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Milano Camper Park

Indirizzo:Via Valtellina, 7, Milano (MI)

Contatti: Area Parking: +39 334.2904853 - Amministrazione: +39 02.67076307

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AREA CAMPER CHIUSA

Comune di Milano
Piazza della Scala, 2 - 20121 Milano
Centralino unico: +39 020202
www.comune.milano.it


Uffici informazione e accoglienza turistica


Ufficio del Turismo InfoMilano
Galleria Vittorio Emanuele - angolo piazza Scala - Milano (MI)
Tel. +39 02.88455555
info@cittametropolitana.mi.it


Sportello all'interno del Castello Visconteo
Piazza Castello - Abbiategrasso (MI)
Tel. +39 02.94692453 - 464 - Fax +39 02.94692464
turismo@comune.abbiategrasso.mi.it


Museo Archeologico
Corso Magenta, 15 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.88445208


Museo Civico Guido Sutermeister
Corso Garibaldi, 225/a - 20025 Legnano (MI)
Tel. +39 0331.543005
www.legnano.org/museo


Museo Sensibile del Teatro Romano
Via San Vittore al Teatro, 14 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.72343879 (solo lunedì 9.30>12.30)
www.mi.camcom.it


Parco dell'Anfiteatro Romano e Antiquarium Alda Levi
Via De Amicis, 17 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.89400555


Cenacolo Vinciano
Piazza Santa Maria delle Grazie, 2 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.92800360
www.vivaticket.it/?op=cenacoloVinciano


Fondazione per Grazie Ricevute
Via Morone, 1 - 20121 Milano (MI)
www.pergraziericevute.it


Galleria d'Arte Moderna Milano
Via Palestro, 16 - 20121 Milano (MI)
Tel. +39 02.88445947
www.gam-milano.com


Gallerie d'Italia
Piazza della Scala, 6 - 20123 Milano (MI)
www.gallerieditalia.com


Grande Museo del Duomo di Milano
Piazza Duomo, 12 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.72022656
www.duomomilano.it


MAPP - Museo d'Arte Paolo Pini
Via Ippocrate, 45 - 20161 Milano (MI)
Tel. +39 02.64445392
www.mapp-arca.it


Musei del Castello Sforzesco
Piazza Castello - 20121 Milano (MI)
Tel. +39 02.88463703
www.milanocastello.it


Museo d'Arte e Scienza
Via Quintino Sella, 4 - 20121 Milano (Mi)
Tel. +39 02.72022488
www.museoartescienza.com


Museo dei Beni Culturali Cappuccini
Via A. Kramer, 5 - 20129 Milano (MI)
Tel. +39 02.77122584
www.bccmuseum.org


Museo del Novecento
Via Marconi, 1 - 20121 Milano (MI)
Tel. +39 02.88444061
www.museodelnovecento.org


Museo della Villa San Carlo Borromeo
Piazza Borromeo, 20 - 20030 Senago (MI)
Tel. 02.99764901
www.villasancarloborromeo.com


Museo di Fotografia Contemporanea
Via Frova, 10 - 20092 Cinisello Balsamo (MI)
Tel. +39 02.6605661
www.mufoco.org


Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese, 95 - 20123 Milano (Mi)
Tel. +39 02.89420019
www.museodiocesano.it


Pinacoteca Ambrosiana
Piazza Pio XI, 2 - 20123 Milano (MI)
Tel. +39 02.806921
www.ambrosiana.eu


Pinacoteca di Brera
Via Brera , 28 - 20121 Milano (MI)
Tel. +39 02.92800361 / +39 02.72263264-229
www.brera.beniculturali.it


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www.tourism.milan.it
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Milano è un comune e capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Lombardia, secondo comune italiano per numero di abitanti dopo Roma, tredicesimo comune dell'Unione europea e diciannovesimo del continente e, con l'agglomerato urbano, terza area metropolitana più popolata d'Europa dietro Londra e Parigi.


Fondata dagli Insubri all'inizio del VI secolo a.C., fu conquistata dai Romani nel 222 a.C. e fu chiamata Mediolanum; accrebbe progressivamente la sua importanza fino a divenire una delle sedi imperiali dell'Impero romano d'Occidente. Durante la sua storia assunse svariati ruoli, tra i quali capitale, nonché principale centro politico e culturale, del Ducato di Milano durante il Rinascimento e capitale del Regno d'Italia durante il periodo napoleonico. In ambito culturale, Milano è dal XIX secolo il massimo centro italiano nell'editoria, sia libraria sia legata all'informazione, ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del Teatro alla Scala e alla sua lunga tradizione operistica.


Divenne "capitale economica italiana" durante la rivoluzione industriale che coinvolse l'Europa nella seconda metà del XIX secolo, costituendo con Torino e Genova il "Triangolo industriale". Da questo periodo in poi e soprattutto dal dopoguerra, subì un forte processo di urbanizzazione legato all'espansione industriale che coinvolse anche le città limitrofe, e fu meta principale durante il periodo dell'emigrazione interna.


