Parking Giotto - Palermo

Indirizzo:Piazzale Giotto angolo Via De Saliba, Palermo (PA)

Contatti: Info: Tel. +39 091.6820780 - parkinggiotto@gmail.com

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AREA SOSTA CHIUSA

« A Palermo, più che altrove in Sicilia, le epoche storiche rivelate dai differenti stili architettonici si sovrappongono. Il centro testimonia di un tempo più vicino, quando la città con i suoi teatri, le sue piazze, i suoi palazzi barocchi e suoi trionfali accessi al mare, contendeva a Napoli il primato urbano del Regno delle due Sicilie. Ricordi di un tempo ben più remoto cela invece il Monte Pellegrino: a poca distanza dai grattacieli, in caverne abitate dall'uomo preistorico, sono venuti alla luce graffiti rupresti di arcaica bellezza. » (Leonardo Sciascia)


Altra area sosta semplice ma sicura per visitare il centro storico di Palermo ed altro lo si può trovare da Parking Giotto nel Piazzale Giotto angolo Via De Saliba di fronte al capolinea dei bus pubblici, il primo distributore di benzine è a 100 metri circa, il primo supermarket a 100 metri circa e la prima banca o bancomat a 50 metri circa.


L'area sosta per camper e caravan, auto e moto è una struttura ricettiva privata, è recintata e custodita 24 ore, l'accesso e l'uscita avvengono dall'unico cancello dove al suo interno c'è la reception con info point, la proprietà è attezzata per offrire il massimo comfort e la massima sicurezza. Parking Giotto offre pochi ma esenziali servizi, corrente elettrica e acqua potabile.


Sono circa 36 le piazzole per la sosta e tutte in piano e su fondo asfaltato, tutte servite con allacci alla rete elettrica ed illuminate la notte da lampioni, l'ombreggiatura è parziale in alcune ore della giornata e solamente su un lato del parcheggio, tra i servizi si segnalano il cambio delle bombole del gas su richiesta, wifi gratuito, la zona per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e il camper service.


Lo stallo è ubicato esternamente al parcheggio ed è chiuso da una recinzione perimetrale con cancello d'accesso, la caratteristica dello stallo è dato da quattro griglie in metallo (tombini pluviali) carrabili disposti sui lati del pozzetto in cemento rialzato dove scaricare anche le cassette wc, la fontanelle dell'acqua potabile invece è all'interno di un armadietto in metallo ma senza tubo in gomma, ottima l'accessibilità e buono infine l'utilizzo dei servizi.


Apertura annuale, non ci sono limiti di permanenza e i cani sono ammessi.
Tariffe giornaliere: Vedi contatti.

Parking Giotto
Piazzale Giotto angolo Via De Saliba - 90100 Palermo (PA)
Tel. +39 091.6820780
parkinggiotto@gmail.com
Coordinate GPS: 38.132442,13.331481 / 38°07'56.8"N 13°19'53.3"E

Comune di Palermo
Sede Istituzionale - Palazzo delle Aquile
Piazza Pretoria, 1 - 90100 Palermo (PA)
Tel. +39 091.7401111
www.comune.palermo.it
www.turismo.comune.palermo.it


Albergo delle Povere
Corso Calatafimi, 217 - 90129 - Palermo (PA)
Tel. +39 091.422314


Cantieri Culturali alla Zisa
Zona Arti Contemporanee (ZAC) Via Paolo Gili, 4 - 90138 - Palermo (PA)
Tel. +39 091.6524942


Eco Museo Urbano (Ex Deposito Locomotive S. Erasmo)
Via Messina Marine, 32 - 90123 - Palermo (PA)
Tel. +39 0916213542


Galleria d’Arte Moderna (G.A.M)
Via Sant’Anna, 21 - 90133 - Palermo (PA)
Tel. +39 091.8431605


Galleria Regionale della Sicilia
Palazzo Abatellis Via Alloro, 4 - 90133 - Palermo (PA)
Tel. +39 091.6230011


Museo Archeologico Regionale “A. Salinas”
Piazza Olivella, 24 - 90133 - Palermo (PA)
Tel. +39 091.6116806


Museo del Mare - Arsenale di Palermo
Via dell'Arsenale, 142 - 90142 Palermo (PA)
Tel. +39 091.361309


Museo del Risorgimento “Vittorio Emanuele Orlando”
Piazza San Domenico,1 - 90133 Palermo (PA)
Tel. +39 091.582774


