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Area Camper Villa Pisani - Patti

Indirizzo:Via Mustazzo, Patti (ME)

Contatti: Info: +39 327.5456304 - www.campervillapisani.it

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Finalmente i camperisti hanno una grande ed economica opportunità, grandi spazi, il mare a poche decine di metri, con numerosi alberi secolari, ben quattro zone picnic e/o di spazio conviviale, e soprattutto con la possibilità di aprire il tendalino e fare turismo all'aria aperta.

Area Sosta Camper Villa Pisani di Patti, in sicilia, dista dall'uscita dal casello autostradale A20 poco meno di 3,5 km., a circa 100 metri dal mare e nel raggio di poche centinaia di metri da negozi di alimentari, farmacia, bar tabacchi, sportello bancomat ed altro. La spiaggia di Patti è a poche decine di metri dal cancello pedonale ed è in fine ghiaietto, il molo d'attracco della motonave della Tarnav che effettua mini crociere per le isole Eolie, dista circa 200 metri.

Molto ampia, può ospitare comodamente circa un centinaio di veicoli ricreativi, il terreno in piano è su fondo in terra battuta e ghiaia ha l'illuminazione notturna, varie fontanelle dell'acqua potabile ed è scarsamente ombreggiata. Tutta la proprietà privata è recintata e custodita, oltre al passaggio pedonale c'è l'ingresso e l'uscita in un unica soluzione con cancello e la reception, semplice e rustica.
Al suo interno, mantenendo la sua peculirità di rusticità, c'è la zona con chiosco bar per momenti conviviali attrezzato con tavolini e sedie, le docce fredde, un lavello per stoviglie, la zona è di primissima periferia ed è tranquilla e poco rumorosa.

Le piazzole hanno gli allacciamenti alla rete elettrica, √® possibile fare campeggio anche se non lo √®, aprire i tendalini e disporsi comodamente all'ombra con i propri tavolini e sedie, la struttura ricettiva dispone di un singolare stallo per lo scarico delle acque reflue e nere; √® un pozzetto carrabile senza griglia disposto per lungo in un invaso di cemento, forse troppo vicino alle docce, e possiede la sua semplice fontanella dell'acqua per la pulizia dello stesso, ancora pi√Ļ singolare √® la tramoggia per lo svuotamento delle cassette wc estraibili, un tubo in plastica per√≤ rivestito in pietra, oltre che particolare √® funzionale e ha l'altezza giusta.

Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza, i cani sono ammessi ma sotto la responsabilità del proprio padrone e con l'obbligo della raccolta delle deiezioni canine.
Tariffe giornaliere: Vedi contatti

Area Sosta Camper Villa Pisani - Patti
Via Mustazzo - 98066 Patti (ME)
Info: +39 327.5456304
www.campervillapisani.it
Coordinate GPS: 38.155113, 14.964120 / 38¬į09'18.4"N 14¬į57'50.8"E

Come raggiungere l'area camper
Uscita di Patti marina, direzione Palermo, ultime case lato monte, segnalato da cartellonistica, sulla SS 113 Palermo-Messina

Comune di Patti
Piazza Scaffiddi - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.246111 - Fax +39 0941.240623
www.comune.patti.me.it


Ufficio Informazioni Turismo di Tindari
Via Teatro Greco, 15 - Località Tindari - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.369184 - Fax +39 0941.369184
aastpatti@katamail.com


Villa Romana di Patti
Via Giovanni XXIII 2 - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.361593


Area archeologica Teatro antico e Antiquarium di Tindari
Via del Teatro Greco - Località Tindari - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.369023


Farmacia Giorgianni di Angela Maria Giorgianni
Case Nuove Russo-Paesana Km. 74,500
(località: Paesana) - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.317711;


Farmacia Gugliotta Girolamo
Via XX Settembre, 44/46 - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.21127;


Farmacia Paratore Martino Snc
Via Trieste, 28/D - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.21118;