Nell'ultimo secolo la città ha stabilizzato il proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario italiano; è inoltre una delle capitali mondiali della moda e del disegno industriale ed uno dei centri universitari italiani più importanti. Secondo "Top 20 Global Destination Cities" (Mastercard) nel 2013 risulta essere la città italiana con la maggior presenza di visitatori, e la dodicesima al mondo. Alle porte di Milano ha sede uno dei poli della Fiera di Milano, il maggiore polo fieristico d'Europa. Per questi motivi conquista il titolo di Città globale, classificandosi come l'unica città italiana nella lista delle Città Mondiali Alfa.


Dal 1º maggio al 31 ottobre 2015 Milano ospita l'Esposizione Universale Expo 2015, con tema "nutrire il pianeta, energia per la vita", per la quale è stato costruito un sito espositivo di 110 ettari nei pressi della Fiera di Milano. Milano era già stata sede dell'esposizione del 1906 sul tema dei trasporti.


Storia


Età antica
Milano fu fondata dai Celti appartenenti alla cultura di Golasecca. Nel V secolo a.C. si assiste al declino dei centri golasecchiani posti lungo il corso del Ticino, probabilmente a vantaggio di una rete di traffici gravitante attorno al nuovo centro proto-urbano di Mediolanum (dal latino "in mezzo alla pianura"). La carta di distribuzione dei ritrovamenti della prima età del Ferro mostra che l'insediamento golasecchiano (V secolo a.C.) occupava un'area di circa 12 ettari attorno al futuro Foro (piazza San Sepolcro).


Lo stanziamento celtico del IV secolo a.C. segna convenzionalmente il passaggio dalla prima alla tarda età del Ferro in Italia settentrionale. Gli Insubri si stanziarono nella piana tra Ticino e Oglio. La fondazione avvenne, secondo il racconto di Tito Livio ripreso in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva, ad opera di Belloveso, nipote del re dei Galli Biturigi. In base ai ritrovamenti archeologici, l'oppidum celtico doveva avere medesima localizzazione ed estensione dell'insediamento golasecchiano, ma non sono mai venute alla luce opere difensive urbane, probabilmente costruite in legno e terra, cosa che spiega l'attribuzione della definizione di "villaggio" da parte di Polibio e Strabone.


Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, nel 222 a.C. venne occupata dai Romani, in seguito a un aspro assedio posto dai Consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello. La conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i confinanti Boi si assoggettarono alla dominazione romana. I Romani la chiamarono Mediolanum, che probabilmente riproduce un toponimo celtico dal significato di "paese in mezzo alla pianura" oppure "luogo fra corsi d'acqua", data la presenza dell'Olona, del Lambro e del Seveso. Un'altra ipotesi etimologica si basa sul primo simbolo della città, la scrofa semilanuta (in medio lanum). La discussione tra le due etimologie è ancora aperta, estesa a una ventina di altre ipotesi.


La leggenda narra che all'arrivo dei Romani gli Insubri prelevarono le insegne auree della città, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna. L'importanza militare, politica ed economica portò Milano a essere riconosciuta municipium e poi colonia imperiale, fino a diventare capoluogo della Transpadana, capitale dell'Impero e residenza imperiale dal 286 al 402 d.C.
Dopo che Giulio Cesare aprì la Britannia ai commerci e all'influenza romani con soldati mediolanensi, alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico. Al momento della suddivisione dell'Impero Romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), Milano divenne, con Treviri, capitale dell'Impero romano d'Occidente.


A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziarono a costruire numerose basiliche. Ecco cosa racconta Ausonio della Mediolanum del 380-390:

« A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi sono grandi ricchezze e numerose sono le case nobili. La popolazione è di grande capacità, eloquenza ed affabile. La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura. Vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle terme Erculee. I cortili colonnati sono adornati di statue di marmo, le mura sono circondate da una cinta di argini fortificati. Le sue costruzioni sono una più imponente dell'altra, come se fossero tra loro rivali, e non ne diminuisce la loro grandezza neppure l'accostamento a Roma. »
(Ausonio, Ordo urbium nobilium, VII.)
Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero con un suo editto, Milano fu il centro più influente della Chiesa d'Occidente (qui Sant'Agostino si convertì al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).


Età medievale
Milano seguì poi le vicende della decadenza dell'edificio imperiale romano. Nel 402 d.C., dopo un lungo assedio, la città riuscì a respingere i Visigoti comandati dal re Alarico: dopo questi fatti l'imperatore Onorio prese la decisione di spostare la sede della capitale dell'impero da Milano a Ravenna. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare il primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Eruli di Odoacre.