Museo della Specola (Osservatorio Astronomico)
Piazza del Parlamento, 1 - 90134 Palermo (PA)
Tel. +39 091.233111


Museo di Paleontologia “Gemmellaro” 
Corso Tukory, 131 - 90134 Palermo (PA)
Tel. +39 091.7041051


Museo Diocesano
Via Matteo Bonello, 2 - 90134 Palermo (PA)
Tel. +39 091.6077111

Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia
Via Vittorio Emanuele, 365 - 90133 Palermo (PA)
Tel. +39 091.587717


Museo d’Arte Islamica
Piazza Guglielmo il Buono - 90138 Palermo (PA)
Tel. +39 091.6520269


Museo Etnografico “G. Pitrè”
Via Duca degli Abruzzi,1 - 90146 Palermo (PA)
Tel. +39 091.7409012


Museo Internazionale delle Marionette “A.Pasqualino” (M.I.M.A.)
Piazzetta Antonio Pasqualino - 90133 Palermo (PA)
Tel. +39 091.328060


Villa Zito
Via Libertà, 52 - 90143 Palermo (PA)
Tel. +39 091.60720202

 

www.palermotourism.com
www.provincia.palermo.it/turismo
www.guidepalermo.it


www.guidasicilia.it

www.trinacria-accommodation.com
www.guidasicilia.it
www.sicilia.info
www.labellasicilia.it
www.agriturismo-sicilia.it
www.regione.sicilia.it
pti.regione.sicilia.it

« Balarm (Palermo) la bella e immensa città; il massimo e splendido soggiorno; la più vasta ed eccelsa metropoli del mondo. » (Idrisi, geografo berbero)


Palermo (Palermu in siciliano) è un comune capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Autonoma Siciliana.
È il quinto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, e venticinquesimo a livello europeo, nonché il principale centro urbano della Sicilia e dell'Italia insulare. L'area metropolitana di Palermo, che comprende il capoluogo e altri ventisei comuni, conta una popolazione di 1.065.595 abitanti.


La città è nota per la sua storia, cultura, architettura e gastronomia plurimillenaria, punto di incontro fra culture, che ha investito un ruolo importante per la storia del Mediterraneo e dell'Italia. 
Fondata come città-porto dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., è stata sempre un nodo commerciale e culturale fra Occidente e Oriente, dunque il più importante punto strategico al centro del Mediterraneo. 
Dopo cartaginesi, antichi greci, romani e per più di mille anni i bizantini, sotto la dominazione degli Arabi Kalbiti divenne roccaforte dell'Emirato di Sicilia. 
Con Ruggero I e il figlio Ruggero II la città conobbe i fasti della Contea di Sicilia esistita dal 1071 al 1130. Il massimo splendore lo ebbe con la fase dei re normanni, divenendo capitale, dal 1130 fino al 1816, del Regno di Sicilia. 
Altri popoli e stati differenti conquistarono o vissero la città, come svevi, aragonesi, albanesi, francesi, spagnoli, inglesi, che diedero a Palermo il suo profilo di città aperta agli scambi e depositaria di tendenze e stili unici, mantenendo sempre il suo carattere europeo. 
Fu nuovamente capitale dal 1816 al 1817 del Regno delle Due Sicilie e successivamente divenne la seconda città per importanza dello stesso regno duo-siciliano (mantenendo tuttavia il titolo di capitale della parte isolana del regno) fino al 1861.


Palermo possiede una storia millenaria che le ha regalato un notevole e unico patrimonio artistico e architettonico che spazia dai resti delle mura puniche per giungere a ville in stile liberty, passando dalle residenze e dai luoghi di culto in stile bizantino e arabo-normanno, alle architetture gotiche e basiliche barocche, ai teatri neoclassici e ai palazzi razionalisti. Molti monumenti tra chiese e palazzi di Palermo sono da anni riconosciuti come Monumenti nazionali italiani.


Il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali situati in città, nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.


Per ragioni culturali, artistiche ed economiche è la principale città della regione euro-mediterranea, in quanto è stata una delle più grandi città del Mediterraneo ed è oggi fra le principali destinazioni turistiche del Mezzogiorno d'Italia e d'Europa, nonché tra le mete del mare nostrum più trafficate dalle navi da crociera.