Farmacia Tripodo Vincenzo
Via Filippo Zuccarello, 26 - 98066 Patti (ME)
Tel. +39 0941.361020;


www.golfodipatti.it
www.pattionline.it


messina.goturismo.it
www.messina-sicilia.it
www.eolie.me.it
www.guidemessina.it
www.provincia.messina.it
www.siciliaorientale.com
www.vulcanovacanze.it

www.guidasicilia.it

www.trinacria-accommodation.com
www.guidasicilia.it
www.sicilia.info
www.labellasicilia.it
www.agriturismo-sicilia.it
www.regione.sicilia.it
pti.regione.sicilia.it

Patti è un comune della Città metropolitana di Messina in Sicilia.
E, per posizione geografica, storia, popolazione e indotto economico-turistico uno dei maggiori centri della fascia tirrenica messinese. Situato su una doppia collina a ridosso del mar Tirreno, Patti si trova al centro dell'omonimo golfo che va da capo Milazzo a capo Calavà. È il quarto comune più importante e popoloso della provincia di Messina, dopo il capoluogo e i centri di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo ed è uno dei principali poli del comprensorio dei Nebrodi, insieme a Sant'Agata di Militello e Capo d'Orlando.
La città, oltre a essere sede storica di numerose istituzioni, uffici amministrativi e servizi e d'interesse pubblico, è anche sede vescovile della diocesi di Patti, una delle più antiche di Sicilia, che comprende i 41 comuni dell'area nebroidea da Oliveri a Tusa. Il comune di Patti fa parte del Consorzio Intercomunale Tindari-Nebrodi.


L'origine e la storia di Patti sono strettamente legate alla decadenza dell'antica città greco-romana di Tindari, oggi sua frazione e uno dei più importanti siti archeologici e devozionali della Sicilia. La fisionomia del centro abitato si presenta molto sviluppata con un grande centro storico arroccato sulla collina intorno alla Cattedrale, al palazzo vescovile, al seminario e agli altri palazzi storici, che digrada verso la costa fino al suo borgo marinaro detto Marina di Patti (oggi completamente integrato nel tessuto urbano).


Storia


(LA)
« Tyndarium et Pactarum urbs nobilissima et magnanima »


(IT)
« Tindari e Patti città nobilissima e magnanima »


(titoli concessi alla città dal re Alfonso d'Aragona)


Le prime notizie storiche che testimoniano l'esistenza della città di Patti risalgono al 1094, quando il gran conte Ruggero I di Sicilia fondava in Patti il monastero benedettino del SS. Salvatore. È probabile, tuttavia, vista la presenza di varie necropoli e della villa di Patti Marina, di epoca romana, che le origini del centro siano più remote; molti studiosi sono concordi nel ritenere che Patti sia stata fondata o comunque ampliata e popolata, dagli abitanti di Tindari, che abbandonarono la loro città a seguito di frane ed altri eventi calamitosi.
La recente scoperta della necropoli a grotticelle in c,da Monte e la presenza di resti di frequentazione, fanno ipotizzare che il primo nucleo abitato sia sorto proprio intorno all' VIII- X sec. a C. in quella località. Successivamente, forse a seguito dell'aumento della popolazione o alla mancanza di acqua, gli abitanti si siano progressivamente spostati sulle colline di fronte dando vita fra i gli attuali torrenti Provvidenza e Acquafico (attuale quartiere Polline da Policne). La presenza di altri reperti di origine Ellenica scoperti sui monti Russo e Perrera, fanno immaginare l'esistenza di un insediamento a guardia di un impianto portuale molto probabilmente in quella che allora era la foce navigabile del Timetus dei Romani.


