Punto sosta Lerici

Indirizzo:Via Giacomo Matteotti, Lerici (SP)

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Area sosta aggiornata (Marzo 2014)

Per chi visita Lerici segnaliamo un comodo e pratico punto sosta, si trova in Via Giacomo Matteotti in località La Vallata, è primo parcheggio a sinistra scendendo dalla SP26 e dista dal borgo storico 750 metri circa, è raggingibile comodamente con il bus di linea che ha come capolinea proprio il parcheggio.

Il piccolo parcheggio per camper e caravan è a forma di mezzaluna e ospita circa 12 veicoli è in piano e su fondo in erbablock (autobloccanti solidi con erba), illuminato da lampioni pubblici non ha camper service ne allacciamenti alla corrente elettrica ma possiede un ombreggiatura parziale.
Di fianco al parcheggio c'è un gazebo in metallo dove trova la sede dell'info point turistico e la biglietteria per la fermata del bus di linea.
Tempo di permanenza massima 24 ore, i cani sotto tutela dei propri padroni e le caravan sono ammessi, apertura annuale.
Tariffe: tariffa oraria € 3,00 - € 13,00 dalle 8.00 alle 20.00 - dalle 20.00 alle 8.00 la sosta è gratuita.

Interessante è una visita nella località di Tellaro, insignita come Borghi più belli d'Italia, un caratteristico borgo d'impronta medievale ben tenuto su una rupe rocciosa con il caratteristico porticciolo dei pescatori e le viuzze strette che si inerpicano con scalinate tipiche dell'architettura ligure, molto suggestiva la passeggiata lungo mare, è un sentiero non molto grande dove godere della vista del mare che si infrange sugli scogli e panorama da cartolina.


Punto sosta di Lerici

Via Giacomo Matteotti - 19032 Lerici (SP)
Coordinate GPS: 44.08186,9.91269  /  +44° 4' 54.70", +9° 54' 45.68"

Comune di Lerici
Piazza Bacigalupi, 9 - 19032 Lerici (SP)
Centralino: +39 0187.9601 - Fax +39 0187.966998
www.comune.lerici.sp.it


Castello di Lerici e Museo Geopaleontologico
Piazza San Giorgio - 19032 Lerici (SP)
Tel. +39 0187 969114 / +39 0187 969042
Cell. +39 349 3202964 - Fax +39 0187 942838
www.castellodilerici.it


www.parcomagra.it
www.venereazzurra.com
www.museodellaresistenza.it

 

turismocultura.spezianet.it
www.turismoprovincia.laspezia.it
www.parconazionale5terre.it
www.laspezia.net
www.portolaspezia.it


www.turismoinliguria.it
www.rivieraligure.it
www.regione.liguria.it
www.liguriaplanet.com

« Tra Lerice e Turbia, la più deserta,
la più rotta ruina è una scala,
verso di quella, agevole e aperta »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purg.III,49-51)


Lèrici (Lérze o Lerxi in ligure) è un comune italiano della provincia della Spezia in Liguria.
Con il capoluogo di provincia e Porto Venere è uno dei tre comuni che si affacciano sul Golfo dei Poeti.
La frazione di Tellaro è stata recensita come uno dei borghi più belli d'Italia.
Per molti anni, Lerici ha ospitato Lord Byron, Mary Shelley e Percy Bysshe Shelley.


Il comune di Lerici è situato nella Riviera di Levante, sulla sponda orientale del golfo della Spezia. Sorge al centro di una piccola insenatura naturale, denominata Seno di Lerici e dominata da un promontorio su cui spicca l'imponente castello, oggi sede museale.
Quasi di fronte al borgo capoluogo, oltre la località della Venere Azzurra, si trova l'abitato di San Terenzo.


Oltre al capoluogo fanno parte del territorio comunale le sette frazioni di La Serra, Muggiano, Pozzuolo, Pugliola, San Terenzo, Senato e Tellaro per un totale di 16 chilometri quadrati.
Confina a nord con i comuni della Spezia e Arcola, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con La Spezia e ad est con Sarzana e Ameglia.
Il comune fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.
Dista circa 10 chilometri ad est della Spezia e 117 chilometri ad est di Genova.


Storia di Lerici

Le prime tracce di Lerici nella storia risalgono all'epoca etrusca, quando con tutta probabilità fu insediato un primo loro villaggio, intorno al VII secolo a.C., dopo la fondazione della futura città romana di Luni.
Nel tempo la particolare posizione geografica fece di Lerici un porto naturale, prima per i Liguri, poi per i Romani.