È sede dell'Assemblea regionale siciliana, il più antico parlamento al mondo in attività, dell'Università degli Studi e della principale arcidiocesi regionale.
Il centro storico e i quartieri periferici adiacenti conservano un vasto patrimonio artistico e architettonico in stile liberty che fanno di Palermo la capitale dello stile liberty.


Le origini del nome
La città di Palermo ha cambiato spesso nome nel corso delle epoche:
Zyz (la "z" va pronunciata come "s" sonora) (che in fenicio significa il fiore): il nome non è ancora accertato, ma molte monete provenienti da Palermo di periodo punico portavano la dicitura Zyz e visto che Palermo era una delle tre città puniche della Sicilia (Tucidide, VI, 1-5) molto probabilmente aveva una propria zecca. Il nome sembrerebbe derivare dalla conformazione della città che tagliata da due fiumi ricordava il profilo di un fiore.
Panormos (dal Greco pa?-??µ??, tutto-porto): i Greci chiamavano Palermo così perché i due fiumi che la circondavano (il Kemonia e il Papireto) creavano un enorme approdo naturale. Questo nome andò diffondendosi grazie al rafforzamento dell'influenza greca sull'isola.
Panormus: i Romani mantennero, con una lieve modifica di pronuncia, la denominazione greca con la quale avevano conosciuto la città.
Balarm: il nome arabo della città è un semplice cambiamento di pronuncia del nome precedente.
Balermus: evoluzione del precedente nome sotto il periodo normanno.
Palermo: il nome definitivo della città che viene acquisito in età moderna.


Storia


Età antica
L'area della piana di Palermo e i monti circostanti conservano resti di presenza umana sin dalla Preistoria. Ne è un esempio l'interno delle grotte dell'Addaura, su un versante di Monte Pellegrino, in cui si aprono alcune cavità abitate durante il paleolitico e il mesolitico. All'interno, in cui sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia, si trova un vasto e ricco complesso di incisioni, databili tra l'epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe.


La città venne fondata dai Fenici probabilmente con il nome di Zyz, che in lingua fenicia significa fiore. La storia di Palermo fenicia inizia tra il VII e il VI secolo a.C.. Fino a quel momento l'area era stata un emporio commerciale e base d'appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia e il Papireto), divenne meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare.


La prima conquista avvenne da parte dei Romani, che, dopo un lungo assedio, riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino (all'epoca chiamato Ercta): i tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma, Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di assoluta tranquillità per diversi secoli. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città.


Età medievale
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, fino al 535 la Sicilia fu devastata dai Vandali. La liberazione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli.
Con la conquista della città, comandata da Belisario, iniziò un'opera di restaurazione di quell'unità imperiale perduta con le invasioni barbariche, dominando in poco tempo l'intera isola che divenne una provincia periferica dell'Impero d'Oriente.


Nel IX secolo gli arabi dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell'827, Palermo fu presa nell'831. Furono i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo (fino a quel momento il centro più importante dell'isola era Siracusa): la città si dotò di tutte le strutture burocratiche e destinate ai vari servizi che spettavano a una capitale. Il monaco Teodosio affermò che a Palermo, durante la dominazione araba, erano presenti più di trecento moschee in precedenza chiese. Gli arabi introdussero anche i primi agrumeti, formando la Conca d'oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico.


La potenza musulmana, tuttavia, fu corrosa dalle lotte interne (cristiani-musulmani) per l'indipendenza, che aprirono la via ai normanni, finché, nel 1071, dopo quattro anni d'assedio, Ruggero d'Altavilla, primo conte normanno, espugnò Palermo allontanando i musulmani.


L'arrivo dei Normanni a Palermo, e la mescolanza con gli stili islamici, è testimoniata da un ponte a dodici arcate sito nelle vicinanze della stazione centrale di Palermo: Ponte dell'Ammiraglio completato nel 1113. Nel 1098 i Normanni, sotto investitura papale, ottennero la licenza di rendere nuovamente cattolica la Sicilia e, in poco tempo, entrarono in possesso della città e del resto dell'isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. 
La città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II: in questo periodo furono costruite la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero l'egemonia nel Mediterraneo, e il potere si spostò a Napoli, con Carlo d'Angiò. Il popolo palermitano, tuttavia, nel 1282 dette avvio alla guerra del Vespro contro i francesi, che terminò con l'adottare la Bandiera siciliana.