Nel 1131 fu eretta la diocesi di Patti e Lipari; solo nel 1399 le due sedi si separeranno dando origine a due diocesi distinte. Il centro si sviluppò ed assunse sempre una maggiore importanza economica ed amministrativa in tutto il territorio dei Nebrodi, altrimenti non si giustificherebbe la sosta che la salma di Federico II di Svevia, morto in Puglia, fece nella cattedrale di Patti prima di essere seppellito a Palermo.


Il nobile Antonino Natoli, Barone di Messina e familiare di Re Carlo I d'Angiò, marito di Francesca, figlia di Girolamo d'Amato, i cui figli furono Simone e Gerardo Natoli fu il proprietario del castello della città di Patti fin dalla prima metà del 1300.


Nella prima metà del XIV secolo è fondato il convento di San Francesco (la tradizione vuole che fu Sant'Antonio da Padova a posare la prima pietra). Fu una delle 42 città demaniali siciliane, dipendente direttamente dalla corona e non da signori locali, e dei giurati curavano i rapporti tra i cittadini ed il Re; ciò portò all'ottenimento di numerosi privilegi fiscali ed amministrativi.


Nel 1355 Ludovico d'Aragona re di Sicilia affida a Vinciguerra d'Aragona la città in veste di capitano di guerra coadiuvato da Guglielmo Rosso e Corrado Spadafora, posizione ricoperta dopo la morte del sovrano, dal mese di dicembre fino al mese di dicembre del 1356. Nel 1359 regnante Federico IV d'Aragona al nobile Vinciguerra d'Aragona risultano assegnati i possedimenti e il castello di Adelasia, il castello di Tindaro di Tindari.


Un Antonino Natoli, castellano della città di Patti, fu il figlio del Magnifico Gio Matteo di Patti, ovvero Giovanni Matteo Natoli (Ioannem Matteum de Natoli), figlio di Antonino, fu un nobile messinese a cui venne concesso il Cingolo Militare con il titolo di Cavaliere da parte di Carlo V, e venne poi nominato Cavaliere del Sacro Romano Impero, a proprie spese nel 1523 il 4 maggio 1523 armò due galee. per fronteggiare nel mar Adriatico, i nemici che attaccavano il Vaticano, fu ambasciatore a Venezia e partecipò a tutte le battaglie del suo secolo, da Tunisi a La Goletta morendo a S.Angelo.


Antonino Natoli, fu chiamato "il Pattese", nato nel 1539 a Messina da una famiglia dell'alta nobiltà, visse a lungo a Patti ed entrò nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco riformato, facendo voto di povertà cambiò il suo nome in Antonino da Piraino ma meglio noto come d"Antonino da Patti", pubblicò il “Viridarium concionatorum", e altre importanti opere, tra cui "La via sicura al cielo".
Fu "Visitatore Apostolico" nel 1596 su mandato diretto di Papa Giulio III, da cui fu dichiarato in seguito Venerabile, fu autore di diversi miracoli sui malati e sepolto a Roma in odore di santità. Nel 1544 Patti fu attaccata e saccheggiata dal pirata algerino Ariadeno Barbarossa; gli abitanti, che riuscirono a fuggire nelle campagne circostanti, al loro ritorno trovarono una città incendiata e depredata. Ricostruita con mura più possenti, tornò a ripopolarsi e a crescere rapidamente, anche a seguito dell'istituzione e costruzione del Seminario, voluto dal Concilio di Trento, che rappresentò l'unico centro di formazione culturale superiore per la parte occidentale della Val Demone (attuale provincia di Messina) sino alla fine del XIX secolo.


Patti divenne capoluogo di distretto per tutta la zona dei Nebrodi durante il Regno delle Due Sicilie e con la nascita del Regno d'Italia assurse a capoluogo di circondario e vennero istituiti il Tribunale, il carcere, la compagnia Carabinieri, il regio Ginnasio e altre scuole ed uffici governativi comprensoriali; vennero costruiti un teatro, un nuovo ospedale e la villa comunale Umberto I. L'economia, molto florida fino alla seconda guerra mondiale, era basata sul settore agricolo, commerciale, sulla pesca e soprattutto sull'industria delle ceramiche, esportate via mare in tutto il mondo occidentale.


