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Area sosta Cannara

Indirizzo:Via della Resistenza, Cannara (PG)

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Ampio, soleggiato, vicinissimo alle mura e al centro del paese, il parcheggio per gli autocaravan è adiacente agli impianti sportivi con il palazzetto dello sport e al parco verde pubblico attrezzato. Il piazzale per la sosta notturna è distante dal centro del borgo umbro poco meno di cinquecento metri circa, molto prima i negozi di alimentari ed altre attività commerciali, primo distributore di benzine a meno di un chilometro. Inoltre Cannara è distante 10 chilometri circa da Assisi,

Il punto sosta attrezzato di Cannara è il classico esempio di parcheggio pubblico multi funzione, cioè utilizzabile anche da altre utenze della strada, ma segnalato come idoneo alla sosta degli autocaravan. Il parcheggio possiede pochi servizi, tra cui l'illuminazione notturna da lampioni pubblici, il classico fondo asfaltato e il camper service. Di fronte al parcheggio è presente l'ingresso alla bellissima area verde con il parco giochi per i bambini.
Essendo un parcheggio pubblico non è quantificabile il numero degli stalli per la sosta.

La zona dedicata alle operazioni di carico e scarico delle acque reflue è invece posizionata sul lato opposto del parco pubblico, anche se dimostra l'uso intenso degli anni, il camper service è segnalato sulla pavimentazione e da cartellonistica verticale autorizzata. Semplice, rustico è un progetto che risente degli anni, infatti il pozzetto di scarico a terra anche per le cassette estraibili ne è l'esempio, piccolo ma utilizzabile, su lato c'è la fontanella dell'acqua potabile in una colonnina in mattoni. Buona l'accessibilità scarso invece l'utilizzo del pozzetto di scarico.

Apertura annuale, tempo massimo di permanenza 72 ore, i cani sono ammessi.
Il parcheggio è gratuito.

Area sosta Cannara
Via della Resistenza - 06033 Cannara (PG)
C/o impianti sportivi e Parco pubblico
Coordinate GPS: 42.992518, 12.577971 / 42¬į59'33.1"N 12¬į34'40.7"E

Cannara è un comune della provincia di Perugia in Umbria. Cannara sorge sulla riva sinistra del fiume Topino ed è situata quasi al centro della Valle Umbra. Fa parte della Regione agraria n. 7 - Colline di Perugia e della Comunità montana dei Monti Martani, Serano e Subasio.

Un po' di Storia

Le due succinte presentazioni, pubblicate da Giuseppe Bianconi in Cannara del 1865 e da Giulio Baldaccini in Condizioni Agricole ed Economiche del territorio di Cannara del 1882, contengono due fondamentali considerazioni: la prima relativa alla favorevole condizione oro-idrografica di Cannara, determinante per le origini stesse del borgo, la seconda inerente la sua centralità nella valle umbra, che ben si esplica nella dipendenza, seppure sotto tre diversi profili, da Foligno, Spello ed Assisi.

Queste due ragioni hanno determinato e, potremmo dire, condizionato le sorti del borgo sin dalle sue origini. Secondo una tradizione locale Cannara sarebbe stata fondata dal conte di parte guelfa Valerio Ranieri, che nel 1162, in occasione della terza discesa del Barbarossa in Italia, avrebbe lasciato Perugia per rifugiarsi insieme ad altri nobili in questi luoghi paludosi. La base "leggendaria" del racconto, determinata forse dalla necessità di nobilitarne le origini, si inserisce tuttavia in un circostanziato contesto, poiché è nel corso del XII secolo che Cannara inizia ad avere un organico sviluppo urbanistico-economico ed una rilevanza nelle vicende storiche della media valle umbra.

La sua genesi va invece sicuramente ricondotta alla bonifica delle paludi avviata da Teodorico nel 545 e portata avanti dai monaci, che, stanziatisi tra il fiume Timia (Topino) e il torrente Rapace, capaci di garantire una difesa naturale, avviarono sistematicamente l'opera di risanamento, coadiuvati nell'impresa dalle popolazioni circostanti.

