissione, venne inclusa nei possedimenti di terra della Repubblica di Venezia che per contro, concesse numerosi sgravi e benefici alla zona. Con la Serenissima ritrovò nuovo impulso lo sfruttamento delle miniere di ferro della valle Bondione, che creò ulteriori opportunità nell’indotto grazie all’apertura di due forni di fusione presso le contrade Torre e Gavazzo, nei pressi di Fiumenero.

A livello amministrativo, nel 1516 i borghi della valle Bondione entrarono a tutti gli effetti a far parte del Gran Consiglio di Scalve, rimanendovi legate per oltre due secoli. Tuttavia le varie comunità di Lizzola, Bondione (o Dieci Denari) e Fiumenero cominciarono a spingere affinché venisse loro riconosciuta anche l’autonomia amministrativa, situazione che si verificò contestualmente al passaggio dalla Serenissima alla napoleonica Repubblica Cisalpina, avvenuto nel 1797.

In questo ambito Lizzola, Dieci Denari e Fiumenero vennero inclusi nel Circondario di Clusone, anche se già nella successiva riorganizzazione territoriale del 1805 vennero tutti e tre raggruppati nell’entità denominata Valbondione, che dal 1809 venne a sua volta aggregata al comune di Castione. Ricostituito dopo due anni, nel 1812 venne nuovamente aggregato, questa volta a Gandellino.

In seguito alla Restaurazione del 1816, l'intera regione passò all'austriaco Regno Lombardo-Veneto, che definì nuovamente i confini ripristinando i tre comuni precedenti. L’ultimo passo fu quello di svincolarsi dalla valle di Scalve anche in ambito religioso, passando dalla vicaria foranea di Scalve a quella di Ardesio, avvenuto nel 1852.

Il periodo compreso tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XX vide un periodo molto florido per il paese, con la popolazione che crebbe dai 513 residenti del 1776 ai 737 del 1805, raggiungendo quota 1106 nel 1853 e 1405 nel 1871. Il tutto grazie alle molteplici possibilità di lavoro che il territorio offriva: oltre alle miniere, costantemente utilizzate anche dopo l’età veneta, ed al relativo indotto ad esse legate, vi erano anche le professioni di boscaiolo e carbonaio.
A ciò si aggiunsero anche i lavori di costruzione dello sbarramento del fiume Serio a monte dell’abitato che, portati a compimento negli anni tra il 1920 ed il 1930, garantirono il funzionamento di una centrale idroelettrica posta in località Dossi.

La vita del comune continuò fino al 1927, anno in cui il regime fascista, nell’ambito di un’opera di soppressione dei piccoli centri in favore dei più grandi, decise la fusione di Lizzola, Fiumenero e Bondione, andando a formare l’attuale Valbondione.

Tuttavia a partire dal termine della prima guerra mondiale cominciò ad entrare in crisi l’industria estrattiva, con pesanti ripercussioni sulla vita degli abitanti. Gli anni seguenti videro infatti una progressiva diminuzione della popolazione che, dopo aver raggiunto le 2.002 unità rilevate nel censimento del 1931, scese fino alle 1.085 del 2011.

Soltanto nella seconda parte del XX secolo il territorio comunale venne interessato da un notevole sviluppo edilizio dovuto all'incremento dell'industria turistica, grazie alla presenza di piste da Sci alpino e sci di fondo, ma anche agli itinerari naturalistici ed alla tranquillità del posto.

Le Cascate del Serio
Le cascate del Serio sono le più alte d'Italia con 315 m. di altezza e le seconde in Europa. Sono formate da un triplice salto di 166 mt. di dislivello. La diga dalla quale viene liberata la massa d'acqua fu completata nel novembre 1931. Prima di questo intervento dell'uomo scendeva naturalmente dal lato sud del sovrastante piano del Barbellino.

Il lago del Barbellino
Il rifugio Barbellino di recentissima ristrutturazione, è situata alla sorgente del fiume Serio a quota 2130 m. nel cuore del Parco delle Orobie del comune di Valbondione. Nelle strette vicinanze del rifugio si trova l'omonimo "Lago Naturale" con il colore simile all'azzurro intenso del cielo spezzato dalle nevi perenni che circondano il ciglio del lago.
Come raggiungerle
Accesso n° 1 (Facile, 45 min.): Giunti a Valbondione si prosegue fino alla Frazione di Grumetti; si lascia la strada carrabile salendo la mulattiera che porta in circa 30 minuti a Maslana (frazione posta a 1168 m s.l.m.) Si attraversa il ponte della Piccinellae, si segue il sentiero a sinistra arrivando nella zona dei grandi macigni.
Accesso n° 2 (facile, 90 min.): da Valbondione si prende il sentiero n. 305 che porta al Rifugio Curò.