La cittadina è rimasta arroccata sino alla fine dell'Ottocento sulla collina circondata dalle antiche mura; solo allora ha avuto inizio una prima e timida espansione urbana verso le attuali piazza Marconi (anche a seguito dell'apertura della via XX Settembre) e piazza Mario Sciacca, dove vennero realizzati i nuovi cine/teatro e tribunale. Ma solo nel secondo dopoguerra si è avuto uno sviluppo edilizio incessante con la nascita del quartiere di S. Antonino e di nuovi quartieri, spesso disordinati, nei giardini limitrofi il torrente Montagnareale (corso Matteotti, via Orti), giungendo alla fine degli anni settanta alla fusione tra la parte alta e storica di Patti e la borgata di Marina.
Nell'ultimo decennio stanno sorgendo numerosi complessi residenziali a monte della ferrovia in direzione Messina che porteranno all'unione del centro e della stazione ferroviaria con la frazione di Case Nuove Russo (Palasport e stadio); nella stessa zona è in costruzione un centro commerciale di notevoli dimensioni.

Importante e ricco di monumenti il centro storico, che mantiene intatto il tessuto viario medievale. Sono ancora visibili i resti della terza cinta muraria (XIV secolo), una delle sei porte dello stesso periodo ed una porta della seconda cinta (XI secolo). Numerosi i musei, le chiese e i palazzi, che racchiudono opere d'arte del Serpotta, del Gagini, del Catalano, del Novelli e di altri ancora.


Nel territorio di Patti si trovano i resti dell'antica Tyndaris (IV secolo a.C.) con il famoso teatro greco; nel centro cittadino quelli della villa romana (III secolo d.C.), con pregevoli mosaici; di una vasta necropoli con tombe a grotticelle in contrada Monte (X-VIII secolo a.C.). In contrada San Cosimo sono stati rinvenuti reperti risalenti al XXII/XX secolo a.C. e due necropoli una del IX secolo con tombe a grotticelle ed un'altra con tombe a cappuccino sul limitrofo monte della vigna. Inoltre è interessata da presenze archeologiche tutta la zona a valle del nuovo ospedale (Acquafico).


Sui monti Russo e Perrera sono stati rinvenuti reperti archeologici scavati nella roccia, manufatti e pavimenti in coccio pesto, riconducibili all'esistenza di una complessa struttura a guardia di un porto. Le indagini geologiche e le ricostruzioni storiche fanno supporre che in quel sito potrebbe essere localizzato il Nauloco, porto costruito dagli esuli di Troia ed utilizzato fino al XVI secolo, presso il quale, nel 36 a.C. Ottaviano sconfisse definitivamente Pompeo.


I recenti restauri nella chiesa di Sant'Ippolito e nella cattedrale hanno permesso di portare al luce resti di chiese forse antecedenti al periodo bizantino.


Basilica cattedrale S. Bartolomeo
Nella basilica cattedrale (secolo XI), nella cappella barocca in marmo policromo di santa Febronia, è il sarcofago rinascimentale della regina Adelasia del Vasto, moglie del gran conte Ruggero I d'Altavilla e madre di Ruggero II primo re di Sicilia. La regina, dopo il disastroso matrimonio con Baldovino I di Gerusalemme, volle ritirarsi a Patti dove visse gli ultimi anni della sua vita e morì nel 1118. Pregevoli i capitelli normanni del portale principale.