Nel 1085 una Ecclesia Sancte Marie in Rivo dipende dall'importante abazia di Sant'Angelo di Limigiano nei pressi di Bevagna. Si tratta, come ha puntualizzato lo storico Mario Sensi (1967, p.82 e 85), di Sancte Marie in Cannaio, la chiesa cui Lucio III nel 1184 concede dei privilegi. Lo stesso pontefice, con un breve del 1187 (Bizzozero 1976, p.22), pone sotto la protezione della Sede Apostolica Santa Maria di Cannaia, San Sebastiano entro lo stesso castello e le terre di sua pertinenza. Alla fine del XII secolo quindi Cannara ha già una entità urbana ben definita, sebbene soltanto nel 1211 è attestata la dizione in territorioCannarie a comprovare "la raggiunta configurazione spaziale dell'insediamento" (Bettoni-Turrioni 1990, s.p.). La sua estensione territoriale risulta tuttavia assai limitata, poiché nel 1160 Federico Barbarossa pone il confine con Assisi ad rivum de Cruce (Cristofani ed.1902, p.46) cioè in prossimità del monastero benedettino di Santa Croce del Timia, a ridosso dell'odierna Cannara.

Quando vi si stanziano nel 1170 i fuoriusciti perugini guidati da Valerio Ranieri trovano di fatto un borgo in progressivo sviluppo, naturalmente difeso da due corsi d'acqua e circondato da terre fertili, faticosamente strappate alle paludi. La sua posizione strategica tra Bettona, Assisi e Bevagna, spinge nel 1219 il ghibellino Napoleone di Ranaldo Trinci, signore di Foligno e Nocera, a impossessarsene, facendone un munito avamposto per altre conquiste territoriali. Nel corso del XIII secolo il tessuto cittadino, cinto da mura e torri merlate, acquista una precisa fisionomia, dominato dai campanili delle chiese di Santa Maria, di San Sebastiano e di San Biagio, documentata dal 1244. Ad esse si aggiungono le chiese di San Giovanni Battista e di San Francesco, il monastero delle clarisse presso San Sebastiano, il piccolo oratorio del Terz' Ordine. Nel secolo successivo le Rationes decimarum (1333-1334) attestano anche l'esistenza delle chiese di San Matteo, di San Pietro, di Santa Repleta distribuite nei terzieri che presero il nome dalle tre porte che immettevano nel borgo: Santa Maria, San Matteo e San Giovanni.

Per ragioni di confine dal 1276 Cannara è gravata dalla pressione sempre più forte della vicina e potente Assisi. Ciò consente alla guelfa Perugia, desiderosa di arginare l'espansionismo assisiate aprendosi un varco nella valle, di intervenire a sostegno della piccola comunità, costringendo nel 1291 gli assisani a rompere l'assedio cui la sottopongono. Tale vicenda decreta l'ingresso di Cannara nella sfera di influenza perugina, sancita dall'annuale dono di un palio di seta in occasione della festa di Sant'Ercolano e dalla facoltà di avvalersi di uno stemma con il grifo rampante, emblema di Perugia, che stringe tra le branche una canna. Ciò non impedisce al piccolo comune di mantenere autonome magistrature documentate dal 1297.

Nel 1326 il ghibellino Muzio di ser Francesco, impadronitosi nel 1319 del governo di Assisi, riuscendo a fuggire dalla città, nonostante il feroce assedio dei perugini, assale Cannara, dove questi ultimi avevano posto un forte presidio, sottoponendola a ruberie e stragi. Nel 1369 la stessa ferma fedeltà a Perugia spinge Cannara a non prestare atto di sottomissione ai legati pontifici, incaricati dal cardinale Egidio di Albornoz di riorganizzare le terre della Chiesa. L'atto le costerà gravi ritorsioni e l'imposizione di un governatore nella persona del mercenario Giorgello Borgognone, che i perugini cacceranno con le armi nel 1376. L'anno seguente anche il piccolo comune di Collemancio fa spontaneamente atto di sottomissione alla potente città guelfa.

Chiesa di San Biagio
E' documentata sin dal 1244, quando i monaci di San Benedetto del Subasio l'annoveravano tra i loro possedimenti. La facciata è un tipico esempio di tardo romanico umbro, costruita in conci di pietra bianca e rosa. L'interno è costituito da un unico ambiente coperto da una volta a quattro vele separate da robusti costoloni. Sull'altare maggiore è esposta la tela tardo cinquecentesca raffigurante la Trinità con san Lorenzo e san Benedetto da Norcia, san Biagio e il beato Lorenzo Giustiniani.

Chiesa parrocchiale di San Matteo
Di origine trecentesca, è stata trasformata nella sua forma attuale negli anni 1788 - 1793, secondo il progetto dell'architetto assisiate Giuseppe Brizi. Il campanile a guglia, parzialmente crollato dopo il terremoto del 1832, fu ricostruito con l'attuale calotta terminale dall'ing. Domenico Martinangeli di Cannara nel 1860. All'interno è esposta un'interessante tavola di Nicolò di Liberatore, detto l'Alunno, raffigurante la Madonna in trono con Gesù Bambino tra san Francesco d'Assisi e san Matteo evangelista.

