Pian di Poma - Sanremo

Indirizzo:Corso Guglielmo Marconi, Sanremo (IM)

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Sono passati anni ormai ma l'area sosta o meglio "parcheggio" di Sanremo non è cambiato o migliorato, è sempre quel grande piazzale privo di ogni servizio utile per un confortevole soggiorno, anzi.. e lasciamo perdere il "camper service".. tanto i camperisti si adeguano..
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L'area sosta camper Pian di Poma si trova in Corso Guglielmo Marconi, dopo il centro abitato di Sanremo (km. 2 circa) direzione Ventimiglia, dista dal mare pochissime decine di metri e dalla bellissima Pista Ciclabile della Riviera Ligure, tra Imperia e Sanremo, per 20 Km in bicicletta sulla costa a contatto col mare. Il primo supermercato adiacente si trova a poco meno di 100 metri.

L'area sosta è recintata, molto semplice e rustica, il fondo è in piano e su ghiaia e terra battuta, ha solamente un pò di ombreggiatura sul lato spiaggia e l'illuminazione notturna, l'ingresso è regolamentato da una reception, non è custodita, ne la videosorveglianza e nemmeno gli allacci della corrente elettrica, lo stallo del camper service è distante 150 metri ed è ubicato di lato al campo sportivo della cittadina.

Alla visita versava in uno stato di abbandono e degrado, la fontanella dell'acqua si trova di lato è ha la filettatura, buona l'accessibilità, scarso invece il pozzetto per lo scarico delle acque sporche.
L'area sosta camper Pian di Poma è aperta tutto l'anno, tempo massimo di permanenza 72 ore e i cani sono ammessi, le tariffe si intendono giornaliere o frazione di giorno (ore 12.00 del secondo giorno successivo a quello di entrata): dal 15 Giugno al 15 Settembre € 15,00 - dal 16 Settembre al 14 Giugno € 10,00

Area sosta camper Pian di Poma
Corso Guglielmo Marconi - 18038 Sanremo (IM)
Coordinate GPS: 43.803032,7.747506  /  +43° 48' 10.92", +7° 44' 51.02"

Comune di Sanremo - Palazzo Bellevue
Corso Cavallotti, 59 - 18038 Sanremo (IM)
Tel. +39 0184-5801
www.comunedisanremo.it

Museo Civico di Sanremo - Palazzo Borea d'Olmo
Via Matteotti, 143 - 18038 Sanremo (IM)
Tel +39 0184.531942 - Fax +39 0184.500676

Museo di Villa Luca - Pinacoteca Rambaldi
Via Rambaldi 51 a Coldirodi - 18038 Sanremo (IM)
Tel. +39 0184.670398

Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica - I.A.T.
Largo Nuvoloni, 1 - 18038 Sanremo (IM)
tel. +39 0184 59059 - fax +39 0184 507649
infosanremo@visitrivieradeifiori.it

Casinò di Sanremo
Corso degli Inglesi, 18 - 18038 Sanremo (IM)
Tel. +39 0184.5951
www.casinosanremo.it

www.sanremomanifestazioni.it
www.visitrivieradeifiori.it
www.sanremo.it
www.sanremoguide.it
www.info-sanremo.com
sanremobancadeltempo.org
www.pistaciclabile.com

Sanremo (Sanremü in ligure, anticamente Villa Matutiæ), è un comune della provincia di Imperia in Liguria. È una località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori (celebrata ogni anno con il corso fiorito Sanremo in Fiore), da cui il nome di Città dei Fiori.
Inoltre ospita l'arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo (una delle più importanti classiche del ciclismo), il Festival della canzone italiana, il rally di automobilismo, la tappa italiana dell'European Poker Tour, ed è sede del Casinò (uno dei quattro presenti in Italia).
Dista dal capoluogo provinciale circa 24 km e 150 km dal capoluogo regionale. La posizione geografica, in una insenatura riparata dalle montagne, è la principale causa del rinomato clima mite della città, che la rende meta di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche curativi.

