Area camper Borgo Pace

Indirizzo:La Ripa di Lamoli, Borgo Pace (PU)

Contatti:

Borgo Pace è un comune della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. Si presenta come un piccolo borgo quasi interamente montano.
Borgo Pace trae le sue origini dal Castrum Abbatiae del Piano de l'Aiola situato alla sommità di un colle, poi Castel Bavia, ossia il castello del basso medioevo costruito a difesa dell'Abbazia di Lamoli, che aveva un altro castello a difesa sulla montagna del Passo di Bocca Trabaria.

L'area di sosta Camper di Borgo Pace si trova a 500 metri dalla frazione Lamoli e dista dal centro urbano poco meno di 5 chilometri, l'ambiente è molto tranquillo e silenzioso sia di giorno che durante la notte.
L'area sosta camper è di medie dimensioni e occupa una superficie di oltre 1500 mq., vengono segnalate solo 6 piazzole ma lo spazio a disposizione ne consente molte di più (circa il doppio), la sosta è in piano e su fondo in erba, scarsa invece l'ombreggiatura, ha l'illuminazione notturna da lampioni pubblici e un camper service a pozzetto con la griglia a maglie un pò strette e con la fontanella dell'acqua potabile, ottima l'accessibilità.

L'area camper è attrezzata nelle vicinanze con un percorso "vita" (attrezzature ginniche all'aperto), altri servizi offerti sono il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti e la segnaletica toponomastica con informazioni utili.
L'area sosta è gratuita ed è aperta tutto l'anno, non sono segnalati i limiti di permanenza e i cani sono ammessi.

Area sosta di Borgo Pace
La Ripa di Lamoli - 61040 - Borgo Pace (PU)
Coordinate GPS: 43.62518,12.259122  /  43°37'30.6"N 12°15'32.8"E

Borgo Pace è un comune della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
Si presenta come un piccolo borgo quasi interamente montano.
A Borgo Pace si ha l'incontro dei due torrenti Meta e Auro, che fondendo le loro acque danno luogo al fiume Metauro, il più lungo della regione Marche.
Nonostante il numero di abitanti dell'intero territorio comunale sia così esiguo (661 all'anno 2001), l'estensione territoriale risulta tuttavia molto vasta (55 km²), e comprende frazioni quali Parchiule, Sompiano, Lamoli; quest'ultima è senza dubbio la più conosciuta.

Cenni storici:
Borgo Pace trae le sue origini dal Castrum Abbatiae del Piano de l'Aiola situato alla sommità di un colle, poi Castel Bavia, ossia il castello del basso medioevo costruito a difesa dell'Abbazia di Lamoli, che aveva un altro castello a difesa sulla montagna del Passo di Bocca Trabaria.
Del Castello di Bavia rimangono vestigia romaniche, gotiche e rinascimentali, poste al di sopra di una precedente villa romana, fornita di bagni riscaldati.
Le popolazioni ben presto scesero verso il piano, sviluppando un secondo nucleo che prese il nome di Burgo Pacis, Borgo della pace, Borgo Pace.

Un’antichissima tradizione, certamente originata dal fatto che le legioni romane di Cesare Ottaviano, Antonio ed Emilio Lepido costeggiando il Metauro ne percorsero l’intera valle, vuole che nel 42 avanti Cristo i tre Condottieri romani si siano incontrati appunto nel luogo dove oggi sorge Borgo Pace.
Qui avrebbero gettato le prime basi di quella pace poi conclusa in una piccola isola sul fiume Reno, nei pressi di Bologna, dando origine al Triunvirato.

Nel medioevo la Massa Trabaria, di cui il territorio di Borgo Pace faceva parte, era un piccolo cantone forestale di proprietà privata della S. Sede ricchissimo di foreste d’alto fusto.
Nell'alto Medio Evo assolse al ruolo di terra tributaria di tronchi per le basiliche romane.

La storia di questo piccolo feudo si può dividere in tre periodi: il primo fino al XII sec., come "patrimonium" ecclesiastico; il secondo fino al 1376 come "comunità" provinciale; il terzo fino al 1631 come parte del ducato di Urbino.

Durante il XII secolo mentre la zona circostante era frazionata in piccole signorie o feudi e nell’Italia centro settentrionale iniziavano a formarsi i Comuni cittadini, la Massa Trabaria si era strutturata in Comune territoriale, una sorta di federazione unitaria di piccole comunità raggruppate in quattro distretti: Mercatello, S. Angelo in Vado, Belforte e Sestino.
Fu la Chiesa ad amalgamare ed a unificare in una sola "Provincia" oltre 100 territori castellani, anche distanti tra loro, ubicati nei bacini montani di quattro fiumi diversi: Marecchia, Foglia, Metauro e Candigliano. Questa originale federazione comunitaria durò circa due secoli e rappresentò il simbolo della "libertas ecclesiastica", (in un territorio di piccoli tiranni).

Nella seconda metà del '300, l’unità territoriale si frantumò e il nostro territorio passò al conte Antonio da Montefeltro.
Sotto questa dinastia, particolarmente nel periodo del suo più grande esponente, Federico II, l’intera area conobbe la splendida stagione del Rinascimento urbinate.

