Agriturismo La Fontana del Boschetto

Indirizzo:Via Aretina, Città di Castello (PG)

Contatti:

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Lungo la Via Aretina, precisamente sotto il cavalcavia della E45 e distante da Città del Castello un paio di chilometri e mezzo, trova locazione l'agriturismo La Fontana del Boschetto. Con la stessa distanza si trova il primo distributore di benzine, poco prima a un chilometr e mezzo il primo supermarket e la banca con bancomat. La posizione e anche comoda e non molto lontana dal centro della cittadina raggiungibile comodamente con il bus di linea, la pensilina si trova a circa 70 metri circa. Della proprietà fanno parte anche un hotel ristorante, Il Boschetto, distante 500 metri dall'agricampeggio.

Nessun problema per individuare l'ingresso dell'agriturismo, ci sono vistosi cartelli su i due lati dell'ingresso, una volta entrati l'ambiente è prettamente rurale ma con un tocco sfizioso dato da una fontana circolare, e dalla presenza interna di una balera o sala da ballo. Vicino e sul confine c'è la fattoria didattica e il maneggio.

Semplice e rustica la zona di sosta per camper e caravan con le 25 piazzole per la sosta temporanea sistemate ottimamente, un ampio piazzale in piano con fondo in erba e parzialmente ombreggiato con buona transitabilità interna, tutta l'area è illuminata la notte, è recintata, custodita ed anche video sorvegliata.

Oltre alla fornitura della corrente elettrica in piazzola, l'agriturismo La Fontana del Boschetto dispone di altri servizi, come i bagni uomo e donna ed anche per i disabili in monoblocchi di prefabbricato e le docce, lavelli e lavatoi, barbecue con pergolati per picnic e il camper service, tutti i servizi sono inclusi nella tarifffa giornaliera.

Il camper service è posizionato giustamente lontano dalle piazzole di sosta, anch'esso semplice e rustico ha un buona accessibilità, un ampio invaso in cemento con al centro un piccolo pozzetto di scarico e la relativa fontanella dell'acqua non potabile, invece per il carico dell'acqua potabile è presenta un'altra fontanella ma molto separata lungo la corsia interna, ottima per non creare attesa e code.

Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza, i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo tassativo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: Tutto incluso, € 15,00

Agriturismo La Fontana del Boschetto
Via Aretina 38 - 06012 Città di Castello (Perugia)
Tel. +39 075.8550295
www.ristoranteilboschetto.com
lebosch@tiscali.it
Coordinate GPS: 43.462898, 12.227304 / 43°27'46.4"N 12°13'38.3"E

Comune di Città di Castello 
Piazza Gabriotti 1 - 06012 Città di Castello (PG)
tel. +39 075.85291 - fax: +39 075.8529216
www.cittadicastello.pa.umbria.it
www.comune.citta-di-castello.perugia.it

U.R.P. - Sede Ufficio
Corso Cavour 5 - 06012 Città di Castello (PG)
tel +39 075.8529232 - fax: +39 075.8529314 - N° verde: 800869102

Terme di Fontecchio
Loc. Fontecchio 4 - 06012 Città di Castello (PG)
Tel. +39 075.862851 - Fax +39 075.8628521
Centro Benessere: Tel. +39 075.8628543
Ristorante Pizzeria Le Terme:
Tel +39 075.8628548 oppure +39 075.8520614
www.termedifontecchio.net

Museo del Duomo
Piazza Gabriotti 3/a - 06012 Città di Castello (PG)
Prenotazioni e fax +39 075.8554705
www.museoduomocdc.it

www.cittadicastellonline.it
www.cittadicastello.it

turismo.comune.perugia.it

www.provincia.perugia.it
www.provinciaperugia.net

www.turismo.regione.umbria.it
www.regione.umbria.it
www.itinerari.regioneumbria.eu
www.grandieventi.regioneumbria.eu
www.umbria-turismo.it
www.umbriaonline.com
www.assoguide.it
www.bellaumbria.net
www.umbriaearte.it
www.guideinumbria.com
www.frantoiaperti.net
www.paesaggi.regioneumbria.eu
www.turistainumbria.com
www.umbriatravel.com

Storia di Città di Castello

Umbri e Romani:
L'insediamento originario fu fondato dagli Umbri sulla riva sinistra del Tevere in prossimità del territorio assoggettato al controllo degli Etruschi; a partire dal III secolo a.C., a causa dell'espansione romana, la città fu federata di Roma e, successivamente, fu inserita nella Regio VI Umbria. 
Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 a.C. o 104 a.C., di cui non si conosce la collocazione.

