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Punto sosta Arrone

Indirizzo:Via delle Palombare, Arrone (TR)

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L'area sosta camper attrezzata comunale di Arrone ├Ę ubicata presso il parcheggio pubblico gratuito del Centro Canoa Kayak e Montain Bike. Tutti i servizi commerciali e negozi nel raggio di poche centinaia di metri; bancomat a 250 metri e il primo distributore di benzine a 450 metri circa sulla SP209. Il parcheggio gratuito per gli autocaravan dista dalle Cascate delle Marmore 6,5 km circa, a 8 km circa dal Lago di Piediluco.

Semplice, senza tante pretese.. il classico parcheggio pubblico con spazi non definiti per la sosta, nemmeno quella temporanea notturna, piccolo ma comodissimo per visitare il borgo storico, uno dei Borghi più Belli d'Italia, o per praticare attività ludico sportivo come la canoa sul fiume Nera e passeggiate in mountain bike per sentieri.

Leggermente rumoroso ├Ę illuminato la notte da lampioni pubblici e con scarsa ombreggiatura, discreta invece la transitabilit├á interna per i veicoli di grosse dimensioni, attenzione sia all'ingresso che in uscita dal parcheggio; arrivando dal ponte e prima del centro abitato c'├Ę l'ingresso sulla sinistra, la curva ├Ę a gomito e un poco stretta, uscendo in salita non si ha la vista della strada sulla destra.

Unico servizio ├Ę il camper service.. anche questo semplice e rustico. Risente dell'utilizzo degli anni e forse un poco trascurato, ma ancora pratico ed accessibile. posizionato su un lato, di fronte all'ingresso del Centro Sportivo Canoa Kayak, ha una discreta accessibilit├á ed utilizzo dei suoi servizi, il pozzetto a terra ├Ę piccolo ed ├Ę posizionato al centro di un invaso di cemento mal messo, di lato in un muretto in mattoni le due fontanelle dell'acqua potabile con rubinetti filettati.

Apertura annuale, tempo massimo di permanenza 48 ore, i cani sono ammessi.
Il parcheggio pubblico ├Ę gratuito.

Punto sosta Arrone
Via delle Palombare - 05031 Arrone (TR)
Coordinate GPS: 42.586585, 12.766623 / 42┬░35'11.7"N 12┬░45'59.8"E

Arrone è un comune della provincia di Terni. Fa parte del club I borghi più belli d'Italia e Città dell'Olio.
Il territorio comunale di Arrone si estende a Nord-Est della Cascata delle Marmore, per circa 40 chilometri quadrati quasi completamente lungo la riva del fiume Nera. La zona collinare, ricca di verde, giunge ad affacciarsi sul lago di Piediluco. Confinante a Sud con Terni, ad Ovest con Montefranco, a Nord con Ferentillo, ad Est con Polino, ha una popolazione di circa 2.860 abitanti distribuiti nelle frazioni di Casteldilago, Palombare, Rosciano, Valleludra, Tripozzo, Vallecupa, Colle S.Angelo, Castiglioni e Buonacquisto.

Diviso in due nuclei, la parte più alta dell'abitato, detta "La Terra", ha conservato quasi intatta la struttura urbana dell'antico borgo fortificato medioevale, mentre la parte di Santa Maria si è sviluppata fuori dal nucleo storico.

Da visitare, oltre ai resti del Castello, la chiesa di San Giovanni Battista (XIV-XV secolo), dove sono conservati numerosi affreschi del XV secolo di scuola umbra, la chiesa di Santa Maria, con un bel portale del '400, all'interno conserva importanti affreschi di Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto (1516), nelle nicchie perimetrali affreschi e nell'abside sinistra pregevoli sculture in terracotta invetriata del '500.

Nei dintorni valgono una visita la chiesa di San Nicola, a Casteldilago , e il Santuario della Madonna dello Scoglio, su un'imponente roccia a strapiombo da cui si gode una vista spettacolare della Valle della Nera.