Chiesa di San Sebastiano (sconsacrata e oggi Auditorium comunale)
Documentata sin dal 1184 mentre il campanile risale al XVIII secolo. Degli arredi originali non restano che i gradevoli stucchi alle pareti, imbiancate nel 1976 con un maldestro intervento a tempera. Il restauro, in occasione dell'inaugurazione come auditorium nel 2008, ha riportato alla luce i colori originali delle volte e dell'altare maggiore, dove è stato rinvenuto un affresco raffigurante il castello di Cannara.

Chiesa di San Giovanni Battista
Documentata sin dal 1333, è stata trasformata nell'attuale prospetto a capanna presumibilmente nei lavori del 1584. Nella facciata si apre un semplice portale, con ante in legno della fine del XVI secolo. Nel settecentesco altare maggiore, fiancheggiato dalle coeve statue in gesso di san Liberio a destra e san Rufino a sinistra, è esposta la bella tavola dipinta a tempera raffigurante la Madonna con Gesù Bambino tra san Giovanni Battista e san Sebastiano, eseguita nel 1482 dal pittore Nicolò di Liberatore, detto l'Alunno, e da suo figlio Lattanzio.

Chiesa di San Francesco
Eretta fra Quattrocento e Cinquecento, fu dedicata al Santo di Assisi che, secondo la tradizione, proprio a Cannara avrebbe ideato il Terz'ordine francescano e fatto la celeberrima Predica agli uccelli in località Piandarca. Sull'altare maggiore, con bella mostra in legno e stucco, è posta un'interessante tela del primo quarto del XVII secolo raffigurante la Vestizione di una donna del Terz'ordine. L'altare è fiancheggiato da due nicchie. In quella di destra è posta la statua di San Francesco (1660) mentre in quella di sinistra è collocata una Santa Elisabetta (XIX secolo).

Chiesa della Buona Morte (ovvero delle Sacre Stimmate di San Francesco)
E' la trasformazione, avvenuta nei secoli, del piccolo oratorio in cui san Francesco d'Assisi, secondo la tradizione, concesse il primo abito del Terz'ordine francescano al beato Lucio Modestini di Cannara. Nel semplice prospetto tardo cinquecentesco, di recente restauro (primi anni del novecento), è murata una lapide che ricorda la fondazione del Terz'Ordine. Nel primo altare di sinistra è venerata la Madonna Nera di Loreto raffigurata nel prezioso simulacro in legno di pioppo (restaurato nel 2005) che per un certo tempo nella Santa Casa di Loreto sostituì l'originale, trafugato in Francia dalle truppe napoleoniche nel 1797..

Palazzo Majolica Landrini
All'interno è visibile un tugurio in cui san Francesco d'Assisi dimorava durante le sue visite a Cannara.

Piandarca
E' una località del comune di Cannara dove, secondo la tradizione, ebbe luogo la famosa predica agli uccelli di san Francesco d'Assisi. Il punto dove avvenne il miracolo è segnalato da una pietra sita lungo l'antica strada che congiungeva il castello di Cannara a quello di Bevagna in un'area ancora oggi incontaminata, raggiungibile attraverso un sentiero che inizia appena fuori il paese e si snoda attraverso i campi. Nei pressi della pietra e lungo l'attuale strada che conduce a Bevagna (la SP 403) è stata edificata nel 1926 anche una piccola edicola a ricordo dell'avvenimento. Nella nicchia dell'edicola è raffigurato san Francesco in mezzo a due alberi con una rondine sulla spalla sinistra opera del pittore Castore Vignaroli; mentre la cornice in ceramica intorno all'affresco è dello scultore cannarese Bruno Bini.

Musei e teatri

Museo Città di Cannara
Inaugurato il 30 maggio 2009 ospita per lo più reperti rinvenuti negli scavi archeologici della vicina frazione di Collemancio riguardanti un insediamento romano denominato "Urvinum Hortense". Fra i numerosi ritrovamenti esposti il più importante è senza dubbio il mosaico a soggetto nilotico di 65 metri quadrati appartenente alle terme di Urvinum Hortense e riportato alla luce nel 1932 dal Prof. Giovanni Bizzozzero, uno fra i primi lungimiranti studiosi ad intraprendere la campagna di scavi a Collemancio. Nel museo è allestita anche una sala dedicata alla storia della banda musicale di Cannara.