Dopo il regno di Sicilia normanno, si alternarono sul trono palermitano altre case reali: gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo una sede imperiale; gli Angioini (dal 1270 al 1282), che spostarono la capitale da Palermo a Napoli; dopo la rivolta del Vespro, Palermo divenne capitale del regno fondato tramite il ramo cadetto degli aragonesi: perderà l'indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.


Età moderna
Affermatasi in un momento di difficile gestione socio-politica per l'isola fu invece la dominazione del Regno di Spagna. Gli spagnoli fecero di Palermo la sede del Viceré. La dominazione spagnola fu molto apprezzata in Sicilia poiché ne rivalutò il territorio come baluardo di importanza strategica per la lotta contro gli Ottomani. Carlo V (1516-1554), fondatore della dinastia degli Asburgo di Spagna, rappresentò la figura simbolo della Storia della Sicilia spagnola. 
Ben due secoli di dominio da parte delle dinastie spagnole a Palermo terminarono nel 1713 con il Trattato di Utrecht che segnò la fine della guerra di successione spagnola.


Nel 1734 la città divenne dominio dei Borboni, che mantennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. Nel 1816 entrambi i regni vennero riuniti nel Regno delle Due Sicilie: Palermo perse lo status di capitale, divenendo secondo centro amministrativo dopo Napoli. Tuttavia Palermo continuò a possedere il titolo di capitale della parte isolana del regno.


Età contemporanea
Nel 1860, dopo che a Palermo si era verificata la rivolta della Gancia e anche il resto dell'isola era insorto, avvenne lo sbarco dei garibaldini a Marsala; da lì, grazie all'aiuto dei siciliani cominciarono a conquistare l'isola in nome dell'unificazione dell'Italia; Palermo insorse il 27 maggio, data in cui Garibaldi entrò in città dalla porta Termini. 
Tra il 1860 e il 1866 la città fu soggetta a varie lotte e rivolte contro il nuovo Regno d' Italia da parte di ex garibaldini delusi, reduci dell'esercito meridionale, partigiani borbonici e repubblicani, la più importante delle quali fu la rivolta del sette e mezzo, e il conseguente bombardamento della flotta, che distrusse non poche strutture architettoniche.


In seguito all'Unità d'Italia, il comune di Palermo intraprese la costruzione di alcune importanti opere architettoniche: il taglio di via Roma e la costruzione dei due teatri più rappresentativi della città, il Massimo e il Politeama e dal 1891 al 1892 la IV Esposizione Nazionale.


Nel primo ventennio del XX secolo Palermo attraversò un'epoca florida, con un breve ma intenso periodo liberty. Non interessata dal primo conflitto mondiale, Palermo subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fino a essere occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale statunitense George Smith Patton.


Il secondo Novecento è stato caratterizzato, inoltre, dallo sviluppo del fenomeno della mafia: nella lotta contro Cosa Nostra furono colpiti, tra gli altri, esponenti della forze dell'ordine come il poliziotto Boris Giuliano e il capitano dei Carabineri Mario D'Aleo, il prefetto di Palermo generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il presidente della Regione Siciliana Pier Santi Mattarella, i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gaetano Costa e Rocco Chinnici, il parroco del quartiere di Brancaccio, don Pino Puglisi e giornalisti come Mauro De Mauro e Mario Francese.

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all'interno del centro storico; altri sono distribuiti in tutto il territorio palermitano: ville storiche, torri d'avvistamento, tonnare, graffiti rupestri, antiche chiese o palazzi nobiliari.


Siti Unesco
Le residenze arabo-normanne, la cattedrale e altre chiese, insieme al duomo di Monreale e a quello di Cefalù, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'Unesco il 3 luglio del 2015.


Gli 8 edifici palermitani che hanno tale riconoscimento sono:
Il Palazzo dei Normanni con la cappella Palatina
La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti
La Chiesa della Martorana
La Chiesa di San Cataldo
La cattedrale
La Zisa
Il Ponte dell'Ammiraglio


Monumenti nazionali
4 edifici sono anche riconosciuti e tutelati come monumenti nazionali:
La casa natale di Francesco Ferrara (r.d. n. 860 del 18/03/1928)
La Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (nota come chiesa della Martorana) (r.d. del 15/08/1869)
La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti (r.d. del 15/08/1869)
La Chiesa di Santa Maria Maddalena (r.d. n. 462 del 14/07/1891)