Immerso in un ambiente naturale incontaminato, il territorio comunale è inserito nell'area del Parco Fluviale del Nera, che offre varie possibilità: laboratorio didattico permanente grazie alle numerose attività guidate, dagli itinerari escursionistici ai percorsi di trekking. Ad Arrone è molto sviluppato il turismo sportivo, grazie agli sport praticabili nelle acque del Nera (canottaggio, rafting, torrentismo e canyoning) e all'arrampicata libera sulle pareti rocciose naturali.

Storia
Sul finire del IX secolo, un nobile romano di nome Arrone, si stabilì nella Valnerina e si impossessò di uno dei promontori rocciosi che vi si ergevano, costruendovi un castello fortificato, inizialmente in legno e poi ricostruito in muratura. Questo castello fu il primo nucleo del paese, che prese da lui il nome.

Il feudo della nobile famiglia Arrone giunse in seguito ad estendersi da Papigno a S. Pietro in Valle, da Miranda a Labbro, da Piediluco a Melaci e a Polino. Gli Arrone erano legati ai duchi di Spoleto, il cui dominio terminò nel 1198.

Agli inizi del XIII secolo gli Arroni persero progressivamente terre, autonomia e prestigio in favore del nuovo comune di Spoleto, a cui si assoggettarono nel 1229. Gli uomini di Arrone, allora, nel 1315, riscattarono tutto il territorio comunale dagli antichi signori e nel 1347 si costituirono in comune. Nel 1542 gli abitanti si dettero uno statuto e si fecero animatori della rivolta della Bassa Valnerina contro il sistema feudale spoletino (sec. XVII-XVIII). Arrone venne saccheggiato dai lanzichenecchi nel 1527 e dai francesi nel 1799.

Con la restaurazione del governo pontificio, furono aggregate ad Arrone come frazioni comunità fino a quel momento autonome.

Di grande interesse il castello di Arrone, la parte alta dell'abitato, che conserva l'impianto urbanistico medioevale, con le mura e i pittoreschi vicoli. Da visitare: il campanile civico, la torre “degli olivi”, la chiesa trecentesca di San Giovanni Battista con affreschi quattrocenteschi di scuola umbra, la cinquecentesca collegiata di Santa Maria e l'ex convento di San Francesco. Nella vicina frazione di Casteldilago sono notevoli la Chiesa di San Nicola, con affreschi di Giovanni di Pietro, detto "Lo Spagna", o di un suo allievo, e il Santuario della Madonna dello Scoglio Rotondo.

Chiesa di Santa Maria Assunta
La chiesa di Santa Maria Assunta è un edificio del culto cattolico costruito al principio del XV secolo fuori del castello di Arrone, in un quartiere di recente formazione che prese appunto il nome di "quartiere Santa Maria". La chiesa è a tre navate, separate da grandi arcate su pilastri ottagonali e terminanti in facciata su tre portali. Il portale centrale è datato 1493 e la sua lunetta è decorata con un affresco della Vergine e angeli. La facciata serve anche da campanile a vela.

L'abside centrale e l'arco sono stati affrescati nel 1515/1516 da Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto. Il tema iconografico è quello delle Storie della Vergine, lo stesso della cattedrale di Spoleto, la chiesa madre affrescata da Filippo Lippi. In basso la Dormizione di Maria e la Natività, nel catino "l'incoronazione della Vergine", assunta in cielo. Le absidi laterali, invece, contengono affreschi seicenteschi. L'abside sinistra, inoltre, contiene notevoli sculture in terracotta del XVI secolo

Altre significative opere d'arte contenute nell'edificio sono:
L'affresco della "Madonna del Rosario", posto nella navata destra e attribuito a Giuseppe Bastioni (1609);
La "Madonna col bambino e i Ss. Pietro e Giovanni Evangelista" del XVII secolo, attribuita a Francesco Cozza;
La predella di un trittico del 1487, opera del "Maestro di Arrone", ma non più esposto perché sottratto furtivamente nel 1971.

