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Area sosta Battistelli Orvieto

Indirizzo:Strada della Direttissima, Orvieto (TR)

Contatti: Renzo Battistelli: +39 0763.300161 / +39 338.6843153 / +39 328.0644317

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Adoro questa citt√†..¬†#Orvieto¬†√® splendida, affascinante, unica, ricca di bellezze storiche e architettoniche, una tappa obbligata da e per il nord e il sud d'Italia. Sotto, tra le due linee ferroviarie quella ad alta velocit√† e quella locale, c'√® un ottimo approdo camper ed anche per le caravan con un piccolo supplemento di ‚ā¨ 2,00.

L'area di sosta 
#Battistelli¬†√® molto ampia ed √® in piano, recintata, custodita e anche video sorvegliata, offre numerose piazzole tutte autonome con ottima transitabilit√† interna. La reception √® vicinissima alle scale mobili per arrivare in tutta comodit√† nel centro del borgo storico, c'√® anche un piccolo spaccio interno di viveri di prima necessit√†, ci sono i servizi igienici anche per i disabili e le docce, una lavatrice e asciugatrice a pagamento, wifi gratuito e molto altro ancora.. Sono vizi, lo sappiamo, ed √® per questo che √® molto gettonata, soprattutto da viaggiatori stranieri. Tutto questo ben di dio a un costo, ‚ā¨ 18,00 tutto compreso.

L'area sosta camper Battistelli si trova in Via Strada della Direttissima a 500 metri circa dall'uscita dell'autostrada del Sole A1, vicinissima alla funicolare per il centro storico a circa una cinquantina di metri, dietro si trova la stazione ferroviaria. L'area di sosta Battistelli è a gestione privata, il gestore Sig. Renzo Battistelli è una persona cordiale e gentile, sempre attenta alle esigenze dei propri ospiti.

L'area sosta si presentaaccogliente, in ordine e pulita, l'ampio piazzale è in piano e su fondo in asfalto, parzialmente ombreggiata in alcune zone del parcheggio, soprattutto ben realizzata, con ottima accessibilità nelle sue ampie corsie di transito e sia anche per per l'utilizzo del camper service, semplice ben realizzato ed ampio, di lato si trova la fontanella dell'acqua potabile.
L'area di sosta può ospitare comodamente oltre 45 camper e caravan.

L'area sosta Battistelli offre ai propri ospiti e turisti di passaggio molti servizi, incluso anche un pulmino da sette persone a noleggio per poche ore, lavelli lavastoviglie, lavatrice e lavasciugatrice a ‚ā¨ 5,00, colonnine per gli allacciamenti elettrici, servizi igienici anche per disabili, un gazebo con panche e tavoli all'ombra, il servizi sostituzione bombole del gas, inoltre la reception √® fornita di alcuni generi alimentari, vino, olio, bibite, gelati e di opuscoli turistici..

Area sosta aperta tutto l'anno, non ci sono limiti di permanenza ed i cani sono ammessi.
Tariffe: ‚ā¨ 18,00 24/h. tutto incluso - ‚ā¨ 10,00 6/8 h. tutto incluso - ‚ā¨ 5,00 solo carico e scarico

Sotto le colline di Orvieto, l'area sosta è un'ottima scelta per fermarsi in sicurezza e tranquillità, e per visitare Orvieto, splendido gioiello d'arte e di cultura. Un piccolo spaccio di prodotti locali, acqua, bibite ed altro lieta la permanenza.

Area sosta Battistelli
Strada della Direttissima - 05018 Orvieto (TR)
Renzo Battistelli: +39 0763.300161 / +39 338.6843153 / +39 328.0644317
renzo_battistelli@hotmail.com
Coordinate GPS: 42.725379,12.127618 ¬†/ ¬†42¬į43'31.4"N 12¬į07'39.4"E

Come raggiungere l'area sosta:
Uscita Orvieto dall'autostrada A1 Firenze-Roma, proseguire per per il centro: Orvieto Scalo e seguire le indicazioni per il Parcheggio Scalo e la funicolare. Segnalazioni ok

Storia di Orvieto:
Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età del bronzo e del ferro.

Periodo Etrusco:
Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna.

Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni.

La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli.

La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.

Periodo Romano:
Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò.
I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani.
Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio, sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi.

Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi.

La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro, si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni.
Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

Libero Comune:
Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario.
Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda.

Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157.

Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno.

In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa.

I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.

Le lotte interne:
Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città.
Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz.

In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi di Francia, presente Papa Bonifacio VIII.

Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare.

I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città.
Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica.
Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia....

Le Chiese:
Il Duomo di Orvieto è la cattedrale della diocesi cittadina, capolavoro dell’architettura gotica italiana. La facciata è decorata da una grande serie di bassorilievi e sculture realizzati dall'architetto senese Lorenzo Maitani.
Chiesa di San Giovenale (1004)
Chiesa di Sant'Andrea, costruita sulle rovine di un tempo pagano e di una chiesa paleocristiana - Chiesa di San Domenico con il Mausoleo del cardinale De Braye realizzato da Arnolfo di Cambio - Chiesa di San Ludovico - Chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo.

Palazzi e Vie:
Palazzo Soliano (1297), che ospita il Museo "Emilio Greco"
Palazzo Papale, che ospita il Museo Archeologico Nazionale
Palazzo comunale - Palazzo del Popolo - Palazzo Faina, che ospita il Museo "Claudio Faina" e il Museo Civico - Palazzo dei Febei - Palazzo Gualterio - I Palazzi medievali di Orvieto - I Palazzi rinascimentali di Orvieto - I Palazzi moderni di Orvieto - Via della Cava.

Musei Necropoli, Templi, Grotte e Pozzi
Pozzo di San Patrizio (1528) - Pozzo della Cava - Grotte di Adriano, già note con il nome di Orvieto sotterranea - Le Necropoli del Crocifisso del Tufo e di Cannicella - Il Museo dell'Opera del Duomo - Museo Faina - Il Tempio del Belvedere.

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