Area camper Donato

Indirizzo:Via Martiri della Libertà, Donato (BI)

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"Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati..".
Così recita, fusa nel bronzo, la prima parte della seconda rima della canzone "La guerra di Piero", la scritta è in rilievo sul piccolo e significativo monumento dedicato al mitico Fabrizio De Andrè, la lapide è al centro della platea.

L'area camper comunale di Donato, ultimata nel novembre 2000 ed intitolata a Fabrizio De Andrè, è situata in Via Martiri della Libertà, a poche decine di metri dal centro del paese, in una conca con una stupenda vista sulla vallata. Si tratta di una piazza realizzata ad arena con fondo in autobloccanti in parte compatti ed in parte traforati per consentire la crescita dell'erba. L'approdo camper è distante dai primi negozi e attività commerciali poche centinaia di metri, farmacia a 250 metri, a 300 metri il distributore di benzine, la sua locazione offre un ambiente e clima tipicamente prealpino con panorama e tutti i servizi basilari nelle immediate vicinanze.

L'area sosta ha un ottimo accesso lungo la Via ed è segnalata sul luogo con cartellonistica, recintata con staccionata in legno è illuminata la notte da lampioni pubblici. Dal parcheggio si accede al piccolo comune attraverso un comodo e veloce sentiero. Semplice ma curata ed in ordine, la piccola area di sosta è un ottimo biglietto da visita per chi giunge o è in transito per queste località, l'unica ad essere ottimamente attrezzata nel raggio di una ventina di chilometri.

A forma semi circolare con la parte alta sul paese, realizzata con piccoli terrazzamenti e piante e fiori ornamentali, l'area sosta comunale è un bel vedere.. dalla sua dimensione possiamo dedurre una mezza dozzina di stalli per la sosta temporanea, è dotata di servizi igienici con lavello in una casetta in pietra lungo il sentiero per il paese, di acqua potabile, di un quadro con gli allacciamenti alla rete elettrica (alla visita era chiuso), e di un pozzetto di scarico in un angolo.

Quest'ultimo è di fattura artigianale ma realizzato bene, è una semplice griglia in ferro zincato con le maglie strette, è carrabile e ha la possibilità di essere sollevata parzialmente per lo scarico delle cassette estraibili, è dotata di un pozzetto a terra con al suo interno il tubo dell'acqua potabile per la pulizia del camper service. Per il carico consigliamo la fontanella adiacente al monumento dedicato a Fabrizio De Andrè. Buona l'accessibilità così anche l'utilizzo del servizio pubblico.

Apertura annuale, tempo massimo di permanenza 48 ore, i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo tassativo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere:
La gestione è curata dal Comune, la sosta è gratuita dalle ore 8.00 alle 20.00 mentre per la notte è prevista una tariffa di € 5,00. Il pagamento può essere effettuato presso la vicina tabaccheria (situata a fianco del distributore - mt. 300) dove viene rilasciato un tagliando da esporre sul parabrezza del camper. Durante la stagione fredda, per evitare il gelo nelle tubature, i servizi e l'acqua potabile vengono chiusi. In questo periodo l'approvvigionamento d'acqua può essere fatto presso le numerose fontane sparse per le vie del paese (ne esistono più di 30)
L'area è stata realizzata con il contributo del GAL (Gruppo di Azione Locale) e rientra nel progetto Ecomuseo Valle Elvo e Serra.

Area camper Donato
Via Martiri della Libertà - 13893 Donato (BI)
Coordinate GPS: 45.527609, 7.909200 - 45°31'39.4"N 7°54'33.1"E

Comune di Donato
Via Umberto I 4 - 13893 Donato (BI)
Centralino +39 015.641903 - Fax +39 015.641740
www.comune.donato.bi.it

Associazione per l'Ecomuseo Valle Elvo e Serra - Onlus
Via Bagneri 2 - Sordevolo (BI)
Info: +39 349.3269048 / +39 015.2568107
www.ecomuseo.it

www.andarperborghi.eu
www.lagodiviverone.it
www.intornoallago.it

www.atl.biella.it

www.turismo.biella.it
www.provincia.biella.it
www.ecomuseodelbiellese.it

www.regione.piemonte.it/turismo

www.piemonteitalia.eu
www.piemonteweb.it
www.turismopiemonte.com
www.itinerari-piemonte.it

Donato (Dunà in piemontese) è un comune della provincia di Biella in Piemonte. Vi ha sede lo stabilimento dove si imbottiglia l'acqua oligominerale Alpe Guizza. Il comune apparteneva alla Comunità montana Alta Valle Elvo, soppressa nel 2009 e confluita, insieme alla Comunità montana Bassa Valle Elvo, nella Comunità montana Valle dell'Elvo.

Il comune di Donato, geograficamente, è situato all’estremità occidentale della provincia di Biella. Il confine con la provincia di Torino corre per un lungo tratto ai piedi della dorsale della Serra, la collina morenica più lunga d’Europa. Il comune ha una superficie di 11,82 Kmq, disposta ad un’altitudine minima di 550 metri s.l.m. ad un massimo di 2.371 metri, rappresentato dalla cima del Mombarone. I nuclei abitati sono formati dal Capoluogo, che sorge ad un’altitudine di 710 metri sul livello del mare, dalle frazioni di Casale e Ceresito e dal nucleo abitato di Lace.