Nel 493, I Goti guidati da Teodorico sconfissero Odoacre che aveva deposto l'ultimo imperatore romano d'occidente, Romolo Augusto. La sempre più precaria situazione politica e militare causò però alla città diverse ferite e Milano conobbe, nel 539, la sua prima distruzione: l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I (527-565), deciso a riconquistare i territori imperiali d'occidente, attaccò il re goto Teodato inviando in Italia al comando delle sue truppe i generali Belisario e Narsete, iniziando quella che diventerà la lunga Guerra gotica. Nel 539 Milano, per dissensi tra i due generali, si trovò alla mercé dei Goti di Uraia che la incendiarono e massacrarono la popolazione. A questo evento si deve la distruzione dei marmi e dei grandi edifici della Milano ex capitale dell'Impero, dalla basilica ai templi pagani, fino alle grandi e ricche ville patrizie che vennero letteralmente e sistematicamente spogliate ed infine date alle fiamme con tutta la città. Milano fu poi riconquistata (entro il 559) da Narsete, per opera di quest'ultimo ricostruita, e nel breve periodo bizantino potrebbe essere stata elevata a capitale della diocesi italiana (Italia del Nord), anche se ciò non è certo.


Nel VI secolo, con l'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana si registrarono alcuni decenni di saccheggi e spogliazioni, ai quali seguì un primo impulso di rinascita. Dall'entrata a Milano di re Alboino, nel 569, il ripopolamento di centri urbani e campagna assunse ritmi sostenuti, donando al territorio una struttura che esprimeva la sintesi dell'elemento romano e di quello germanico. Dai nuovi dominatori, l'Alta Italia prese il nome di Langobardia Maior (da qui poi il termine Lombardia) e Milano divenne uno dei centri preminenti del nuovo regno.
Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione sotto il regno di Agilulfo e Teodolinda e del loro figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa. Agilulfo scelse simbolicamente l'antica metropoli di Milano per presentarsi come re di tutta l'Italia e non solo dei Longobardi, tanto per l'incoronazione quanto come sua capitale (la residenza estiva era nella vicina Monza) e si proclamò, secondo quanto iscritto su una corona votiva, Gratia Dei rex totius Italiae. Accanto alla rivendicazione dell'unità tra Longobardi e Latini, per la prima volta nella storia longobarda compariva un riferimento alla volontà divina nella legittimazione del re.


Il regno Longobardo finì nel 774 con la conquista di Pavia da parte di Carlo Magno che fatti prigionieri l'ultimo re Desiderio e la moglie, si proclamò Gratia Dei rex Francorum et Longobardorum e, nell'800, incoronato a Roma da Leone III, divenne il primo imperatore del Sacro Romano Impero, erede di quello romano d'Occidente.


L'importanza di Milano fu confermata quale sede di un conte imperiale e di un vescovo. Con la deposizione di Carlo il Grosso (887), viene meno la capacità di governo centrale e sono proprio conti e vescovi ad esercitare il potere locale: la città evolve in libero comune estendendo la sua influenza su gran parte della Lombardia (XI secolo). L'accresciuta importanza e indipendenza portarono all'inevitabile scontro con l'Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176.


Ducato di Milano
Nel tardo Medioevo Milano vide la lotta delle famiglie della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del Rinascimento alla famiglia Sforza.


Età moderna
Anche la Francia, però, avanzava diritti di successione sul ducato e Luigi XII nel 1499 invase il ducato scacciandone Ludovico il Moro. Carlo V d'Asburgo in quanto imperatore del Sacro Romano Impero, vi intronò Francesco II Sforza che morì senza eredi nel 1535 e Carlo V, con "diploma imperiale" nominò duca il proprio figlio Filippo II.


I diritti spagnoli sul ducato furono riconosciuti definitivamente con la pace di Cateau-Cambrésis (1559). La dominazione spagnola inizia con un lungo periodo di pace (1535-1620). Carlo V emana le Costitutiones Mediolanensis Dominii che lasciano al ducato un'ampia autonomia di governo, con l'unico vincolo di fedeltà al sovrano, ma creano un pernicioso dualismo con gli uffici regi che non sarà mai completamente superato. Fa anche redigere l'estimo del Ducato, che dovrebbe consentire una migliore esazione fiscale: in realtà provoca resistenze nelle oligarchie che controllano il governo cittadino e ducale e nel clero, che non vogliono rinunciare a privilegi e immunità. Inizia così un inasprimento fiscale che non cesserà che nel 1706.


La devastante peste del 1629-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa dal Manzoni, sia ne I promessi sposi sia nella Storia della colonna infame, scritto d'alto pregio storico e sociale - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sugli errori commessi dai giudici per arrivare a una sentenza di condanna per due dei presunti untori, abusando del loro potere.