Storia di Sanremo

Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dall'epoca romana che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo. Viene quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta, (proseguimento della via consolare Aurelia) ed intitolata probabilmente a Caio Matucio, che intorno all'oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dell'attuale Casino, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe l'abitato detto Villa Matutia. Un'altra interpretazione fa riferimento alla divinità romana Mater Matuta, dea dell'Aurora, mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.

Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo che, dopo la conversione della popolazione al Cristianesimo da parte del beato Ormisda, del diacono Siro (poi Vescovo di Genova) e del Vescovo San Romolo (poi eremita), nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti. Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nell'attuale zona di San Siro e della Pigna (così detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita per motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in cui alcune famiglie chiedono al vescovo Teodolfo un appezzamento di terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo che "ormai considerato santo e venerato dalla popolazione che nella sua tomba prega ed invoca la protezione divina contro i nemici, che continuavano a saccheggiare e ad uccidere".

La città appartenne prima alla Diocesi di Albenga-Imperia, quindi ai conti di Ventimiglia, ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di Genova. Nel 1170 la città prese parte ad una battaglia marittima, accanto alla Repubblica di Genova, contro la Repubblica di Pisa, con una galea costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti l'attuale frazione di San Romolo.

Nel 1297 Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di Oberto Doria e Giorgio De Mari, che modificarono l'amministrazione cittadina e lo statuto comunale; nel 1361 passò sotto la Repubblica di Genova, fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova, ma con proprio statuto.

La città, a partire dal Medioevo, fece della navigazione marittima un suo punto d'orgoglio. In particolare, visto che il clima era particolarmente mite, ed era fiorente la coltivazione degli agrumi, veniva effettuato il commercio di tali frutti quasi esclusivamente via mare, poiché le strade erano all'epoca alquanto disastrate e pericolose. A conferma dell'abilità marinara, un vecchio detto provenzale diceva che Li gens de San Rëmu navigou san remu (la gente di Sanremo naviga senza usare i remi), in quanto esperta nell'uso delle vele. Gli annali di Sanremo riportano infatti, a partire dal 1435, un costante ampliamento e ammodernamento del porto, di cui all'epoca si diceva "non vi è spiaggia in tutto il dominio della Serenissima più numerosa di barche... come di gente marinara"

Nel XVI secolo ricominciarono le invasioni saracene, tra cui quelle del corsaro barbaresco Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città e depredò la chiesa di San Siro.

Per quasi due secoli rimase sotto il protettorato genovese, ma nel 1745 fu bombardata dal mare dai britannici, ed infine entrò in contrasto con Genova per le forti gabelle introdotte nonostante le forti difficoltà economiche in cui versava la comunità e la richiesta di separare il borgo di Colla (l'attuale Coldirodi) dal Comune: nel 1753 la città si ribellò, ed i Genovesi repressero duramente la rivolta. In quell'occasione Genova edificò il forte di Santa Tecla nei pressi del porto (utilizzato poi come carcere fino al 1997), che aveva infatti le artiglierie rivolte contro la città, anziché a sua difesa. Tale avvenimento segnò l'inizio di una decadenza generalizzata che si protrasse per oltre mezzo secolo.

Dipartimento delle Palme:
Le truppe napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che divenne capoluogo del Dipartimento delle Palme.

Regno di Sardegna:
Dopo la restaurazione dei Savoia (1814) venne annessa al Regno di Sardegna. La decadenza cittadina aveva portato scarse condizioni igieniche, che culminarono in una grave epidemia di colera nel 1837: è di questo periodo la costruzione di un nuovo cimitero suburbano e l'allestimento di un lavatoio pubblico.

Regno d'Italia:
Da quegli anni la città iniziò a crescere dal punto di vista turistico: nel 1864 la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per "svernare", aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà russa, attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche l'Imperatrice Elisabetta di Baviera (Sissi, Imperatrice d'Austria) tra i suoi numerosi e lunghi viaggi per l'Europa (1870-1890) si recò diverse volte a Sanremo.
In quel periodo vennero edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile liberty, per l'aristocrazia europea che divenne semi-stanziale nella cittadina. Sempre a fine '800 la cittadina vide il passaggio dall'agricoltura basata sugli agrumeti, molto fiorente, alla floricoltura.