Teatro Ettore Thesorieri
Edificato nel 1767, fu chiamato inizialmente Teatro del Leone, perché sul sipario era dipinto un leone seduto sopra un pilastro. Aveva due ordini di palchi in legno sostenuti da robuste colonne che arrivavano fino al soffitto. Venne restaurato nel 1780 dal decoratore perugino Valentino Carattoli e successivamente divenne Teatro comunale. Nel 1901 venne intitolato dal Consiglio municipale a Ettore Thesorieri assieme alla via adiacente. È stato trasformato nella sua forma attuale alla fine degli anni settanta.

Eventi

Festa di sant'Antonio abate, patrono degli animali si celebra a gennaio la domenica successiva al giorno 17. Tutti portano le proprie bestie che vengono solennemente benedette in piazza Marconi, sul sagrato delle chiese di San Francesco e San Giovanni Battista. Qui i membri della confraternita di Sant'Antonio distribuiscono vino, salsicce, arance, pane e rocce conditi da anice e uva passa.

Festa di san Biagio, si festeggia il 3 febbraio. Il programma dei festeggiamenti civili si conclude in piazza Garibaldi (già del Grano) con giochi popolari di abilità, consistenti nella corsa con i sacchi o nel rompere con un bastone, e bendati, delle brocche appese fra le case che si affacciano sulla piazza. Sin dal giorno prima è usanza far rotolare, quanto più a lungo possibile, forme di formaggio per le vie del centro storico secondo una tradizione già attestata nel XVI secolo col nome di Ruzzolone.

Processione del Cristo Morto, si svolge il Venerdì Santo per le vie del paese illuminate solo dal tenue bagliore delle fiaccole. Crociferi, penitenti incappucciati o incatenati accompagnano, insieme ai membri di tutte le confraternite, il catafalco con il simulacro del Cristo Morto: una statua quattrocentesca con le braccia snodabili che, per la processione, viene deposta dalla croce e adagiata, richiudendo gli arti superiori, sul letto funebre. Durante l'anno la singolare opera è custodita nella chiesa della Buona Morte.

La rinchinata, si tiene il giorno di Pasqua. Due processioni distinte accompagnano rispettivamente l'uscita della statua del Cristo Risorto da san Matteo e quella della Vergine da san Biagio. Sul sagrato della parrocchiale si incontrano e avviene l'inchino dei due simulacri che deve compiersi in perfetto sincronismo, sorretti dai membri delle confraternite. Dalla riuscita del rito si traggono tuttora auspici per il raccolto estivo. È usuale, da qualche anno, associare a questo rito religioso anche la festa della Vernaccia di Cannara un vino locale ottenuto dall'uva passita da degustare per le vie del paese insieme a torte di formaggio, salumi e dolci di uvetta e canditi.

L'Infiorata, è la manifestazione più importante dell'anno dopo la festa della cipolla. Si svolge il giorno del Corpus Domini e la notte precedente serve per allestire lungo le vie del paese splendidi tappeti floreali, destinati ad ospitare il passaggio del sacerdote in processione con il Santissimo Sacramento: solo a lui è consentito calpestarli. L'infiorata è realizzata con il concorso di tutta la popolazione cannarese che partecipa alle lunghe fasi preparatorie consistenti nella raccolta e nella scelta dei fiori necessari a creare i variopinti tappeti, ispirati nelle raffigurazioni a temi religiosi o di attualità, comunque legati alla solennità della festa.

Festa della cipolla, è la manifestazione più importante di tutto l'anno oltre che l'evento clou del settembre cannarese che alterna per tutto il mese esposizioni d'arte e fotografiche, momenti di teatro, musica, folclore, alle tradizionali celebrazioni liturgiche in onore del patrono san Matteo (21 settembre). La festa della cipolla ha lo scopo di valorizzare questo importante prodotto locale che viene cucinato in numerosi modi ed offerto alla degustazione del pubblico in sei stand gastronomici, allestiti nelle varie piazze cittadine. Le cipolle, assieme ad altri prodotti tipici, sono anche vendute nelle caratteristiche trecce dai numerosi mercanti ambulanti.

I Focaracci, sono grandi falò che vengono incendiati lungo il fiume Topino la sera del 5 dicembre in occasione della festività di san Nicola da Bari che, secondo tradizione, durante la notte porta doni ai bambini maschi.

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