« A Palermo, più che altrove in Sicilia, le epoche storiche rivelate dai differenti stili architettonici si sovrappongono. Il centro testimonia di un tempo più vicino, quando la città con i suoi teatri, le sue piazze, i suoi palazzi ba« A Palermo, più che altrove in Sicilia, le epoche storiche rivelate dai differenti stili architettonici si sovrappongono. Il centro testimonia di un tempo più vicino, quando la città con i suoi teatri, le sue piazze, i suoi palazzi barocchi e suoi trionfali accessi al mare, contendeva a Napoli il primato urbano del Regno delle due Sicilie. Ricordi di un tempo ben più remoto cela invece il Monte Pellegrino: a poca distanza dai grattacieli, in caverne abitate dall'uomo preistorico, sono venuti alla luce graffiti rupresti di arcaica bellezza. » (Leonardo Sciascia)


Architetture religiose


Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse (cromaticamente inventate nel XIX secolo) è diventata uno dei simboli della città; va ricordata poi la Chiesa della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi edificata oltre il fiume Oreto e il Ponte dell'Ammiraglio del 1131. 
Costruita tra il 1130 e il 1170, la Basilica La Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano intorno la chiesa. 
Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (all'interno del Cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso.


Situata vicino alla chiesa della Martorana, è la Chiesa di San Cataldo, una costruzione normanna del 1160, dalla caratteristica facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, che meglio conserva il suo aspetto originario. All'interno è notevolmente interessante il pavimento musivo.


Sul Cassaro si affaccia lo splendido complesso della Cattedrale eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La splendida commistione artistica presente nell'edificio sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli che l'hanno guidata mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. 
In seguito a un disastroso incendio avvenuto negli ultimi anni del XVIII secolo, l'interno venne ricostruito in stile neoclassico. Vi sono conservati i sarcofaghi di Federico II e Ruggero II oltre la tiara d'oro di Costanza di Sicilia, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel Tesoro della Cattedrale. La torre più imponente della cattedrale, ospita 8 campane ambrosiane (il campanone chiude le distese complete e i concerti solenni).


Nell'arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico che possiamo ammirare in esempi come la Chiesa di San Francesco d'Assisi, caratterizzata nell'interno da continue trasformazioni e rifacimenti nel tempo che giustificano la complessità e la varietà dei linguaggi artistici in essa presenti; infatti in età barocca l'edificio venne ricoperto da stucchi e affreschi da Pietro Novelli e nel 1723 Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù. Altro importante esempio è sicuramente la Chiesa di Sant'Agostino edificata nel 1275.


Appartengono allo stesso periodo la Chiesa della Gancia, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo che ospita mostre ed eventi, la Chiesa di Santa Maria della Catena, dal caratteristico portale gotico-catalano e la Chiesa di Santa Maria la Nova, dalla facciata preceduta da un portico a tre arcate Catalane, come nella chiesa di Santa Maria della Catena. È inoltre nota in città per i riti antichi della Passione di Gesù nel Venerdì Santo.


Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco, fra cui: la Chiesa del Santissimo Salvatore situata lungo Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa Convento dei Carmelitani Scalzi in Piazza Indipendenza, la Chiesa di Santa Caterina, sita in Piazza Bellini, la Chiesa del Gesù o Casa Professa situata nel quartiere dell'Albergheria rivestita al suo interno da bassorilievi marmorei posti sulla tribuna e Putti, tutti su modelli di Giacomo Serpotta esperto in "barocco sacro".


La Chiesa di Santa Teresa nel quartiere della Kalsa, fronteggia il Foro Italico, essa è visibile dal mare, oltre Porta dei Greci, e ancora la Chiesa di San Domenico con il caratteristico fronte formato da un telaio di colonne, di dimensioni maggiori di quelle della Cattedrale stessa, maestosa e dalla facciata sgargiante che domina l'omonima piazza, con al centro la colonna dell'Immacolata, creando così una grande sintonia, tra piazza e facciata della chiesa. Molto importante la nuova Galleria d'Arte Moderna "Sant'Anna", costituito da un chiostro all'aperto.


Un particolare interesse ha il Santuario di Santa Rosalia sito sul Monte Pellegrino, costruito nel 1626 sul luogo del presunto ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, patrona della città.