All'inizio del '900 cominciarono a sorgere le strutture di intrattenimento più qualificate per l'esigente élite della Belle époque: il Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte Bignone, all'epoca la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio, eccetera. Al termine della Prima guerra mondiale Sanremo venne scelta per la Conferenza Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa, tra gli Alleati, la redistribuzione delle terre dell'ex Impero Ottomano, tra cui la Palestina (assegnata alla Gran Bretagna), la Siria, Cilicia e Libano (alla Francia).

Intorno agli trenta si ebbe la massima espansione turistica della cittadina: la città continuò ad incrementare le proprie strutture ricettive da un lato, e l'economia basata sulla floricoltura dall'altro. Con l'approssimarsi della Seconda guerra mondiale iniziò un lento declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la città vide l'incremento del nuovo turismo di massa, e conseguentemente vennero spostati i periodi di soggiorno dall'inverno all'estate. Questa enorme crescita economica, e le grandi opportunità di lavoro nella floricoltura, attirarono soprattutto dall'Abruzzo tantissimi lavoratori, che di fatto contribuirono in maniera notevole ad accrescere la città.
Il porto vecchio, uno dei due presenti a Sanremo

Con l'istituzione, inoltre, del Festival della canzone italiana, Sanremo acquistò ancora di più un ruolo nell'immaginario collettivo di cittadina frequentata da personaggi famosi, e come tale vide il turismo incrementare in modo notevole. Pertanto le attività ludiche e ricreative per il nuovo tipo di esigenze crebbero di pari passo con la speculazione edilizia degli anni sessanta e settanta, che apportò una trasformazione tutt'altro che positiva in molte parti della città: la cementificazione selvaggia impedì di fatto uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel frattempo sempre più popoloso e caotico.

La nascita del nuovo porto turistico, Portosole, alla fine degli anni settanta, consolidò il ruolo turistico della città, sempre più fulcro dell'economia cittadina. Da allora prese inizio, complice una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione delle aree meno curate della città, ed un nuovo piano regolatore pose un freno alla cementificazione selvaggia. Attualmente la città sta attraversando un periodo di riqualificazione generalizzata, nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare una lenta decrescita del turismo iniziata alla metà degli anni novanta e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico, paesaggistico.

La Pista Ciclabile del Parco Costiero del Ponente Ligure:
La Pista Ciclabile del Parco Costiero del Ponente Ligure è una delle più lunghe del Mediterraneo. Lunga complessivamente 20 Km, il percorso è fruibile da pedoni e ciclisti in entrambe le direzioni di marcia.
La Pista Ciclabile nasce sul tracciato costiero della vecchia ferrovia a binario unico tra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, sulla linea FS Genova-Ventimiglia, dismessa nel 2001 e spostata a monte.
La linea è stata bonificata e trasformata nell’attuale pista ciclabile dalla società a maggioranza pubblica Area 24. I primi tratti sono stati completati nel 2008... Il percorso è per lo più facile e pianeggiante, attraversa piccoli borghi e costeggia il tipico litorale mediterraneo, in tratti suggestivi, unici e inaccessibili un tempo.
Dalla pista, la cui sede è spesso a ridosso del mare, è possibile accedere facilmente a spiagge e scogliere. Nei paesi attraversati, per lo più turistici, sono inoltre a disposizione punti di noleggio bici, ristori.

Concattedrale di San Siro:
Insigne Basilica Collegiata Cattedrale di San Siro costruita nel XII secolo, sui resti di una chiesa paleocristiana, probabilmente dai Maestri Comacini. Attualmente di architettura romanico-gotica, a tre navate, fu rimaneggiata ed ampliata nel sec. XVII, quando anche il campanile, con 12 campane, venne ricostruito in seguito ad un bombardamento navale inglese.