Villa romana di Patti
a villa romana di Patti, è una residenza extraurbana di epoca romana, che si trova a Patti, in provincia di Messina. Nel corso degli anni settanta due importanti scoperte hanno gettato nuova luce sulla realtà del latifondo tardo romano, consentendo di collocare in una più chiara prospettiva storica anche la grande villa del Casale di Piazza Armerina. La villa romana di Patti è stata scoperta nel 1973, durante i lavori di costruzione di un tratto d'autostrada, quando due piloni hanno distrutto parte del lato nord della villa a 6 km di distanza da Tindari.
Anche se le operazioni di scavo sono tuttora in corso e molti vani attendono di essere scavati fino al livello del pavimento, la configurazione generale della villa è piuttosto chiara.
La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa, con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruota la zona residenziale della villa. I vani maggiormente rappresentativi, tipici dell'edilizia privata tardoantica, sono costituiti dall'aula absidata, che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud, che dal peristilio guarda verso il mare. Il mosaico dell'aula absidata è andato distrutto, ma le pavimentazioni del peristilio e quelli del triconco sono in eccellente stato di conservazione.


Tindari
È uno dei siti archeologici e devozionali più visitati e celebri della Sicilia. La città di Tindari venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi), e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce. Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Atilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese.
Con Siracusa passò in seguito nell'orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas. Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nell'836 nelle mani degli Arabi, dai quali venne distrutta. I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, per lo scarso interesse di un reimpiego dei blocchi di pietra arenaria di cui erano costituiti.


I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono ripresi tra il 1960 e il 1964 dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa e ancora nel 1993, 1996 e 1998 dalla Soprintendenza di Messina, sezione dei beni archeologici. Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo.


L'impianto urbanistico, risalente probabilmente all'epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera. Si articolava su tre decumani, strade principali (larghezza di 8 m), correvano in direzione sud-est - nord-ovest, ciascuno ad una quota diversa, e si incrociavano ad angolo retto e a distanze regolari con i cardini, strade secondarie e in pendenza (larghezza 3 m). Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: costeggia ad una estremità il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell'altura, e all'altra estremità sfocia nell'agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata oggi dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l'acropoli.


Oggi Tindari è anche luogo di devozione e pellegrinaggi per via del culto dell'antica Madonna nera che si tramanda da secoli.


Il Santuario di Tindari si trova all'estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata. La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, vi venne collocata in epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Oriente in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, nell'VIII-IX secolo. La chiesa, distrutta nel 1544 dai pirati algerini, venne ricostruita tra il 1552 e il 1598 e il santuario venne ampliato dal vescovo Giuseppe Pullano con la costruzione di una nuova chiesa più grande che fu consacrata nel 1979. La festa del santuario si svolge ogni anno tra il 7 e l'8 settembre.


Patti Marina
Nato come borgo marinaro in cui erano floride le attività legate alla pesca e alla produzione di ceramiche, grazie alla presenza di molte fornaci sul territorio, oggi la Marina è integrata nel tessuto urbano cittadino. Caratterizzata da un suggestivo lungomare e ampie spiagge la Marina di Patti è frequentata meta turistica soprattutto nei mesi estivi oltre ad essere fonte di attrazione per i più giovani vista la presenza di numerose attività ricettive, ritrovi e luoghi d'intrattenimento.


Riserva naturale orientata Laghetti di Marinello
La riserva naturale orientata Laghetti di Marinello è un'area protetta istituita nel 1998 e affidata in gestione alla provincia di Messina. Si estende su oltre 400 ettari. Situata sotto il promontorio del Santuario di Tindari, l'area lagunare di Marinello è sottoposta a molte variazioni morfologiche del territorio che, modificando la costa, creano laghetti del litorale salmastri. Il trasporto sulla costa di sabbia e ghiaia è dovuto all'approfondimento del fondale marino, dovuto all'azione, in questo caso, del Mar Tirreno. L'origine dei Laghetti Marinello è fatta risalire al 1877, dopo l'"elezione" dell'Istituto Idrografico della Marina,il quale sosteneva l'inesistenza della formazione sabbiosa che già era presente. Sulle pareti prospicienti sono presenti diverse grotte.

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