Architetture civili


Di particolare interesse sono anche i Qanat, imponente opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città tra la dominazione araba e il periodo normanno. A questo periodo risalgono anche diversi palazzi appartenuti ai sovrani normanni e utilizzati come residenze di villeggiature immerse spesso nel verde. 
Fra questi ricordiamo La Zisa e il suo sistema di fontane, La Cuba dallo stile austero e severo, il Castello di Maredolce antico sollazzo arabo circondato dalle acque di un lago e sito all'interno del Parco della Favara. 
Il Palazzo Scibene. Durante il dominio aragonese, la città si arricchisce di pregevoli palazzi nobiliari e chiese caratterizzati da un tipico gotico proveniente dal Regno di Aragona e dalla Contea di Catalogna (il gotico catalano). Il Palazzo Sclafani, che sorge in prossimità del Palazzo Reale e quindi in una posizione privilegiata, fu costruito nel 1330 dal feudatario Matteo Sclafani, conte di Adernò (Adrano), in competizione con il coevo Palazzo Chiaramonte, superbo edificio fatto innalzare dal cognato nell'attuale piazza Marina ed attuale sede del rettorato palermitano. 
Nel 1495 venne edificato il Palazzo Abatellis, progettato da Matteo Carnilivari in stile catalano e che ospita la Galleria Regionale d'arte Moderna e Medievale mentre risale al 1490 la costruzione del Palazzo Aiutamicristo, noto soprattutto per gli sfarzosi interni che stupirono ospiti illustri fra cui Carlo V e Don Giovanni d'Austria.


Nel 1583 fu eretta dal viceré Marcantonio Colonna, la Porta Nuova, rifacendosi al modello di uno degli archi trionfali effimeri eretti in città al passaggio dell'imperatore Carlo V vittorioso a Tunisi. La versione attuale risale al 1669 ed è caratterizzata da una copertura a piramide ricoperta di maioliche colorate. Essendo collegata al Palazzo dei Normanni e quindi alle antiche mura cittadine, è il fondale monumentale del Cassaro o via Toledo, l'asse principale che attraversa il centro storico di Palermo.


Di periodo barocco di importanti sistemazioni urbanistiche per la città. Nel 1600 con il tracciato della Via Maqueda si venne a creare il nuovo salotto della città: all'incrocio con il Corso Vittorio Emanuele, si trovano I Quattro Canti, o teatro del Sole, una piazza ottagonale che costituiva il centro fisico e simbolico della città. Poco lontano in piazza Pretoria si può ammirare la Fontana Pretoria, da poco restaurata sulla quale si affacciano il Palazzo Pretorio o Palazzo delle Aquile, sede del Comune, e la Chiesa di Santa Caterina.


Nel XVIII secolo la zona limitrofa della città muta considerevolmente grazie all'introduzione del sistema delle ville. Nel 1778 il Palazzo Sambuca assume la struttura attuale, data dall'unificazione della casa della famiglia Bologna con quella dei Saladino e con la Torre Maniace.


La decisione di spostarsi all'esterno della città consolidata non deriva soltanto dalla "moda della villeggiatura" incalzante nel periodo, ma è dovuta anche all'aumento della pressione fiscale all'interno della città e alla volontà dei nobili di avere una maggiore presenza nei loro fondi agricoli così da poterne tenere sotto controllo la produzione; per questo motivo gli edifici neoclassici si trovano quasi tutti al di fuori delle mura.


Tra gli edifici neoclassici della città va senz'altro ricordato l'Orto botanico di Palermo con il suo gymnasium che venne progettato alla fine del Settecento dall'architetto francese Leon Dufourny fuori dalle mura di Palermo vicino il quartiere della Kalsa, dando così adeguato spazio a quello che diventerà uno dei più importanti giardini botanici d'Europa. La imponente costruzione è in stile dorico e ai lati si trovano due sfingi dello scultore palermitano Gaspare Firriolo. Al neoclassico va aggiunto inoltre il Palchetto della Musica.


Particolarmente maestosa è villa Belmonte all'Acquasanta di Giuseppe Venanzio Marvuglia che rispecchia lo stile neoclassico in ogni suo aspetto, dalle volumetrie alle decorazioni, è inoltre impreziosito da un tempietto circolare composto da dodici colonne corinzie. Tra la fine del Settecento e il 1814 nasce il Palazzo d'Orleans.


