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Camper Service Comunale Attigliano

Indirizzo:Via Risorgimento, Attigliano (TR)

Contatti:

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Il camper service gratuito di Attigliano si trova in Via del Risorgimento angolo Via Garibaldi, la stazione sanitaria non ├Ę segnalata nemmeno in loco. Adiacente allo svincolo dell'autostrada, 100 metri circa, dal primo distributore di benzine 200 metri circa. Il camper service condivide il piccolo parcheggio pubblico con la sede del Centro Servizi Umbria Point. Il centro di Attigliano dista 450 metri circa.

Nel parcheggio non ci sono indicazioni sulla sosta temporanea dei veicoli abitativi autonomi, la sosta ├Ę consentita purch├Ę il mezzo non ingombri la carreggiata o ecceda dagli stalli segnalati sulla pavimentazione. Il parcheggio ha una leggera pendenza ed ├Ę soggetta alla rumorosit├á dovuta al traffico della SP Bormanese.

Lo stallo sanitario per le operazioni di carico e scarico delle acque reflue ├Ę un progetto che mostra gli anni, ultimamente poco utilizzato e scelto dai pozzetti di ultima generazione, ├Ę posizionato appena entrati subito sulla sinistra del parcheggio, scarsissima se non nullo l'utilizzo del servizio se le piazzole adiacenti sono occupate da altri veicoli, il pozzetto di scarico a terra ├Ę in cemento con il coperchio in metallo, ├Ę posizionato quasi a ridosso della fontanella dell'acqua potabile, con conseguenti problemi per la centratura dello scarico delle acque grigie dai serbatoi, ottima invece per lo scarico delle cassette estraibili. La fontanella ha il rubinetto filettato.

Apertura annuale, non sono segnalati i limiti di permanenza, i cani sono ammessi.
Il camper service ├Ę gratuito.

Camper Service Comunale Attigliano
Via Risorgimento - 05012 Attigliano (TR)
Coordinate GPS: 42.510284, 12.294865 / 42┬░30'37.0"N 12┬░17'41.5"E

Attigliano è un comune della provincia di Terni, in Umbria.
Immersa tra le rive del Tevere Attigliano vanta una lunga e antica storia. Il suo nome deriva dal latino Ad Tilium, per le campagne ricche di tigli. La zona, di origine etrusca, delimitata dalla linea del fiume Tevere ospitò le primitive popolazioni come attestano i ritrovamenti in località Marziano Jana, dove sono state rinvenute tombe a camera e cripte. Già feconda cittadina etrusca, nel Medio Evo raggiunse il periodo pi glorioso della città. In questo periodo fu costruito, ad opera del Conte Offredo, un possente castello, di cui restano i grandi torrioni circolari.

Le origini del nome
Sul promontorio a monte del Tevere, sul quale Attigliano è stato fondato, esisteva un tempo un boschetto di Tigli. La popolazione residente nella vallata cercava refrigerio, nei giorni di calura, all'ombra di questi alberi e spostandosi diceva “ad tilium”. Da qui sembra che derivi il nome di Attigliano. L'altra ipotesi è che il nome derivi da quello della famiglia degli Atti, la famiglia di Todi che possedeva quelle terre.

Storia
La zona, di origine etrusca, delimitata dalla linea naturale del fiume Tevere, ospitò le primitive popolazioni, come attestano i ritrovamenti di tombe, cripte e vasellame. All'inizio del XIII secolo Attigliano era già coinvolta nelle guerre e Todi si assicurò il possesso del castello (di importante posizione strategica).

Fino al 1500 Attigliano, insieme ai paesi vicini, fu teatro di guerre ed assalti e più volte passò dal dominio di Todi, a quello della Santa Sede a quello di Amelia, fino a tornare definitivamente dominio di Bartolomeo d'Alviano. A Corrado o Consolo, nipote di Bartolomeo, si deve la costruzione del Palazzo Baronale e della Chiesa della Madonna del Porto (ora chiesa del cimitero). Nel 1540 Attigliano venne ceduto a Papa Paolo III Farnese (per 104 anni).

Nel 1644 il feudo di Attigliano fu venduto dai Farnese al Marchese Marcello Raimondi di Genova, che dopo sette anni lo rivendette a Donna Olimpia Pamphili, che lo passò poi alla famiglia Orsini. Nel 1840 il feudo fu acquistato dal Principe Borghese. Intorno alla seconda metà dell'800 il comune di Attigliano si scelse un emblema, un suo gonfalone in pesante velluto, diviso in bande, una bianca e una verde, con al centro uno scudo sormontato da una corona baronale rappresentante tre figure naturali e ideali: un tiglio, un mitologico ippogrifo che lo arrampa su una distesa d'acqua.

Monumenti e luoghi d'interesse

Fontana dei delfini: Al centro della piazza principale vi è la fontana modellata da Ramperti da Amelia nel 1885, con il duplice scopo di favorire l'approvvigionamento idrico della popolazione e di ornare lo spazio antistante. I materiali usati per questa opera provengono dalla vecchia cava di S. Eugenia.

Chiesa di S. Lorenzo Martire: La Chiesa, di moderna concezione, risalente al 1983, si fregia di vetrate artistiche concretizzate attraverso l'uso del mosaico e di un portale di bronzo realizzato dalla scultrice Nadia Rognoni.Nel giardino antistante il sagrato e'presente un monumento bronzeo realizzato dalla scultrice Annita Mechelli rappresentante una delle numerose associazioni operanti nel paese ovvero l'AVIS Attigliano.