Pochi sono i segni evidenti rimasti a Milano della dominazione spagnola: i bastioni, demoliti però tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo; la chiesa barocca di San Giuseppe, in via Verdi, e il collegio Elvetico in via Senato. Infine, la darsena di porta Ticinese, fatta scavare dal conte di Fuentes nel 1603.


Il XVIII secolo vide Milano passare dalla dominazione spagnola a quella austriaca che continuò fino all'epoca napoleonica, eccezion fatta per una parentesi di tre anni in cui la città passò sotto il controllo del Regno di Sardegna tra il 1733 e il 1736. Fu un periodo di rifiorimento culturale che conobbe l'opera di intellettuali come Pietro Verri, Cesare Beccaria e Paolo Frisi.


Con la morte di Carlo II di Spagna, dilagò la grande guerra per la successione. Il 24 settembre 1706 Eugenio di Savoia fu alle porte di Milano e il governatore spagnolo, il principe di Vaudémont, abbandonando precipitosamente la città la lasciò in balia della nuova dominazione austriaca. Seguì il governatore Massimiliano Carlo Alberto di Löwenstein-Wertheim-Rochefort che venne ricordato per aver ricostruito il teatro di corte distrutto in un incendio. L'Austria fu sovrana di Milano fino al 9 maggio 1796 data in cui l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este lasciò la città a causa dell'arrivo di Napoleone impegnato nella campagna d'Italia.


Dal 1796 al 1799 Milano fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno d'Italia (1805-1814).


L'arrivo di Napoleone Bonaparte suscitò un'ondata d'entusiasmo nei milanesi che videro in lui la realizzazione dei nuovi ideali rivoluzionari francesi tanto attesi durante il periodo conservatore degli Asburgo. L'esercito repubblicano entrò a Milano il 15 maggio e, dopo circa un anno di disordini di ispirazione giacobina, ne seguì la costituzione della Repubblica Cisalpina nel 1797. Essa tuttavia non ebbe vita facile perché, partito Napoleone, Milano ricadde nel giacobinismo e non riuscì a opporre alcuna resistenza al ritorno degli austriaci nel 1799 che intrapresero una cieca repressione. Dopo la nomina di Napoleone a primo console, grazie alla vittoria sul campo di Marengo, Milano torna ad essere il fulcro politico e culturale d'Italia, grazie alla fondazione del Regno d'Italia, con capitale proprio il capoluogo lombardo..

Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Milano si trova nel centro storico, che deve il suo aspetto attuale a numerosi rimaneggiamenti urbanistici effettuati tra l'unità d'Italia e il primo dopoguerra.
Il monumento simbolo della città è la cattedrale di Santa Maria Nascente, più conosciuta con il nome di Duomo di Milano, situata nell'omonima piazza, centro della vita economica e culturale cittadina. A breve distanza si trova il settecentesco Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più famosi al mondo. A collegare Piazza della Scala e Piazza del Duomo è la galleria Vittorio Emanuele II, un passaggio coperto con strutture di ferro e vetro a vista in stile eclettico.


Altro monumento simbolo di Milano è il Castello Sforzesco, originariamente concepito come struttura esclusivamente militare, fu poi ridisegnato come elegante corte per i signori della città. Più ad est si trovano la basilica di Sant'Ambrogio, considerata la seconda chiesa più importante della città, e il complesso ospitante la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Leonardesco, dichiarato patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Altro sito di notevole interesse artistico è il Cimitero Monumentale, che ospita le tombe dei cittadini milanesi più illustri; di più moderna realizzazione si possono trovare la Stazione Centrale, costruita in uno stile che unisce la maestosità delle strutture fasciste a decorazioni in stile liberty, e lo stadio Giuseppe Meazza, chiamata La Scala del calcio.


La città inoltre è ricca di musei e gallerie d'arte; il più famoso è certamente la pinacoteca di Brera che assieme al museo Poldi Pezzoli e alla pinacoteca Ambrosiana costituisce la rete delle più famose gallerie d'arte milanesi. Un altro notevole circuito di musei è formato dalle case museo milanesi. La Triennale di Milano, sede di esposizioni di arte moderna[104] forma con il PAC le sedi espositive per l'arte moderna a Milano. A questi vanno aggiunti i musei a carattere scientifico, il Planetario di Milano e l'Osservatorio astronomico di Brera, nonché le decine di musei minori, come i musei del Castello Sforzesco.