Da menzionare inoltre il Palazzo delle Finanze con il suo pronao dorico-siculo, Villa Belmonte alla Noce con i suoi affreschi monocromi, Palazzo Palagonia caratterizzato dalle quattro splendide cariatidi sulla facciata e Villa Airoldi. L'esempio più originale invece è senza dubbio la Palazzina Cinese, dimora di villeggiatura di Ferdinando IV, all'interno della tenuta di caccia del "Real parco della favorita", che unisce i canoni dell'architettura neoclassica con l'eclettismo del tempo di ispirazione orientale. Ma anche Palazzo Natoli un palazzo barocco settecentesco nel centro storico di Palermo, situato sulla Salita del SS. Salvatore, catalogato dagli esperti della Soprintendenza delle belle arti, che appartenne alla principesca famiglia Natoli, che contribuì per l'opera del marchese Vincenzo Natoli alla crescita urbanistica di Palermo portandola nel suo momento di massima crescita e splendore.


Nel 1885 iniziò la realizzazione di un secondo asse che attraversava la città, collegando la stazione ferroviaria con la zona portuale. Per la realizzazione di questa nuova arteria, Via Roma, vennero demoliti numerosi edifici, che lasciarono spazio a palazzi di architettura eclettica e liberty.


All'inizio del XX secolo, la città comincia a estendersi fuori le mura verso nord, soprattutto lungo una nuova strada chiamata via Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville in stile liberty, da parte di Ernesto Basile e dei suoi allievi. Per la città inizia una nuova età dell'oro e in più settori, quali l'economico, l'industriale, il culturale, l'artistico, l'architettonico, ecc., grazie anche all'intraprendenza di più famiglie, come i Florio, i Whitaker, i Sandron, i Ducrot, i Basile, i Rutelli, gli Utveggio, ed altre. In quest'epoca la città si rinnova, dotandosi di nuovi ospedali, teatri come il celebre Teatro Massimo, il Politeama Garibaldi, il Teatro Biondo ed altri edifici pubblici.


Particolarmente significativo è l'Hotel Villa Igiea (inizialmente concepita come villa privata, solo recentemente divenuto albergo) costruito alla fine del XIX secolo per volontà della famiglia Florio e su progetto dell'architetto Ernesto Basile, che ha concepito sia l'architettura, che le decorazioni, che il mobilio dell'edificio in puro stile liberty.


Fra i molti villini liberty va ricordato senz'altro il Villino Florio nei pressi del castello della Zisa, che con il suo stile eclettico rappresenta un magnifico esempio dell'Art Nouveau messa in luce da Ernesto Basile e il Villino Favaloro progettato dal padre Giovan Battista Filippo Basile. La maggior parte delle altre ville verranno demolite per far posto ad alti edifici di nuova costruzione mentre rimarranno come monito di quel periodo di ricchezza le residenze borghesi nella borgata di Mondello che diventerà in breve tempo la spiaggia preferita dei palermitani. 
L'esempio più significativo di liberty a Mondello è lo stabilimento balneare realizzato nel 1912 dalla società italo-belga, costruito sull'acqua dalla nota impresa di costruzioni d'epoca della famiglia di architetti e imprenditori Rutelli.


Altri esempi architettonici particolarmente rilevanti sono il Chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo, i Chioschi Ribaudo in piazza Verdi, il Kursaal Biondo e Palazzo Dato.


Durante l'epoca fascista l'architettura assume connotati dall'aspetto maestoso che si ispirano alla romanità e alla cultura latina tipici del Neoclassicismo, finalizzata all'esaltazione del regime vigente, spesso mescolati all'ondata della nuova corrente del Futurismo.


Vengono costruiti importanti edifici pubblici quali il Palazzo di Giustizia (progettato nel 1938 ma ultimato nel 1957 dagli architetti Gaetano ed Ernesto Rapisardi in puro stile razionalista italiano), il Palazzo delle Poste in via Roma, pregevole edificio monumentale con arredi futuristi e l'Ingresso monumentale di via Roma. Degni di nota sono pure la Sede del Banco di Sicilia in via Roma, la Caserma dei Vigili del Fuoco "Ignazio Caramanna" che riprende nel suo complesso i temi dell'architettura futurista nelle volumetrie e nella policromia della costruzione e, a fianco, la Casa del Mutilato..