Castello di Arrone
La storia bimillenaria del borgo è testimoniata dal rinvenimento di un cippo in travertino, di una lastra marmorea con iscrizione presso la chiesa di san Lorenzo a Tripozzo, di una testa femminile in marmo risalente al II sec. a.C., di alcuni bronzetti e di un sigillo provenienti da un probabile santuario sulla cima del monte di Arrone. Stando comunque alle fonti documentative Arrone deriverebbe il suo nome dalla famiglia dei nobili Arroni, che secondo lo storico folignate Ludovico Iacobilli lo fondarono nel sec. IX d.C. Lo Iacobilli trasse queste notizie dagli archivi delle abbazie di Subiaco, Farfa e Ferentillo, il nome è comunque documentato nel sec. X con Giuseppe “Dominus Castri Arroni”.

Pare comunque che sul finire del sec. IX, un nobile romano di nome Arrone, legato al gastaldato di Rieti, spinto dalle devastazioni di Saraceni e Ungari, si inoltrò nella Valnerina, si impossessò di uno dei promontori rocciosi che vi si ergevano e vi costruì un castello fortificato, inizialmente in legno e poi ricostruito in muratura. Questo castello fu il primo nucleo del paese, che prese da lui il nome e successivamente si tramandò a tutta la sua stirpe. Il feudo in seguito giunse ad estendersi da Papigno a S. Pietro in Valle, da Miranda a Labbro, da Piediluco a Melaci e a Polino. Durante il XIII secolo gli Arroni persero progressivamente terre, autonomia e prestigio in favore di Spoleto.

Gli uomini di Arrone, allora, nel 1315, riscattarono tutto il territorio comunale dagli antichi signori, liberandosi dalla plurisecolare signoria dei “Domini Castri Arroni” e finalmente nel 1347 anche Arrone diventa Comune dotandosi di uno statuto (1542). Nel 1527 il territorio subisce il saccheggio delle truppe colonnesi provenienti dal “Sacco di Roma”. Nel 1799, con la restaurazione del governo pontificio, fu ancora il saccheggio e incendiato dalle truppe francesi, che puniscono crudelmente il paese per essersi ribellato e per essere stato animatore della rivolta della Bassa Valnerina contro il sistema feudale spoletino, e furono aggregate ad Arrone tutte le frazioni e comunità fino a quel momento autonome. Nel 1860 Arrone entra a far parte del Regno d’Italia e il suo primo sindaco fu il capitano garibaldino Gaetano Turchetti.

La parte alta dell’abitato conserva l’originale struttura medioevale, rispecchiando la struttura difensiva medievale con le Antiche Mura, e i tipici stretti e pittoreschi vicoli. L’abitato, infatti, è circondato da un sistema di torri e cinte murarie poste a difesa della strada che collegava la zona di Rieti con quella di Spoleto. Arrone è composto da due antichi nuclei abitativi e da un terzo molto più recente, periferico rispetto all’originario, dislocato nella parte pianeggiante lungo la strada per Polino.
I nuclei più antichi sono denominati “La Terra” e “Santa Maria“.

“La Terra” rappresenta di fatto l’insediamento primordiale, tanto da testimoniare ancora i caratteri di rocca difensiva grazie alla presenza del castello degli Arroni. Fra le sue mura custodisce la gotica chiesa di San Giovanni, nella cui abside poligonale si trovano preziosi affreschi quattrocenteschi con la suggestiva Crocifissione. Nei pressi della chiesa si trova la “Porta di San Giovanni“, che collega il borgo al quartiere medievale, caratterizzata da un arco a sesto acuto di tipica ispirazione gotica. Una grande torre a base quadrata, costruita durante la dominazione longobarda, serviva da avvistamento e ultimo baluardo di difesa e combattimento. Misura circa sette metri di lato e diciassette di altezza ed è ornata da una chioma di ulivo selvatico germogliato all’epoca della costruzione della torre.

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