Santuario della Madonna della Costa:
Santuario della Madonna della Costa - Brevemente chiamato dai cittadini e meglio noto ai turisti come Madonna della Costa, è da sempre un punto di riferimento per naviganti in quanto è stata edificata in cima alla collina della Pigna, sede del nucleo primitivo della città. La chiesa venne edificata nel 1361 per festeggiare la liberazione di Sanremo dall'egemonia dei genovesi, i Doria. Attualmente la chiesa ha architettura seicentesca, e conserva, tra numerose decorazioni barocche ed affreschi sei-secenteschi, quattro statue lignee settecentesche ed una Madonna con Bambino del Trecento: ed è proprio questa la Madonna della Costa da cui la chiesa prende il nome.

Chiesa ortodossa russa:
La Chiesa ortodossa russa, costruita alla fine dell'Ottocento dalla nobiltà russa su progetto dell'architetto Aleksej Scusev poi ripreso da Pietro Agosti, è tutt'oggi in uso ed è uno dei simboli della città.

Architetture civili:
Palazzo Bellevue - Costruito tra il 1893 ed il 1894 su progetto di Pietro Agosti, la sua destinazione fu per quasi 70 anni quella di albergo di lusso per una selezionata clientela: al suo interno infatti erano presenti ampi locali di rappresentanza, suites signorili, ampie camere, un rinomato ristorante, e spazi dedicati alla servitù dei signori che si recavano in visita alla città, per lo più finanzieri e nobili europei. All'epoca celava una seconda struttura a carattere terapico curativo, una kurhaus (una sorta di spa ante litteram), poi in seguito divenuta Hotel Excelsior.
La facciata presenta ricchi motivi decorativi di vario genere, di sapore vagamente orientale, mentre l'ampio parco che vi si trova dinanzi, ricco di varietà botaniche e floreali, ha la caratteristica di digradare con viali sinuosi fino alla Via Aurelia, senza presentare alcun cancello o muro di cinta: era la particolarità di questo grande albergo per invitare a soggiornarvi i facoltosi clienti (tra cui, nel secondo dopoguerra, il deposto re Faruq I d'Egitto, grande giocatore d'azzardo). Dal 1963, quando il complesso alberghiero venne acquistato dal Comune, è sede municipale.

Palazzo Borea d'Olmo - Costruito in momenti diversi, a partire da un'abitazione del tardo Medioevo, il palazzo, nella centralissima Via Matteotti a pochi metri dal Teatro Ariston, ha assunto l'attuale aspetto tra i secoli XVII e XVIII, e rappresenta uno dei più importanti edifici barocchi della Liguria Occidentale.
Importante è il portale cinquecentesco, sormontato da una statua della Madonna del Montorsoli, un allievo di Michelangelo, nonché notevoli affreschi seicenteschi di Giovan Battista Merano. Il palazzo ha avuto ospiti illustri, quali Elisabetta di Spagna, Carlo Emanuele III, Re di Sardegna, e Papa Pio VII (nel 1814). Sede del Museo Civico cittadino al secondo piano nobile, è tuttora interamente in mano a privati ed è la residenza di un ramo della famiglia Borea d'Olmo.

Villa Nobel - Nel 1870 il farmacista rivolese Pietro Vaccheri fece edificare sulle coste di levante della città un'elegante palazzina che "per la sveltezza e l'eleganza delle sue forme piace ai più scrupolosi nel voler adempiute le regole dell'arte".
In stile moresco, questa fu l'ultima residenza di Alfred Nobel, che acquistò nel 1892, ristrutturò (su progetto di Pio Soli) sopraelevandola di un piano, rinominò "Villa Mio Nido" e dove vi si trasferì principalmente per motivi di salute.
Dal 1969 appartiene alla comunità, ed è da allora sede di importanti incontri, eventi o manifestazioni culturali. Dal 2002 la villa, completamente restaurata nelle sue forme originali, è aperta al pubblico e visitabile gratuitamente, ed ospita un museo sulle scoperte e le invenzioni dell'Ottocento, inoltre i giardini della villa sono gestiti dalla scuola media superiore I.P.A.A, Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente di Sanremo.