Nel medioevo la baia servì come approdo e scalo commerciale, prima per i conti-vescovi di Luni, per gli Obertenghi e poi per i Malaspina.
Ma è con la Repubblica di Genova che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più importante.
Dopo aver acquistato Porto Venere e averne fatto una base per controllare il golfo spezzino, Genova venne in possesso di Lerici, negoziando con i signori di Vezzano e di Arcola, che erano i feudatari della località.


Nel 1152, a Porto Venere, fu firmato l'atto con il quale Giulenzio, Butafara e Girardo per Arcola e Guido, Bellengerio, Alberto, Girardo ed Enrico per Vezzano cedevano Lerici per 29 e 10 lire a Lucca.
L'insediamento della repubblica genovese in questa parte del golfo e le sue mire espansionistiche verso est si scontrarono con la famiglia malaspiniana: questi furono sconfitti nel 1174 a Monleone di Cicagna, e furono costretti a sottoscrivere un patto con il quale erano obbligati, fra l'altro a lasciare Lerici.
Negli anni successivi il borgo lericino vide accrescere la sua importanza.
La sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni ne avevano fatto un luogo deputato a trattative per porre fine alla guerra fra Genova e Pisa.
Fu proprio qui, nel 1217, che fu stipulato un trattato di pace fra di esse.


Lo scontro navale all'Isola del Giglio del 1241, risoltosi con la vittoria dei pisani sulla flotta genovese, incise sul destino di Lerici.
La Repubblica marinara toscana, infatti, occupò la baia e l'approdo, forse senza incontrare resistenza. I pisani tentarono di vincere il presidio di Porto Venere ma furono respinti e per questo decisero di fortificare Lerici, iniziarono a proteggere il borgo con l'edificazione di mura.
Il possesso pisano non durò a lungo; nel 1254 la sconfitta di Pisa ad opera dei genovesi nella Battaglia della Meloria, impose nel 1256 la restituzione del castello e del porto di Lerici.
Genova mise mano al potenziamento delle difese lericine, rafforzò il castello e dopo qualche anno ricostruì il borgo fortificato.


Agli albori del XIV secolo il passaggio di Dante Alighieri, pur non storicamente documentato come nel caso di Sarzana e Castelnuovo Magra, è sostenuto da molti studiosi in forza della potente citazione del Canto III del Purgatorio.
L'episodio della celebre memoria boccacciana della Epistola di frate Ilaro a Uguccione della Faggiuola, databile intorno al 1315 e relativa all'antico cenobio benedettino della vicina Bocca di Magra, vale senz'altro ad incrementare le probabilità della prestigiosa frequentazione.


Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del Trecento i Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire ad espugnare il castello.
Conquistato dai Fieschi nel 1392, che lo consegnarono al duca d'Orlèans, il territorio ritornò nelle mani dei genovesi (durante il dogato di Giorgio Adorno) e, dal 24 maggio 1396, dei francesi di Carlo VI.
Con la caduta del governo francese, nel 1411, le fortificazioni e il borgo furono venduti ai fiorentini.


L'anno successivo Genova riuscì nuovamente ad entrare in possesso di Lerici, tenendola per quattordici anni, fino a quando non fu consegnata ad Alfonso V d'Aragona nel 1426.
Gli avvenimenti della seconda metà del Quattrocento videro succedersi diversi domini fino al definitivo passaggio a Genova nel 1479 che, in seguito, la elevò a sede di capitaneato.
Nei decenni successivi il castello, ampliato e consolidato con una pesante e spessa cortina esterna, per renderlo invulnerabile alle artiglierie divenne un punto di forza della Repubblica.


Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese.
Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lerici (o "Lerice", come appare nei documenti antichi) rientrerà nel IV Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del II Cantone del Carpione nella Giurisdizione del Golfo di Venere.
Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini.


Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.
Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel II° mandamento di Lerici del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

Architetture religiose:
Chiesa di San Francesco d'Assisi e santuario di Nostra Signora di Maralunga nel capoluogo, riedificato nelle forme attuali tra il 1632 e il 1636.


Oratorio di San Rocco nel capoluogo, esistente dal XIII secolo ed ampliato tra il 1523 e il 1524. Conserva diverse opere pittoriche e numerosi ex voto. Il campanile è stato edificato nel XIV secolo e rimaneggiato nel corso del XVI secolo.


Oratorio di San Bernardino da Siena nel capoluogo, edificato in un periodo antecedente al 1498 a fianco della parrocchiale di San Francesco d'Assisi.