Castello Sforzesco
Castello Sforzesco è uno dei maggiori monumenti della città. Ristrutturato e rimaneggiato più volte nel corso del XIX e XX secolo, rimane uno dei punti di riferimento e di ritrovo per milanesi e turisti, attratti dall’imponente struttura architettonica, dai numerosi spazi espositivi e museali e dall’ampio parco, che collega piazza Castello con l’Arco della Pace e Corso Sempione, offrendo ai visitatori uno spazio ideale per trascorrere qualche ora immersi nel verde e nella tranquillità pur rimanendo nel pieno centro di una metropoli.
Le origini di questo edificio, sorto appena fuori dalle mura medievali in corrispondenza dell’allora Porta Giovia, risalgono al XIV secolo, cioè all’epoca viscontea. Ma furono gli Sforza, prima Francesco e poi il figlio Galeazzo Maria, che ampliarono notevolmente questa fortezza facendola diventare la loro residenza, completata in tutto il suo splendore da Ludovico il Moro alla fine del Quattrocento. Sono da attribuire, infatti, a questo periodo gli interventi determinanti del Filarete, del Bramante, e di Leonardo da Vinci.
Ad iniziare dal 1535 con il dominio spagnolo però il castello perse il suo status di residenza signorile per tornare ad essere semplicemente una fortezza militare con cinte difensive e imponenti baluardi da vera roccaforte inespugnabile, almeno fino all’assedio dei francesi nel 1733, che alla fine lasciò la fortezza in condizioni talmente disastrate che Napoleone nel 1800 decise di demolirlo.
Per fortuna, questa fase si limitò alla rimozione delle parti di fortificazione esterne, lasciando intatta la costruzione dell’epoca sforzesca, da cui partì l’importante progetto di ristrutturazione del Beltrami.
L’ingresso al Castello dalla piazza omonima avviene attraverso la porta della Torre cosiddetta “del Filarete”, che in realtà non è l’originale, distrutta da un incendio nel 1521.
Anche i due torrioni circolari alle due estremità del lato che guarda verso il centro città sono stati ricostruiti dal Beltrami e addirittura in uno dei due era stato collocato un enorme serbatoio d’acqua che serviva da riserva per le abitazioni adiacenti, una sorta di acquedotto cittadino.
All’interno il cortile principale, la piazza d’armi, sulla quale si affacciano, sul lato opposto all’ingresso, la Rocchetta (il nucleo originario del castello), la Torre di Bona di Savoia e il Palazzo di Corte Ducale, dove si trova il Museo del Castello, che ha sullo sfondo il Portico dell’elefante del 1473 e di lato una loggia rinascimentale.
Negli edifici invece adiacenti la Torre del Filarete si trovano la Raccolta di stampe “Achille Bertarelli” e la Biblioteca d’arte. Dal Cortile della Rocchetta si accede all’Archivio storico-civico e alla Biblioteca Trivulziana, una delle più importanti raccolte di manoscritti antichi e incunaboli d’Italia, tra cui anche il Codice Trivulziano di Leonardo da Vinci.
Dalla Corte Ducale invece si accede alle Civiche raccolte archeologiche e numismatiche. Interessante è anche il percorso del perimetro difensivo della Ghirlanda dal quale si accede ad altri otto passaggi nascosti che probabilmente erano le vie di fuga dal castello.
Sul lato opposto alla Torre del Filarete si trova la Porta del Barco che immette nel Parco Sempione, uno splendido parco all’inglese che termina con il trionfale Arco della Pace, neoclassico arco a tre fornici progettato da Luigi Cagnola per celebrare i successi di Napoleone, ma inaugurato solo nel 1838 e dedicato a Francesco I d’Austria. Suggestiva è la vista della fortezza di notte quando si accende una spettacolare illuminazione.

 

Galleria Vittorio Emanuele II
Galleria Vittorio Emanuele II ha sempre rappresentato per i milanesi un luogo di ritrovo per una passeggiata da soli o con gli amici a qualsiasi ora del giorno e della notte, un elegante passaggio pedonale alto 32 metri, coperto da una struttura in ferro e vetro, a forma di croce che collega piazza del Duomo a Piazza della Scala, via Ugo Foscolo a via Silvio Pellico, sul quale si affacciavano locali storici, librerie, antiquari, raffinati negozi di abbigliamento e accessori di moda.
Progettata dall’architetto Giuseppe Mengoni e realizzata con una spettacolare e scenografica prospettiva tra 1864 e il 1878, è un brillante esempio di stile liberty e art decò. Ma degli storici marchi della Galleria oggi rimangono solo poche vetrine: il bar Zucca, noto come il Camparino, Prada, Louis Vuitton, Borsalino, la Libreria Rizzoli, il megastore Ricordi-Feltrinelli e il ristorante Savini.
Prima di affacciarsi su Piazza della Scala si trova l’Urban Center, centro di informazioni su tutti gli eventi e le iniziative culturali della città. L’Ottagono centrale, con i suoi 47 metri di altezza, è considerato il salotto della città.
Sul suo pavimento, realizzati a mosaico, si trovano, al centro, lo stemma dei Savoia e ai lati gli stemmi di Milano e delle tre città che sono state capitali d’Italia: Torino, Firenze e Roma. Tra questi il più famoso è quello della città di Torino grazie alla tradizione che porta da più di un secolo tutti i passanti a girare tre volte sui genitali del toro per guadagnarsi fortuna eterna. Nelle lunette intorno alla volta, invece, sono raffigurate le allegorie dei quattro continenti, Africa, Asia, Europa e America.