Storia
Il toponimo di origine romana testimonia l'antichità dell'insediamento, in posizione strategica per le comunicazioni tra il biellese, il canavese e la Valle d'Aosta. Intorno al 1150 il vescovo di Vercelli, Uguccione, acquistò questo luogo per la sua chiesa, insieme con le terre di Zumaglia, Netro e Verrua. In seguito Donato passò agli Avogadro di Cerrione, che, entrati in contrasto con la chiesa di Vercelli, nel 1434 persero questo possedimento, che fu ceduto con sentenza del conte di Savoia al vescovo di Vercelli, unitamente ai castelli di Cerrione, Mongiovetto, Ponderano, Quaregna, Valdengo, Villa e Zubiena. I Savoia nominarono poi signori di Donato i Perrone di San Martino e conti di Donato i de Rege già conti di Lignana con Veneria. Nel 1706 il comune fu quasi interamente distrutto dai Francesi.

Centro di documentazione dell'Ecomuseo Valle Elvo e Serra
L’Ecomuseo Valle Elvo e Serra, ha aperto a Donato nella sede della storica Società Operaia, un Centro di documentazione e di studio sugli archivi familiari. Lo scopo del Centro è quello di raccogliere le memorie e gli archivi degli abitanti, delle famiglie e degli emigrati della Valle Elvo e Serra (Camburzano, Donato, Graglia, Magnano, Mongrando, Muzzano, Netro, Occhieppo Inferiore e Superiore, Pollone, Sala, Sordevolo, Torrazzo, Zimone e Zubiena). Per maggiori informazioni andare sul sito dell’Ecomuseo: www.ecomuseo.it

La Serra Morenica
La Serra Morenica di Ivrea è un rilievo di origine glaciale risalente al periodo quaternario; appartiene al vasto complesso dell’Anfiteatro morenico di Ivrea, del quale rappresenta la morena laterale sinistra. Si estende dal territorio di Andrate (in provincia di Torino) fino alle porte di Cavaglià (in provincia di Biella) ed è la più grande formazione del genere esistente in Europa.
Caratteristiche:
La Serra ha origine sulle pendici meridionali della Colma di Mombarone (2.371m) e si dirige con percorso quasi rettilineo verso sud-est per circa 20 km fino a sfrangiarsi nelle alture che circondano il lago di Viverone. E’ costituita da una serie di creste sub-parallele, la più alta delle quali raggiunge un dislivello massimo di 600 metri rispetto alla pianura interna all’anfiteatro morenico nella zona di Andrate. Questo dislivello si riduce gradualmente verso est fino a toccare i 250 metri circa nei pressi di Zimone. La cresta principale si situa al confine tra la Provincia di Torino e quella di Biella.
Tra i cordoni morenici che la fiancheggiano in territorio Biellese scorrono alcuni corsi d’acqua, i più rilevanti dei quali sono i torrenti Olobbia e Viona, entrambi tributari dell’Elvo. La zona è ricca di laghi di origine glaciale annidati tra i vari depositi morenici. I principali sono il lago di Viverone, quello di Bertignano e il gruppo dei 5 laghi, il più vasto dei quali è il Sirio.
Storia:
La Serra si è formata durante il pleistocene (fase glaciale); testimonianze di questi eventi glaciali sono ben evidenti nel Canavese sotto forma di depositi glaciali e fluvio-glaciali. La lingua glaciale ed il relativo cordone morenico che maggiormente si spinse verso sud fu quello mindeliano. In particolare ci si riferisce all’anfiteatro morenico di Ivrea, che si sviluppa a nordest dell’area interessata dalla formazione, dove sono ben evidenti le varie pulsazioni glaciali che hanno prodotto imponenti accumuli morenici e appunto tra questi si segnala la Serra di Ivrea (morena laterale sinistra del ghiacciaio della Valle d’Aosta) che ha il suo omologo nei rilievi di Bairo ed Agliè, di forma meno regolare.

Area Monumentale di Lace
Nella notte nevosa del 29 gennaio 1945, accompagnati da un delatore, un distaccamento militare di Mongoli del presidio tedesco di Borgofranco d'Ivrea, giunto con gli sci sulla collina della Lace di Donato, attaccava di sorpresa, con fitta sparatoria e lanciafiamme, la sede del Comando
Partigiano della VII Divisione Garibaldi "Piemonte" e la cascina del Comando Partigiano della 76^ Brigata "Togni". Persero la vita sul posto due partigiani, mentre gli altri dodici, fra cui Walter Fillak, medaglia d'oro per la Resistenza, fatti prigionieri e condotti parte ad Ivrea e parte a Cuorgnè,
vennero giustiziati.

A ricordo dell'evento l'ANPI nel gennaio 1965 pose un cippo ai bordi della strada della Lace, nei pressi della cascina che fu sede del Comando Partigiano; di essa, da allora inutilizzata ed abbandonata, sono rimasti i ruderi. Nel 1996 l'ANPI VALLE ELVO-SERRA ed il Comune di Donato,
che nel frattempo aveva acquisito il rudere ed il terreno circostante, promuovevano l'iniziativa di creare un'area monumentale dedicata alla Resistenza. Il progetto, curato dagli architetti Franco Nasengo e Franco Fortunato, ha portato al recupero del rudere del Comando Partigiano distrutto nell'azione militare ed alla creazione di un'area verde. Alla realizzazione dell'opera hanno contribuito la Regione Piemonte, le Province di Biella e Torino, oltre ad alcuni comuni appartenenti al Biellese occidentale ed al Canavese, a riconferma dell'unione di intenti delle popolazioni locali nella lotta antifascista. L'area monumentale, inaugurata nell'aprile 1999 è posta in zona panoramica sulla costa di Lace ed è particolarmente adatta per visite guidate di scuole e gruppi organizzati

"Compagni, non ci è stata amica la fortuna la notte del 29 gennaio 1945.
Sopraffatti in forze e con l'inganno dai nazisti e dai fascisti noi del comando della VII Garibaldi qui combattendo siamo morti.
Ma vi diciamo, compagni, che più forte del rimpianto per la vita che ci abbandonava fu la coscienza di morire per la vostra libertà."
Lace, 29 gennaio 1945

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