Ex chiesa di Santa Maria Annunziata presso il promontorio di Maralunga. Edificata nel 1410 ed ampliata nel 1420 con la costruzione di un annesso monastero dei frati Agostiniani, dopo la soppressione dell'ordine religioso nel 1799 per le nuove disposizione napoleoniche, il sito verrà sconsacrato e chiuso al culto. Dopo un lungo abbandono, soltanto nel 1890 l'intera struttura verrà completamente distrutta per far posto alla successiva batteria militare.


Ex chiesa della Concezione dei Cappuccini nel capoluogo. Edificata nei primi anni del XVII secolo e alla quale le fu poi aggiunto un convento dei frati, il sito religioso verrà chiuso e sconsacrato dopo l'abbandono dell'ordine da Lerici (1868). La chiesa verrà convertita in teatro e il convento nell'odierna sede del municipio.


Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione de La Serra. Al suo interno conserva un dipinto, del Seicento, raffigurante il santo titolare della chiesa e della parrocchia.


Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo nella frazione di Pozzuolo. Una primitiva cappella, intitolata a san Giovanni Battista, fu edificata nel piccolo borgo nel corso del Cinquecento. Con la creazione della nuova comunità parrocchiale la chiesa verrà intitolata all'apostolo Pietro.


Chiesa parrocchiale dei Santi Nicolò e Lucia nella frazione di Pugliola. Ricordata e citata anticamente con la denominazione di "Santa Lucia de Illice", nome che conserverà fino al Quattrocento, già nel 1298 è testimoniata la sua affiliazione con la pieve di San Michele Arcangelo di Trebiano. La chiesa, in stile barocco con l'attiguo e romanico campanile, conserva diversi dipinti tra cui uno attribuito a Domenico Fiasella.


Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di San Terenzo, del XVII secolo e rifatta negli anni venti del XX secolo.


Chiesa di San Giorgio nella frazione di Tellaro, del XVI secolo.


Chiesa parrocchiale della Stella Maris nella frazione di Tellaro, edificata nel 1942. Conserva il fonte battesimale barocco e la statua di San Rocco, in precedenza custodite nella piccola chiesa di San Giorgio.


Oratorio di Santa Maria di Selaa nella frazione di Tellaro.


Architetture civili

Villa Marigola, del XVIII secolo, presso il promontorio tra il comune lericino e il borgo marinaro di San Terenzo. Dal 1979 il complesso settecentesco, circondato da due giardini all'inglese e all'italiana, è di proprietà della Cassa di Risparmio della Spezia che utilizza il sito quale sede di conferenze e meeting.


Villa Magni sul litorale di San Terenzo, ai piedi del promontorio di Marigola con la villa omonima, il cui primo impianto risalirebbe al XVI secolo quale monastero dei padri Barnabiti. La villa fu l'ultima dimora (settembre del 1822) del poeta inglese Percy Bysshe Shelley.


Nella frazione di Pugliola un bassorilievo in marmo riproduce la famosa scena in cui Fausto Coppi e Gino Bartali, al Tour de France del 1952, si passano una bottiglietta. Il monumento ricorda una delle prime vittorie di Coppi, avvenuta a Pugliola il 6 agosto del 1939.


Architetture militari

Castello di Lerici.
Il castello fu costruito a partire dal 1152 e subì numerose trasformazioni ad opera delle repubbliche marinare di Genova e Pisa che se ne contendevano la proprietà a causa della sua posizione strategica. Solo nel 1555 il castello cominciò ad assumere l'aspetto attuale, quando, per volere dell'Offizio di San Giorgio, vennero ultimati i lavori e, per suggellare l'evento, venne fatta appendere una lapide ancora oggi visibile sulla porta d'ingresso.
Il castello è sede altre sì del locale museo geopaleontologico.


Aree naturali

Al piazzale della Bellavista, dove si può godere il panorama dell'intero Arcipelago Spezzino, una epigrafe celebra gli immortali versi di Dante del Purgatorio-Canto III, 49-51.


Musei

Museo geopaleontologico del castello di Lerici.
Il museo trae origine dalla scoperta nel territorio di Lerici di orme di dinosauri ed altri rettili, risalenti a circa 220 milioni di anni fa, da parte di Ilario Sirigu, appassionato studioso dilettante prematuramente scomparso: sulla spinta di questo rinvenimento, il museo di Lerici riprende una tradizione di studi geopaleontologici iniziata nel XIX secolo, quando lo spezzino Giovanni Capellini, uno dei fondatori della moderna geologia in Italia, proprio nei promontori del Golfo avviava le sue prime ricerche.

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