Teatro della Scala
Teatro alla Scala è il tempio del melodramma e della danza classica italiana, noto in tutto il mondo.
Realizzato per conto di Maria Teresa D’Austria da Giuseppe Piermarini, sulle ceneri del Teatro Ducale trecentesco e nel luogo in cui sorgeva la chiesa di Santa Maria alla Scala tra il 1776 e il 1778, apparentemente sobrio nello stile, questo edificio è sempre stato considerato all’avanguardia dal punto di vista architettonico e tecnologico.
La sala, dalla classica pianta a ferro di cavallo, in legno a quattro ordini di palchi e due gallerie ha uno dei palcoscenici più grandi della penisola e soprattutto un’acustica straordinaria.
Il foyer è stato rimaneggiato e arricchito nell’Ottocento e poi ancora nel 1936. Distrutta nel 1943 durante un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, fu ricostruita identica e inaugurata dall’allora direttore artistico Arturo Toscanini nel 1946.
L’ultimo intervento di ammodernamento è stato fatto su progetto dell’architetto Mario Botta all’inizio degli anni Duemila e il 7 dicembre del 2004 è stata inaugurata nella versione attuale, dopo grandi lavori di ristrutturazione del palcoscenico e degli spazi dietro le quinte, che vantano un sistema tecnologico assolutamente di primo piano al mondo con una macchina scenica contenuta all’interno di un’alta torre.
Luogo di grandi tradizioni, ma anche di sperimentazioni, il Teatro alla Scala ha visto avvicendarsi alla direzione famosi maestri da Franco Faccio ad Arturo Toscanini, a Victor De Sabata (al quale si deve la tradizione dell’apertura della stagione teatrale il 7 dicembre, giorno del Patrono di Milano), Gino Marinuzzi, Guido Cantelli, Gianandrea Gavazzeni, Claudio Abbado, Riccardo Muti, Stéphane Lissner, Daniel Barenboin. Ma il Teatro alla Scala è anche legato alle esibizioni delle più grandi voci della lirica mondiale – Maria Callas a Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Giulietta Simionato, Mirella Freni, Shirley Verrett, Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Nicolai Ghiaurov, Piero Cappuccilli – dei grandi registi, quali Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, o dei grandi coreografi e ballerini, basta pensare a Leonide Massine, George Balanchine, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Luciana Savignano.
Curioso per comprendere la storia del teatro e della cultura musicale italiana ed europea è il Museo teatrale alla Scala.


Architetture religiose


Milano è ricca di antiche chiese di grande importanza, tra le quali la più celebre è certamente il Duomo, cattedrale gotica divenuta nel mondo simbolo della città. Il capoluogo lombardo ospita però molti altri edifici religiosi di grande valore storico ed artistico e tra questi in particolare sono da ricordare le quattro basiliche paleocristiane: Sant'Ambrogio, considerata da sempre il massimo esempio dell'architettura romanica lombarda, è certamente uno dei più antichi monumenti dell'arte cristiana, la Basilica di San Lorenzo, edificio a pianta centrale bizantino conosciuto anche per la vicinanza con le famose colonne, San Nazaro e San Simpiliciano, legate come le precedenti alla figura del vescovo Ambrogio.


Il centro storico milanese ospita inoltre la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, contenente un celebre ciclo di affreschi di autori quali Bernardino Luini e Simone Peterzano tale da essere definita la cappella sistina lombarda, la chiesa di Sant'Antonio Abate, riedificata alla fine del XVI secolo secondo i canoni della controriforma e sede di opere di Giulio Cesare Procaccini e del Cerano; la barocca chiesa di Sant'Alessandro si affaccia invece su una delle piazze meglio conservate della Milano precedente agli interventi ricostruttivi postbellici.


La chiesa di San Giuseppe, a poca distanza dal Teatro alla Scala, è considerata il primo edificio genuinamente barocco della città, mentre Santa Maria presso San Satiro rimane celebre per il finto coro progettato da Bramante tramite la tecnica del trompe-l'œil; sono da ricordare la Chiesa di San Marco e la Basilica di Sant'Eustorgio, che ospita la cappella Portinari, considerata uno dei capolavori del Rinascimento lombardo. Celebre in tutto il mondo è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, inclusa con il Cenacolo Vinciano nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità redatto dall'UNESCO.


Esternamente all'area urbana sorgono due importanti complessi monastici: la Certosa di Garegnano con i suoi importanti affreschi opera di Simone Peterzano e l'Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di gotico in Italia. Di grande rilevanza artistica è inoltre il Cimitero Monumentale con il proprio famedio, ricchissimo di sculture funerarie di varie epoche e stili.