Architetture militari


Rimangono poche tracce dell'antica cinta muraria del periodo punico nei pressi della cattedrale o del Cassaro, mentre sono più visibili alcune porzioni della cinta bastionata cinquecentesca che fino alla fine del XVIII secolo circondava il centro cittadino, come il Quartiere militare di San Giacomo, tra la Cattedrale e Palazzo dei Normanni. 
In particolare sono ancora integri alcuni bastioni, porte urbane e piccoli tratti delle cinta murarie che sono state risparmiate dall'urbanizzazione ottocentesca. 
Porzioni visibili dei bastioni sono infatti presenti lungo Corso Alberto Amedeo (Bastione della Balata o del Papireto), alle spalle del Teatro Massimo (Bastione di San Vito) e nei pressi di Piazza Magione (Bastione dello Spasimo). Un tracciato consistente di mura è quello che si affaccia sul Foro Umberto I e sulla sua parte calpestabile rappresenta la cosiddetta Passeggiata delle Cattive. Presso il porto sono invece visibili i resti dell'antico Castello a Mare, recentemente restaurato, principale avamposto militare borbonico e divenuto un Parco Archeologico e uno spazio per eventi e concerti.


Lungo la costa, soprattutto quella settentrionale nei pressi delle borgate di Mondello e Sferracavallo, sono ancora presenti alcune torri di avvistamento. Queste strutture difensive, sorte a partire dal tardo Medioevo, avevano lo scopo di avvisare la popolazione dell'arrivo dei pirati ed essendo collegate fra loro da un sistema di comunicazione basato su segnali di fumo, trasmettevano il segnale anche alle località vicine. 
Nell'entroterra sono visibili ancora tracce di torri e bagli che rappresentavano delle residenze votate alla produzione agraria, ma anche delle strutture difensive e di osservazione.


Piazze


Piazza Pretoria, delimitata tra il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro della piazza, l'imponente fontana di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come "Piazza della Vergogna" con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.


A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro della città, piazza Vigliena, o Quattro canti raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.


Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme.


Di fronte palazzo Steri l'ampia Piazza Marina, ridefinita da Giovan Battista Basile nel 1863 e dominata da due imponenti tropicali ficus magnolioides. Tra le piante, busti marmorei dedicati a eroi come Giuseppe Garibaldi e Joe Petrosino, ucciso in questa piazza nel 1909.


Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma (Palermo) si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell'Immacolata, del 1726. Tutt'intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città.


Sul Cassaro si apre invece la Piazza Bologni, piazza quadrangolare su cui si affacciano palazzo Belmonte-Riso, palazzo Alliata di Villafranca e palazzo Ugo delle Favare. Al centro la statua di Carlo V, opera di Scipione Li Volsi del 1630.


Mercati storici


Palermo conserva ancora gran parte del suo aspetto mediterraneo nei vari mercati storici disseminati nella città: i più caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e Il Capo.


La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala e il Cassaro, all'interno del mandamento Castellammare. La vicinanza al porto cittadino stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani si riscontra tuttora nella toponomastica. Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie, "macelleria". Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello e alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato "la Bucciria grande" per distinguerlo dai mercati minori.


Ballarò è il più antico tra i mercati di Palermo e si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory, verso Porta Sant'Agata. È uno dei più pittoreschi mercati di grascia, cioè d'alimentari. I prodotti venduti provengono dalle campagne del palermitano.


Il Capo si sviluppa nel cuore dell'omonimo quartiere: conserva elementi popolari del tipico mercato mediterraneo. Altri mercati storici a Palermo sono il mercato delle Pulci e quello dei Lattarini. Da citare c'è anche un mercato dell'usato allestito a Piazza Marina.


Siti archeologici


Del periodo punico rimane essenzialmente l'impianto urbano della città, corrispondente a un asse urbano principale (il Cassaro) e una viabilità minore che si dirama da questo; sono scarse, invece, le testimonianze tangibili. Tracce puniche sono riscontrabili in limitate porzioni dell'antica cinta muraria o nella necropoli, utilizzata anche in epoca romana, situata nei pressi dell'attuale corso Pisani.


Vi sono invece resti di un insediamento romano all'interno della Villa Bonanno dove sono visitabili i resti di due domus, poste di fronte al Palazzo dei Normanni; altre abitazioni sono state ritrovate nei pressi di piazza Pretoria e piazza Sett'Angeli.


Da corso Alberto Amedeo, superato un ingresso ottocentesco, si entra nelle catacombe di Porta d'Ossuna, databili intorno al IV-V secolo. Queste si snodano nel sottosuolo per diversi metri in direzione nord-sud. Altre due aree catacombali dello stesso periodo sono quelle di San Michele Arcangelo e dei Santissimi Quaranta Martiri.

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