Osservatorio di Maslana
L'Osservatorio floro-faunistico di Maslana è una nuovastruttura didattica aperta a tutti gli appassionati di montagna, edificata sui ruderi della vecchia baita itilizzata per decenni dai pastori che salivano agli alpeggi con le greggi di pecore. Il gestore che offre giornalmente piena disponibilità mette a disposizione le esperienze maturate sul territorio montano.
Per ulteriori info: www.osservatoriomaslana.com

Numerosi sono gli itinerari naturalistici che il paese offre. Su tutti è d'obbligo citare il Sentiero delle Orobie, traccia dalla rilevanza extra-provinciale, che transita per un lungo tratto sul territorio comunale e che tocca ben quattro rifugi alpini: il Baroni al Brunone, il Merelli al Coca, il Curò ed il rifugio UEB-Consoli. Al di fuori di questo itinerario molto frequentato, vi sono anche il Rifugio Barbellino, presso l’omonimo lago, ed il "Goi del ca", posto in località Maslana. Tutti possono essere considerati punti d’arrivo o base per escursioni più impegnative sulle innumerevoli vette presenti.

Tra le altre tracce merita menzione anche il Sentiero Naturalistico Antonio Curò, che collega il Rifugio Curò al Passo del Vivione, in Val di Scalve, attraversando zone poco frequentate e ricche di fauna (tra cui camosci, stambecchi, marmotte e mufloni) e flora (genepì, stelle alpine, genziane, genzianelle e [Carduus|cardi) autoctona protetta.

Molto caratteristico inoltre è il borgo di Maslana che, ricostruito nel secolo scorso dopo un incendio, mantiene intatte tutte le caratteristiche del borgo alpino. Posto su un'altura rocciosa alla base del monte Pinnacolo e che sovrasta il fondovalle, è raggiungibile solo a piedi con circa 30 minuti di cammino, e nei periodo primaverili permette l'avvistamento di stambecchi, che si spingono fino ai margini delle abitazioni. Caratteristiche simili anche per il borgo di Redorta, situato sulle pendici dell’omonimo monte, che si presenta tuttavia in stato di abbandono dopo un grave dissesto geologico occorso secoli or sono.

Sempre in ambito turistico, di grande impatto sono le cascate del fiume Serio. Queste si sviluppano dal Lago del Barbellino, dove la centrale E.N.E.L. per cinque volte all'anno (sempre nel periodo estivo) libera l'acqua in quello che era il suo originale corso (prima della creazione della centrale stessa), per un triplice salto di ben 315 metri. Da ricordare l'escursione gastronomica con la cascata notturna, che dal 2008 si svolge sempre alla terza domenica di luglio.

Uno spettacolo a cui ogni volta assistono migliaia di persone, per quelle che sono le cascate più alte d'Italia, e le seconde in Europa. Interessanti sono anche altri piccoli salti d’acqua, come quello del torrente Bondione a valle di Lizzola, quelli delle valli di Coca e di Fuga, così come il "Gorgo del Cane" ed il "Gorgo dei Fondi", creati da un salto del Serio tra Maslana e Beltrame.

In ambito architettonico merita menzione anche la chiesa parrocchiale, dedicata a San Lorenzo. Edificata nel corso del XIV secolo, ma rifatta completamente nel XVII secolo, custodisce opere pittoriche di buon pregio, tra le quali una Madonna con Bambino e Santi Sebastiano, Lorenzo e Rocco di scuola del Moroni, ed una Vergine con Bambino San Domenico e Santa Caterina di Domenico Carpinoni.

Anche le chiese parrocchiali di Fiumenero, dedicata a Sant'Antonio Abate, e di Lizzola, intitolata a San Bernardino da Siena, possiedono opere rispettivamente del Carpinoni e dell'Albrici.

Si consigli agli utenti di mantenere un tono conforme alle regole del buon senso.