Architetture civili


Il centro di Milano è ricco di palazzi, costruiti soprattutto nei secoli XVII e XVIII come dimore private delle maggiori famiglie della città; gli stili architettonici rappresentati nel centro cittadino sono moltissimi, dal neogotico, barocco ed eclettico sino al liberty e al razionalismo del dopoguerra. La storia degli edifici civili milanesi si estende però fino ai giorni nostri, comprendendo le numerose architetture moderne caratterizzanti le zone di più innovativa concezione del territorio cittadino.

Milano non ha mai avuto un centro di potere civile adeguato alla propria importanza: tale fatto è dovuto principalmente alla mancanza di una corte all'interno della città a partire dal XVI secolo, quando venne perduta l'indipendenza. Fra i palazzi pubblici, infatti, vanno ricordati solo il medievale Palazzo della Ragione (inserito nel complesso di piazza Mercanti) e il successivo Palazzo Reale, per secoli sede rappresentativa del governo della città; dopo la costruzione del Castello Sforzesco, evidentemente catalogato tra le architetture militari, Milano non diede più alla luce un edificio di concezione pubblica sino al 2010, quando fu inaugurato Palazzo Lombardia. Maggiore importanza avevano le dimore private, fra le quali vanno ricordati Palazzo Marino (ora sede dell'Amministrazione Comunale), Palazzo Litta, Palazzo Belgioioso. Interi quartieri, come quello intorno a via Monte Napoleone o a Corso Venezia, sono composti di palazzi nobiliari in stile neoclassico.


Architetture militari


Le mura di Milano si sono evolute negli anni con la città: dal primo nucleo romano, si passa alla cinta medievale, per finire con l'ultima cinta più esterna, più conosciuta come "mura spagnole". Delle mura romane rimangono solo delle rovine; delle mura medievali rimangono dei rarissimi tratti scoperti che sopravvissero alla conversione delle mura in abitazioni una volta costruite le mura spagnole, all'epoca della loro costruzione le più estese d'Europa, abbattute per gran parte fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento per ragioni viabilistiche.


Oltre ad alcuni tratti delle antiche mura spagnole lunghi in totale circa un chilometro, restano a ricordare le cinte murarie alcune delle porte urbiche sulla cinta medievale, come Porta Nuova e porta Ticinese, mentre sulla cinta esterna le porte sono state quasi tutte conservate: dalla manierista Porta Romana, le rimanenti risalgono alla sistemazione austriaca dei bastioni in stile neoclassico.


L'architettura militare più imponente è il Castello Sforzesco, architettura militare convertita nel rinascimento ad elegante corte ad opera dei duchi di Milano: la fortezza era comunque tra le maggiori dell'epoca, tanto che il castello non fu mai espugnato in battaglia, bensì ogni volta grazie al tradimento del castellano. Usato esclusivamente come caserma militare dai governi stranieri, fu restaurato e trasformato a fine Ottocento in un grande complesso museale, e ornato dai giardini dell'omonima piazza e dal Parco Sempione.


Aree naturali


Tre sono i parchi urbani storici della città: i Giardini Pubblici (oggi dedicati a Indro Montanelli), il Parco Sempione e il Parco Ravizza. Fino agli anni trenta del XX secolo il centro storico era ricco di giardini privati, oggi molto ridotti e sostituiti da lottizzazioni residenziali. Altri parchi urbani di medie dimensioni, di realizzazione più recente, sono il Parco delle Basiliche, il Parco Don Giussani, il Parco Vittorio Formentano.

Parchi di estensione maggiore si trovano fuori dall'area edificata: il Parco Lambro, il Parco Forlanini, il Parco delle Cave, il "Boscoincittà" ed il Parco di Trenno.


Per la sua particolarità, si segnala il "Monte Stella", ricavato dalle macerie degli edifici bombardati nella seconda guerra mondiale.


Nella zona nord del territorio comunale è posto il Parco Nord, a carattere sovracomunale. Un'ampia parte del territorio, ad est, sud e ovest, è invece compresa nel Parco Agricolo Sud Milano, una vasta area a carattere naturalistico e agricolo che circonda la città dai tre lati.


Ad est della città, presso l'Aeroporto di Linate, nel territorio dei comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, si trova l'Idroscalo, un vasto bacino artificiale scavato nel 1928-1930 per l'ammaraggio e il decollo degli idrovolanti, e riconvertito già nel 1934 ad area per gare e attività sportive e uso balneare pubblico. Molto frequentato nei mesi estivi, l'Idroscalo è un po' "il mare dei milanesi". Nell'arco dell'anno l'area viene ancora utilizzata per manifestazioni sportive nautiche, come canottaggio, motonautica o sci d'acqua.