Il Campanile di Piazza della Rocca: La Piazza della Rocca è sovrastata da un campanile che reca sul frontale un singolare orologio ad una sola lancetta e a dodici ore.

La Chiesa della Madonna delle Grazie: Situata alla periferia del paese, al di là della stazione ferroviaria vi è questa chiesetta nata tra la I e la II guerra mondiale. Il quadro della Madonna dipinto su tegola da ignoto era punto di unione e devozione dei familiari dei combattenti.

Parco di Studio e Riflessione: inaugurato nel maggio 2008, prima chiamato "Parco del Messaggio di Silo".

Castello di Attigliano
Durante il Medioevo fu edificato, ad opera del Conte Offredo, un possente castello, di cui restano i grandi torrioni circolari. La posizione strategica del Castello di Attigliano era molto importante e giustificava le azioni belliche dei vari contendenti in quanto, posto sul margine di un'ansa su una alta terrazza sovrastante il corso del Tevere, aveva il dominio della vallata sulla sinistra del fiume.

Palazzo Ducale
Immerso in un bellissimo borgo in Umbria, il castello domina una verde vallata da cui si possono scorgere i bellissimi colori della natura circostante. Una magica atmosfera che rievoca un'epoca passata, quando le fiaccole illuminavano il suo androne e le sue 365 finestre dietro le quali si potevano immaginare storie fantastiche di nobili, feste, danze ma anche le segrete carceri sotterranee ed i cunicoli che attraversavano il paese. Il castello, risalente al XI-XII sec., è imponente palazzo privato sorto sulle fondamenta di un antico maniero del quale conserva ancora alcuni tratti caratteristici.

L’antico castello sorse probabilmente sulle rovine di un tempio consacrato a Giove Elicius ed ebbe notevole importanza durante l’impero romano per la presenza di un porto sul fiume sottostante. Nel 1191 era chiamato Castel di Iuvo, mostrandosi come un agglomerato ben fortificato a protezione della valle del Tevere. Per tutto il secolo XIII fu sempre conteso tra Orvieto e Todi, finché quest’ultimo nel 1256, dopo l’accordo tra Orvieto e Perugia, ne riprese il possesso mettendovi a capo il conte Raniero dei Baschi, capo dei ghibellini, il quale, dopo essersi alleato con Spoleto, assediò nel 1259 Camerino; l’odio di Raniero verso la città marchigiana risaliva ad alcuni anni prima, quando le truppe camerinesi al comando di Crescio dei Monaldi avevano arrecato danni al castello di Giove, infierendo contro alcuni suoi parenti. I Baschi, fedeli ghibellini, si trovarono sempre in sintonia con Todi che verso di loro dimostrò amicizia e solidarietà in parecchie occasioni.

Nel 1308 Giove fu in mano dei guelfi di Amelia guidati da Carolus Nicolai e da Offreduccio II d’Alviano.
Nel 1320 se ne impossessò Sciarra I Colonna (podestà di Narni nel 1297, capitano di milizie todine nel 1310); nel gennaio 1328 Sciarra I, anziano capitano del popolo a Roma, incoronò Ludovico IV il Bavaro (1286-1347) imperatore; scacciato da Roma il Colonna morirà in esilio nel 1329. Nel 1333 Giovanni Orsini, cardinale Legato in Toscana, assediò Giove e dopo assersi macchiato di osceni delitti distrusse buona parte della rocca. Papa Giovanni XXII (1316-1334), adirato per il grave episodio, fece arrestare l’Orsini nella carceri di Amelia il 20 marzo 1333.

Dal 1359 divenne feudo di Tommaso d’Alviano figlio d’Ugolino, appartenente al ramo guelfo della famiglia; nel 1364 fu roccaforte della Compagnia Nera di Anichino Bongardo che per oltre tre anni mise a ferro e fuoco tutta la zona fino a Terni. La feroce compagnia mercenaria, chiamata da Perugia nel 1364, si stanziò a Pila dove arrivò ad un accordo con la Compagnia Bianca di Giovanni Acuto.
Nel 1378 la zona assistette al passaggio dei feroci Bretoni, seguaci dell’antipapa Clemente VII (1378-1394), mandati dai cardinali francesi in aiuto di Francesco di Vico, signore di Viterbo.

I saloni interni sono decorati con pitture di argomento mitologico, attribuite a Domenico Zampieri (1581-1641) detto il Domenichino, con dipinti di Paolo Caliari (1528-1588) detto il Veronese, e di Orazio Alfani (1510-1583).

La necropoli dei bambini
La Necropoli dei Bambini è un eccezionale ritrovamento archeologico risalente agli anni 1988-2000 ubicato nella Media Valle del Tevere, nella località di Poggio Gramignano nel comune di Lugnano in Teverina (provincia di Terni, in Umbria). Questo fu un eccezionale ritrovamento archeologico di epoca tardo romana, consistente in una numerosa serie di sepolture che, sulla base delle ceramiche ritrovate, sono state datate intorno alla metà del V secolo. Una delle tante particolarità, da cui deriva la denominazione, dipende dal fatto che le sepolture riguardano esclusivamente corpi di bambini (in maggioranza neonati) e feti abortivi. Secondo degli studi le cause di decessi così rematuri potrebbero imputarsi ad epidemie di peste o malaria.

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