Nel 1631, con l’estinzione della casa dei della Rovere, succeduta ai Montefeltro, il territorio della antica Massa Trabaria entrò a far parte dello Stato della Chiesa assieme alle altre terre e città del ducato di Urbino.

Nel periodo pontifico avvenne l’istituzione del Comune di Borgo Pace che risale al 1827, in quella data Papa Leone XII scorporò dalla giurisdizione del Comune di Mercatello sul Metauro i territori dei "castelli" di Lamoli, Castel dei fabbri, Sompiano, Palazzo Mucci, Parchiule e Dese e li aggregò a quello di Borgo Pace facendo di questo centro il capoluogo della circostante area appenninica.
Il nuovo Comune continuò a far parte dello Stato della Chiesa fino alla formazione del Regno d’Italia.

Dal 15 al 28 agosto 1944 si consumò la tragedia di Borgo Pace.
All'alba del 28 agosto 1944 l’antico paese, da tempo diventato caposaldo tedesco, fu interamente raso al suolo, questa non fu che la più disastrosa delle molte distruzioni provocate dalla guerra; qui infatti passava la Linea Gotica, per difenderla, l’esercito tedesco aveva distrutto le strade e i ponti allo scopo di interrompere le comunicazioni con l'Umbria, la Toscana e la Romagna con l’intento di rallentare l'avanzata degli alleati e favorire la  ritirata delle sue truppe.

Nel contempo i monti dell'Alpe della Luna, nei quali avevano trovato riparo molti giovani di tutta la provincia, furono teatro della lotta partigiana contro il nazifascismo.

Borgo Pace è stata dichiarata "terra martire della guerra" ed "eroe", di sacrifici e di comprensione fraterna e sociale.
Le case URRA costruite nel dopoguerra, dono del popolo americano, in parziale sostituzione di quelle distrutte, testimoniano la catastrofe bellica subita anche dalla nostra comunità e spiegano perché oggi il centro si presenta con una fisionomia moderna.

Il cuore del piccolo paese metaurense è la Piazza del Pino, dove si possono ritrovare la chiesa di Santa Maria Nuova, il municipio e tutte le più importanti strutture paesane.
Da vedere, inoltre, la basilica di San Michele Arcangelo che sovrasta la frazione di Lamoli.

Musei:
Presso l'Aula Verde di Borgo Pace, in loc. "Le Conce", è possibile visitare il "Museo del Carbonaio", in cui è esposta una documentazione fotografica in bianco e nero sul tradizionale mestiere dei carbonai (necessario prenotarsi presso il Comune di Borgo Pace al numero 0722 816048 oppure, nel periodo estivo, presso l'Ufficio Turistico di Borgo Pace al numero 0722 800138, ingresso gratuito).

Si trova presso l'Agriturismo Sacchia di Borgo Pace il "Museo della Civiltà Contadina", che conserva strumenti, utensili e vecchi macchinari che hanno accompagnato la vita di campagna e la civiltà contadina (telefonare al 0722 89358 o al 349 7564641, ingresso gratuito)

Il chiostro dell'Abbazia Benedettina di Lamoli ospita invece il "Museo dei Colori Naturali", attraverso il quale si può scoprire l'affascinante mondo dei colori naturali (telefonare al 0722 80133, un esperto vi guiderà in questo percorso).

Monumenti e arte:
Sull'altare laterale della Chiesa di Santa Maria Nuova di Borgo Pace, riedificata dopo da distruzione del paese ad opera dei nazisti nel secondo conflitto mondiale, è conservato un dipinto di scuola Umbra della fine del XVI secolo, raffigurante la Vergine con Bambino e Angeli.
Nell'abside della stessa chiesa è invece conservata una Madonna con Bambino, maiolica policroma di Casteldurante (Urbania).

Nell'Abbazia Benedettina di Lamoli, dedicata a San Michele Arcangelo, si possono ammirare tre affreschi del XV secolo raffiguranti una Madonna in trono col bambino, San Rocco e San Giuliano.

Nella frazione di Sompiano, nella chiesina risalente a fine XV secolo, è conservato un affresco contemporaneo. Sull'altare maggiore della chiesa di Santa croce, una tavola raffigurante un'ascensione datata a fine 1400.

Nella Parrocchia di San Floriano, nella frazione di Palazzo Mucci, è conservata una crocifissione di Giustino Episcopi, conosciuto come Raffaellino del Colle. Nello stesso paesino si trova un palazzetto signorile del XVII secolo, che ospitò nel 1802 Luciano Bonaparte.

La chiesina romanica di San Leone, a Figiano, mostra affreschi del sec. XIV.

All'interno della chiesa di Santa Maria, nella piccola frazione di Parchiule, troviamo opere di interesse artistico, tra cui la Tela dell'Annunciazione e la Madonna del Rosario, dipinta da Giovanni Francesco Guerrieri nel 1600.

Si consigli agli utenti di mantenere un tono conforme alle regole del buon senso.

Hai letto la legenda? Leggila subito!