Musei


Milano possiede un notevole tesoro artistico ripartito in più collezioni; la città è un centro estremamente vitale di mostre ed attività culturali, con iniziative e centri d'apprendimento legati alla storia ed alla scienza.


La Pinacoteca di Brera è sicuramente la galleria d'arte più completa e celebre di Milano: ospita al suo interno una collezione tra le più ricche al mondo, contenendo opere dei più importanti artisti del panorama italiano ed internazionale, dal quattordicesimo al ventesimo secolo. La più antica galleria d'arte milanese è invece la pinacoteca Ambrosiana, fondata nel seicento dal cardinale Federico Borromeo assieme alla Biblioteca Ambrosiana, che espongono il Musico ed il Codice Atlantico Leonardo Da Vinci, oltre alla celebre Canestra di Caravaggio.


La casa Bagatti Valsecchi, che ospita una collezione d'arte e di oggetti d'arredo rinascimentali tra le meglio conservate d'Europa, fa parte del circuito delle case museo milanesi assieme al Poldi Pezzoli (arte dal rinascimento all'Ottocento), villa Necchi Campiglio, edificata nel 1935 da Portaluppi, e casa Boschi di Stefano, con opere dal Razionalismo al dopoguerra[209]. Il Museo del Costume Moda Immagine espone all'interno degli appartamenti settecenteschi di Palazzo Morando la collezione di moda e costume dei Musei Civici e le vedute storiche di Milano.


Il Palazzo Reale, in sinergia con il Palazzo della Ragione e la rotonda della Besana, è la principale sede espositiva di mostre temporanee.


Il castello Sforzesco è invece sede di musei permanenti, come il Museo d'arte antica, con la Pietà Rondanini di Michelangelo e la Sala delle Asse di Leonardo, il Museo degli strumenti musicali, il Museo del mobile, la collezione d'Arti applicate ed una pinacoteca che raccoglie oltre 200 dipinti della pittura italiana dal XIII al XVIII secolo, con capolavori di Canaletto, Antonello da Messina, Mantegna, Tiziano.


Dal 2010 gli spazi museali cittadini si sono arricchiti del Museo del Novecento, posto nel palazzo dell'Arengario di piazza del Duomo, dopo una complessa ristrutturazione a cura dell'architetto Italo Rota, e delle Gallerie di Piazza Scala, ospitate all'interno di Palazzo Brentani e Palazzo Anguissola, con opere dedicate all'Ottocento e al Novecento italiano appartenenti alla Fondazione Cariplo, che costituiscono parte del progetto Gallerie d'Italia. La Galleria d'Arte moderna ospitata nella Villa che fu la reggia di Napoleone e dei Savoia, espone i maestri dell'Ottocento quali Hayez, Segantini, Pelizza da Volpedo, ed i cosiddetti Scapigliati.


Milano non ha un museo di arte contemporanea; nella promozione e nel sostegno alla produzione artistica più giovane ricoprono un ruolo fondamentale la Triennale, che ospita mostre temporanee e il Museo del Design[104], i centri d'arte e le istituzioni senza scopo di lucro, tra i quali Careof, Fondazione Prada, Fondazione Trussardi, e le gallerie d'arte commerciali.


Il patrimonio archeologico dalla preistoria all'età romana è esposto principalmente al Museo archeologico presso i resti dell'antico Circo, oltre che all'Antiquarium nel parco dell'Anfiteatro, mentre alla storia della Milano Cristiana sono dedicati il Museo diocesano ed il Museo dell'Opera del Duomo.


Tra i musei a carattere scientifico si possono annoverare il museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, celebre tra le altre cose per la mostra permanente su Leonardo da Vinci e il sottomarino Enrico Toti, ed il museo civico di Storia Naturale, il più grande museo di storia naturale italiano e tra i più importanti musei naturalistici d'Europa.


Nell'autunno del 2011 è stato inaugurato il nuovo Museo Interattivo del Cinema (MIC) che ha sostituito il precedente Museo del Cinema. L'attuale nuova sede è situata in viale Fulvio Testi ed occupa parte dei locali della vecchia Manifattura Tabacchi. Il museo oltre a contenere un'esposizione di storici dispositivi legati alle immagini in movimento si caratterizza per una dotazione di postazioni interattive, presso i quali è possibile visionare parte dei materiali dell'archivio della Fondazione Cineteca Italiana.


Il 27 gennaio del 2013 è stato inaugurato il Memoriale della Shoah, situato sotto il binario 21 della Stazione Centrale, dove centinaia di ebrei venivano caricati su vagoni bestiame diretti ai campi di concentramento. Paragonabile ai pochi luoghi "reali" ed ancora esistenti in Europa delle atrocità naziste, i luoghi del Memoriale e l'adiacente binario 21 sono stati definiti "un grande reperto", una sorta di "scavo archeologico".

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