Certamente, la gens Plinia possedeva vasti latifondi nelle vicinanze della città ed una villa è più volte ricordata dallo stesso Plinio il Giovane, nelle sue lettere; gli scavi operati dall'Università degli studi di Perugia in collaborazione con l'Università di Alicante, in località Colle Plinio nel comune di San Giustino, hanno permesso di individuare la collocazione della villa di Plinio il Giovane. 
La città fu chiamata Tifernum Tiberinum dai Romani, al fine di distinguerla dall'omonimo insediamento posto sul Metauro, Tifernum Metaurense, e sembra che assunse una discreta rilevanza visto che è citata anche da Plinio il Vecchio.

Non è possibile, però, ricostruire con certezza la struttura urbanistica della città romana; sicuramente, però, la parte più antica della città corrisponde alla zona sud, dove, nel quartiere denominato Mattonata, sono stati rinvenuti alcuni mosaici, resti di strutture idrauliche e una porzione di muro di quello che con ogni probabilità doveva essere un anfiteatro.

Medioevo:
Incerta è la datazione della diffusione del Cristianesimo, attribuita dalla tradizione a San Crescentino o Crescenziano, vissuto tra il III ed il IV secolo, che fu martirizzato a seguito di una condanna emessa proprio a Tifernum. Il primo vescovo di Tifernum Tiberinum, Eubodio, è documentato nell'anno 465.

Secondo la tradizione, la città fu distrutta nel VI secolo ad opera del goto Totila e successivamente ricostruita dal vescovo Florido, poi santificato e proclamato patrono della città. 
La città venne dunque conquistata dai Longobardi e denominata Castrum Felicitatis, per passare poi sotto il dominio dei Franchi prima e dello Stato della Chiesa poi.

Intorno al 1100 si organizzò in Comune e fu minacciata dalle pretese dell'Impero, dello Stato della Chiesa, di Firenze e di Perugia. 
Nella prima metà del 1200 fu denominata Civitas Castelli e, nonostante che le rivalità tra Guelfi e Ghibellini ne misero spesso in pericolo la libertà, poté ugualmente godere di prosperità. 
In questo periodo acquista indipendenza il borgo di Sansepolcro, sorto agli inizi dell'XI secolo attorno all'omonimo monastero nel contado di Città di Castello, e sviluppatosi in comune autonomo tra i secoli XII e XIII.

Sul piano amministrativo la collocazione della città rimane piuttosto indefinita. 
Pur inserita nelle terre della Chiesa dall'VIII secolo, ancora nel 1312 viene rivendicata dall'imperatore Enrico VII come facente parte dell'impero, insieme alla vicina, e "figlia", Sansepolcro.

Nello Stato della Chiesa:
Nel 1306 si iniziò a costruire la chiesa dei Servi di Maria, poi chiamata di Santa Maria delle Grazie, divenuta nel tempo santuario mariano cittadino. 
Nella seconda metà del XIV secolo divenne maggiore l'influenza esercitata da Perugia, finché nel 1367 fu ricondotta sotto lo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz. 
Nel successivo anno 1368, Brancaleone Guelfucci sollevò la cittadinanza ed insorse; tuttavia, il popolo tifernate riacquistò la libertà solo nel 1375, grazie all'intervento dei fiorentini.

Nel 1422 papa Martino V affidò la città al condottiero Braccio Fortebraccio da Montone, la cui famiglia detenne il dominio fino al 1440, anno in cui iniziarono le lotte per la conquista del potere tra varie famiglie, tra le quali i Vitelli, i Fucci e i Tartarini.

Inizialmente si assistette ad un'Oligarchia formata da Vitelli, Giustini e Fucci, per passare poi al dominio dei soli Vitelli, i quali uccisero i Fucci e fecero scappare i Giustini.

Successivamente, seguirono periodi di forti rivalità che videro anche il coinvolgimento di papa Sisto IV ed un lungo assedio alla città capeggiata da Niccolò Vitelli. 
Tuttavia, a seguito di alterne vicende, il dominio fu definitivamente preso dai Vitelli che posero a capo della città Paolo Vitelli e Vitellozzo Vitelli.

Quest'ultimo, come noto, fu ucciso da Cesare Borgia, detto il Valentino, nella congiura di Senigallia (1502). 
Il Valentino si proclamò duca della città e mantenne il dominio per tutto il pontificato di papa Alessandro VI.
Successivamente, fino alla fine del XVIII secolo, la città fu assoggettata allo Stato della Chiesa, che concedette però la reggenza ad un governatore alle dipendenze della consulta romana. 