Villa Ormond - Nota principalmente per il suo ampio e bellissimo parco, ricco di piante esotiche, la villa apparteneva ad una famiglia svizzera, come racconta il poeta Pastonchi: "L'invisibile madame Ormond si era comprata la solitaria casa Rambaldi, un rettangolo bianco dentro un grande uliveto: l'aveva demolita per rifarla completamente, con portici e logge spiantandovi gli ulivi per sistemarci un giardino all'inglese".
Michel Louis Ormond (1828-1901) acquistò nel 1875 la vecchia Villa Rambaldi per volere della bellissima moglie francese Marie Marguerite Renet (1847–1925), e quando il terremoto del 1887 lesionò seriamente la struttura originaria, affidò all'architetto svizzero Emile Réverdin la ricostruzione (completata nel 1889).
Nel 1928, dopo la morte di Marie Marguerite, la villa venne acquistata in solido con il parco dal Comune di Sanremo, che ne ha fatto, negli anni, sede di cerimonie di premiazione e di manifestazioni varie: dal 1936 al 1977 vi si sono tenute mostre floreali a carattere internazionale. Attualmente ospita in un'ala l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario.
Il parco è stato diviso dalla Via Aurelia in due parti: a nord si trova la villa, il "Giardino d'inverno", ed un settore in stile giapponese, che ricorda il gemellaggio tra Sanremo e la città di Atami; nel lato sud, oltre alla deliziosa fontana con putti in pietra disegnata da Pietro Agosti, sono presenti le statue erette in memoria di due tra i molti ospiti illustri di Sanremo, il "poeta, historiador, politico, orador" messicano Ignacio Manuel Altamirano (che morì a Sanremo nel 1893) e Nicola I sovrano del Montenegro. Villa Ormond è oggi sede dell'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario.

Villa King - Posta a poche decine di metri dalla Villa Nobel ed accanto al parco della Villa Ormond, questa bella palazzina in stile liberty, costruita da Pietro Agosti nel 1909 ed in origine chiamata Villa Spinola, venne donata dal barone tedesco Thiem alla figlia in occasione del suo matrimonio con il conte Spinola di Genova. Adibita ad albergo fin dagli anni trenta, è stata recentemente parzialmente distrutta da un incendio, è attualmente in fase di ristrutturazione.
Il cancello di ingresso alla proprietà è di pregevole fattura, ed è interamente in ferro battuto, assemblato con borchie ribattute una ad una. Il cancello venne realizzato da un fabbro ferraio locale, "Baccicin" Giordano, la cui famiglia, da metà Ottocento fino agli anni cinquanta realizzò, nella sua bottega di Via Canessa, lavori in ferro battuto per grandi ville e giardini della Riviera e della Costa Azzurra.

Castello Devachan - Costruzione di fine Ottocento, in stile liberty, posto tra le colline a ridosso del Corso degli Inglesi, su progetto dell'ingegnere Pietro Agosti.
Venne acquistato dal 75enne conte inglese Orazio Seville di Mexbourough nel 1890, convertitosi pochi anni prima all'induismo, acquistato dal Conte per la giovane seconda moglie Lady Lucy: il nome Devachan significa infatti, in lingua indiana, secondo cielo del paradiso dell'anima, e viene impiegato per indicare un luogo di sosta per i buddisti in cammino verso il Nirvana.
Questa descrizione viene definita come errata dal blog Kelebek , secondo cui "l'estensore in una sola breve frase riesce a sbagliare il significato del nome, la sua origine, la data di costruzione, il nome e l'età del committente, la sua religione e il nome della moglie".
Il castello fu sede, tra il 19 aprile e il 24 aprile 1920, della Conferenza di Sanremo (nota anche come Conferenza degli stretti), dove vennero risolte le questioni di assegnamento territoriale tra gli Alleati riguardanti l'ex Impero Ottomano, al termine della Grande Guerra.
In tale occasione, nonostante le speranze italiane, non venne deliberato niente riguardo a Fiume, da dove un contrariatissimo Gabriele d'Annunzio inviò ai partecipanti alla conferenza la famosa missiva ai biscazzieri di Sanremo, definendo tra l'altro il castello una grossa villa di pessimo gusto.
Nonostante tale giudizio, negli anni seguenti D'Annunzio acquistò, ad un'asta giudiziaria, parte degli originali arredi in stile Luigi XVI presenti nel castello. Attualmente la villa è un esclusivo residence per vacanze.