La famiglia Vitelli, nelle alterne vicende del XV e XVI secolo, incise notevolmente nello sviluppo economico e nell'importanza politica della città. 
Famiglia di mecenati e condottieri, molto legati ai Medici di Firenze, abbellirono Città di Castello con molti palazzi nei quali furono chiamati a lavorare i maggiori artisti del Rinascimento, primi fra tutti Raffaello Sanzio e Luca Signorelli.

Dal Risorgimento in poi:
Il 12 gennaio 1798 fecero il loro ingresso in città i soldati della Repubblica Cisalpina, che proclamarono la repubblica, ma solo il 5 maggio successivo le truppe francesi non furono in grado di sedare una rivolta partita dalle campagne e di spiccata tendenza antirepubblicana. 
L'ordine fu riportato il 18 giugno 1799, quando la città fu occupata dagli austriaci per volere del Papa.

Nel 1817 il territorio del comune di Città di Castello fu decurtato delle frazioni di Montecastelli, Niccone e Verna, nella parte meridionale, che passarono al comune di Umbertide. 
Nel 1827 dal territorio comunale furono staccati anche i territori dei nuovi comuni di San Giustino e Pietralunga.

La città riottenne nuovamente la libertà la sera dell'11 febbraio 1849 e l'11 settembre 1860 entrò nello Stato Italiano, seguendone da questo momento le vicende storiche.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, il rettore del locale Seminario, don Beniamino Schivo, si segnalò per la sua coraggiosa opera umanitaria a favore dei civili, dei profughi e dei perseguitati. 

A lui deve la vita anche una famiglia di ebrei tedeschi che fu accolta, nascosta e protetta dalla deportazione fino alla Liberazione. Per questo suo impegno di solidarietà, l'8 giugno 1986, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Schivo l'alta onorificenza dei "Giusti tra le nazioni". 

Fra gli altri, trovò rifugio nel periodo delle persecuzioni anche Elio Toaff divenuto poi rabbino capo della comunità ebraica di Roma e nominato cittadino onorario tifernate nel 1999.

Città di Castello fu liberata il 22 luglio 1944.

Nella seconda metà del XX secolo si è verificato un consistente aumento demografico, dovuto anche all'immigrazione dalle vicine Marche e Toscana, che ha portato il Comune di Città di Castello a essere il quarto comune dell'Umbria per numero di abitanti. 

A partire dagli anni sessanta, la città ha conosciuto un significativo mutamento del tessuto economico, e lo sviluppo industriale, specie nel settore grafico, meccanico, tessile e della ceramica ha cambiato profondamente il volto della città. 
Particolarmente sviluppato è il settore grafico, del mobile e del packaging. 

Negli ultimi anni si è avuto anche un forte sviluppo di molte aziende di servizi, specie nel settore della educazione e formazione a distanza.

La Torre Civica, chiamata dai tifernati "Torre del Vescovo", oggi pendente, aveva una gemella, posizionata a pochi metri di distanza, demolita da tempo.

Il Municipio o Palazzo del Comune (detto anche Palazzo dei Priori), costruito dal 1322 al 1338, è opera di Angelo da Orvieto.

Palazzo Vitelli alla Cannoniera, così chiamato perché sul luogo sorgeva un deposito (o una fonderia) di cannoni, è uno dei cinque Palazzi che la famiglia Vitelli eresse a Città di Castello tra la fine del ‘400 e la seconda metà del ‘500. 
E' sede della Pinacoteca (seconda in Umbria, per importanza di opere custodite, alla sola Galleria Nazionale di Perugia) che conserva lavori, tra l'altro, di Luca Signorelli e Raffaello.

Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, testimonianza della grandezza rinascimentale della città e della potenza della dinastia tifernate dei Vitelli all'epoca delle Signorie. 
L'intero complesso (composto dal Palazzo, parco con ninfeo e chiuso dalla Palazzina Vitelli) è bisognoso di restauri nel parco e nelle mura perimetrali.

Palazzo Albizzini, collezione Burri: esempio di architettura rinascimentale, di derivazione toscana (fine ’400), dal 1981 Palazzo Albizzini è sede della prestigiosa Collezione delle opere che Alberto Burri ha donato alla città.
La Collezione Burri è la più ricca e organica raccolta dell'opera dell'artista del '900 (si completa con la seconda sede espositiva degli Ex Seccatoi Tabacchi, che contiene le opere di grande dimensione).

Duomo, dal caratteristico campanile cilindrico.

Chiesa di San Francesco. Chiesa trecentesca, modificata internamente in stile barocco. Qui viene conservata una copia dello “Sposalizio della Vergine”, che Raffaello dipinse nel 1504, portato via dalle truppe napoleoniche nel 1798, oggi alla Brera di Milano. 
Da segnalare la Cappella Vitelli, su progetto del Vasari.

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