Siti archeologici:
Villa Matutia - Detta anche la Villa Romana della Foce. La prima campagna di scavi cominciò nel 1925 su iniziativa dell'ispettore di zona Pietro Barocelli, in un'area nella quale si progettava l'ampliamento del cimitero comunale.
Pochi anni prima l'ingegner Pietro Agosti aveva già ipotizzato l'area di sviluppo dei ruderi che in alcuni casi affioravano dal terreno. L'area era talmente estesa che anche sotto il livello del mare si intuivano resti di muratura romana.
Già nel febbraio 1926 l'area venne vincolata, ma non si riuscì a coinvolgere l'amministrazione comunale nell'acquisizione delle aree per poter proseguire gli scavi. Solo nel 1936 l'archeologo Nino Lamboglia riuscì ad ottenere dal Comune di Sanremo i fondi necessari per poter proseguire i lavori portando alla luce nuovi ambienti nella zona a sud, presumibilmente pertinenti di un piccolo bagno privato.
Lamboglia identificò l'area come "una modesta villa rustica". Solo nel 1960, in seguito all'esproprio dell'area che conservava i ruderi meglio conservati e all'abbattimento di una casupola settecentesca, fu possibile proseguire le campagne di scavo. Ancora una volta gli scavi furono effettuati da Lamboglia e portarono a datare l'area al II secolo d.C.
La villa è costituita da vari ambienti anche se nella maggior parte dei casi restano solo le fondamenta e nulla riguardo alla pavimentazione. L'insieme dei vani più importanti costituivano le terme, mentre le altre sale costituivano ambienti di servizio, forse depositi e sicuramente una latrina.

Via Matteotti:
Via Giacomo Matteotti detta "La Vasca" è l'arteria principale e più chic di Sanremo, quella dove si concentra maggiormente lo shopping internazionale. Tracciata a metà Ottocento come Strada Nuova, venne poi dedicata al re Vittorio Emanuele II e per un breve periodo dal 1943 al 1945 a Ettore Muti, il segretario del Partito Nazionale Fascista ucciso a Roma.
Infine, nel dopoguerra, fu intitolata a Giacomo Matteotti, il deputato del Partito Socialista Unitario ucciso nel 1924 dai fascisti. Via Matteotti è la concentrazione di ogni aspetto commerciale della città, non solo con boutiques esclusive di importanti griffes, ma anche con ristoranti soprattutto nelle piccole traverse della via principale.
Numerosi sono anche i bar e le caffetterie con gelati di produzione artigianale. Questa lunga via in corso di pedonalizzazione accoglie diversi cinema, tra cui il famoso Teatro Ariston dove si svolge ogni anno il Festival della canzone italiana, lo storico Palazzo Borea d'Olmo, dove è ospitato il museo civico locale, e in via Carli, una delle sue piccole traverse, la Biblioteca Corradi di Sanremo ritrovo di studenti e intellettuali.
Dal luglio 2010 il primo tratto, tra il Teatro Ariston - sede del Festival della Canzone Italiana- e via Feraldi, è isola pedonale grazie all'approvazione dei lavori compiuta dall'amministrazione Borea, che nel 2008, nonostante una forte opposizione in Consiglio Comunale e tra i commercianti della zona, ne approva la pedonalizzazione. Dal febbraio 2011 anche un secondo tratto di Via Matteotti, fino al Casinò, è diventata isola pedonale.

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